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16 Luglio 2026

Il 'gigante buono' della Sicilia

di Alessandra Satriani
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Il 'gigante buono' della Sicilia

L'eruzione dell'Etna di inizio 2026 e la magia dei paesaggi che ci regala la forza del vulcano fatti di lava, fuoco e neve, hanno accompagnato l'entrata nel nuovo anno con voce tuonante e colori suggestivi

L'Etna
che erutta dal cratere di nord-est ci ha regalato, proprio nel periodo natalizio - già di per sé pervaso di atmosfere magiche - paesaggi fiabeschi fatti di lava, fuoco e neve, accompagnando l'entrata nel nuovo anno con voce tuonante e colori suggestivi. Risvegliatosi a fine dicembre con fontane di lava e fuoco e alte e scure nuvole di cenere, il cratere nordorientale si è fatto nuovamente sentire: uno spettacolo che ha richiamato la curiosità di molti, che hanno potuto ammirare il particolare scenario della lava in contrasto con la coltre bianca delle vette più alte, data dalla neve che le imbiancava, creando al suo passaggio suggestive nubi di vapore. Sull'Etna, le eruzioni permettono a neve e lava di convivere, creando spettacoli unici, che consentono agli sciatori di poter ammirare le fontane infuocate del vulcano dalle piste innevate del versante nord (Piano Provenzana): il versante più suggestivo. Oppure, tramite lo ski-alpinismo, di spingersi fino ai bordi delle colate, con contrasti mozzafiato tra neve e lava.
 
LaEtna_2.jpg prima eruzione di fine dicembre 2025
La prima gettata eruttiva abbiamo potuto ammirarla la mattina del 27 dicembre, anche se già il 24 si sono registrati i primi segnali. Infatti, l'Ingv (l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia–Osservatorio etneo di Catania, ndr), preposto al controllo del vulcano in attività, durante le operazioni di monitoraggio ha rilevato un netto cambiamento dei suoi segnali. Finché, a cavallo tra il 25 e il 26 dicembre, l'attività è aumