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17 Luglio 2019

Bobo Craxi: "I toni d'odio verso chi salva vite umane non sono degni di un Paese civile"

di Michele Di Muro - mdimuro@periodicoitalianomagazine.it
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Bobo Craxi: "I toni d'odio verso chi salva vite umane non sono degni di un Paese civile"

Secondo l’ex sottosegretario agli Affari Esteri, la questione migratoria è ben lungi dall’essere risolta e non lo sarà fin quando non si troverà un accordo ragionevole con l’Europa per la redistribuzione dei profughi

Come di consueto, è venuto in redazione a farci visita l’onorevole Bobo Craxi, ex sottosegretario agli Affari Esteri, per fare due parole insieme a noi e darci il suo punto di vista sui principali fatti dettati dall’attualità. Erano i gironi delle convulse vicende relative alla Sea Watch 3 e alla sua comandante, Carola Rackete, ma noi abbiamo preferito partire dalle questioni politica interna, per cercare di approfondire come stanno andando nel complesso le cose in questo nostro sempre più ‘spaesato’ Paese. Ecco qui di seguito cosa pensa Bobo Craxi dell'attuale situazione italiana. 

Onorevole Craxi, questa strana alleanza tra Lega e Movimento 5 stelle reggerà alla prova del tempo?
“Mi pare che tireranno diritto fino a quando potranno. D’altronde, lo sconto che l’Europa ha fatto a questo Governo viene salutato come una vittoria, pur trattandosi, in realtà, di uno ‘scampato pericolo’. Le notizie di cronaca sugli sbarchi e le vacanze imminenti faranno il resto. C’è anche da dire che l’opposizione non è affatto preparata a un’eventuale elezione anticipata e, del resto, è meglio così: tanto peggio, tanto meglio...”.

Ma perché Matteo Salvini non crede alla possibilità di formare un esecutivo di centrodestra? Cosa lo trattiene?
“Salvini è un politico fortunato, energico, ma al tempo stesso pauroso, totalmente inadatto alla guida di un esecutivo. Si trova in una posizione assolutamente privilegiata: ha ‘cannibalizzato’ sia i partner di governo, sia quelli di coalizione e può mantenere in una posizione centrale senza dover assumere l’onere della guida del governo, rimanendo naturalmente alla guida politica del centrodestra: perché rinunciare a questa condizione? Sul piano programmatico continuerà a rimanere sugli unici due ‘mantra’ che ripete costantemMigranti.jpgente: frontiere chiuse e tasse ribassate. Altro non ha da dire, né da offrire, al Paese”.

Strano anche l’immobilismo di Forza Italia e di Sivlio Berlusconi: cosa sta aspettando l’ex cavaliere? Il ritorno del ‘figliol prodigo’ Salvini o lo scioglimento delle Camere?
“Il cavaliere è tornato in parlamento dopo anni di ostracismo. Ora si sta preparando a un’eventuale crisi endogena della coalizione e confida in un rovesciamento anche all’interno della Lega. Altra strategia non può avere, oltre quella di divorare i suoi ‘cuccioli ribelli’ e ingenerosi, che mostrano un volto irriconoscente e rancoroso per andare a servire Salvini. Penso che, alla lunga, dovranno pentirsene”.

E l’area laica? Radicali e socialisti non sembrano abbastanza consistenti per incarnarla in maniera convincente: cosa manca? La loro identità è troppo legata alla prima Repubblica? Oppure, si rischia la solita ‘somma di debolezze’?

“Quando intere aree politiche, per oltre un decennio, lottano per la sopravvivenza e non sempre ci riescono, si finisce con l’affievolire le resistenze e agevolare gli abbandoni di parte della classe dirigente che aveva mantenuto alcune posizioni a livello locale. Per i socialisti, questa cosa è stata più netta. Rilanciare una nuova proposta politica significa, innanzitutto, fare ammenda dei gravi errori del recente passato e proporre una nuova classe dirigente. Io ho incoraggiato il ‘nuovo corso’ del Psi ed è ancora presto per fare bilanci. Tuttavia, il tempo lavora certamente per noi. Sono favorevole all’osmosi con le aree laiche e cattoliche presenti nel ‘cartello’ di ‘Più Europa’, per esempio. E sarei anche favorevole al superamento di tale ‘cartello’, per creare un’area ancora più robusta, che si ponga l’obiettivo del 10%”.

A sinistra, il Partito democratico sembra totalmente inadeguato a fare opposizione: anche Zingaretti è rimasto vittima dal fascino del divano, mentre la Boschi prepara i pop corn?
“Il Partito democratico, in ogni caso, ha una posizione centrale nello schieramento di opposizione, qualsiasi politica metta in campo. Le loro vistose incertezze e contraddizioni non scalfiscono affatto la sua necessità. E’ chi non si sente rappresentato dal Pd che deve muovere per ricostruire una sua posizione, perchè nel Pd c’è posto per tutto e il suo contrario”.

A proposito della Boschi: cosa pensa della foto dell’ex ministro per le Riforme istituzionali fatta circolare sui social network? Anche il Pd si sta abbandonando al narcisismo fine a se stesso? E quale sarà la prossima mossa: l’apparizione innanzi ad alcuni pastorelli sui Pirenei?
“Non saprei dire: penso soltanto che Maria Elena Boschi abbia pagato fin troppo la sua sovraesposizione come donna e come dirigente politico. Probabilmente, si riprende la sua vita e fa benissimo a farlo”.

Passiamo alla politica estera: il presidente americano, Donald Trump, prima ha fatto saltare il vecchio accordo con l’Iran, finalizzato a un utilizzo controllato dell’energia nucleare per scopi civili, mentre adesso muove all’attacco di Teheran sulla base del pretesto atomico: si sta cercando un conflitto di dimensioni ‘regionali’ in quell’area?
“Trump si muove con toni minacciosi, ma poi alla fine è sempre alla ricerca di un accordo finale. E’ una condotta tattica, che non riporterà gli Stati Uniti a dominare l’occidente, ma a influenzare le aree dove sono prevalenti gli interessi americani. Sarà inevitabile, se dovesse ottenere un secondo mandato, ripensare non tanto allo schema delle alleanze, ma certamente a quello della difesa europea, poiché la linea della Nato e quella degli Stati Uniti sovente non coincidono”.

C’è un suggeritore dietro le mosse del presidente americano, come per esempio Israele, oppure siamo di fronte a una superpotenza, gli Stati Uniti, in preda a umori bellicosi e manie di grandezza?
“Israele si sente minacciata e, questa volta, da una potenza che sta arricchendo il proprio arsenale, non da una fragile ribellione dei territori da lei occupati. Non vuole portare l’attacco fino a Teheran, ma ha già cominciato a dare segnali a Damasco. In sostanza, vorrebbe costringere i palestinesi a una pace fondata sullo scambio economico e sul mantenimento dello ‘status quo’. Non credo che ci riusciranno, anche se quello messo in campo è comunque un tentativo fondato sul dialogo”.

Quali sono le sue riflessioni in merito alla vicenda della Sea Watch 3?
“La risposta ‘sicuritaria’ e ‘giustizialista’ non ci farà fare alcun passo in avanti. La questione migratoria è ben lungi dall’essere risolta. E non lo sarà almeno fin a quando il nord Africa rimarrà instabile e il centro di quel continente sarà aggredito dalla povertà e dalla desertificazione. Se s’intende raggiungere un accordo ragionevole, in Europa, sulla redistribuzione dei profughi, tanto meglio. Ma i toni pieni di odio verso chi salva vite umane e quelli xenofobi verso chi scappa dalla miseria e dai maltrattamenti non sono degni di un Paese civile”.

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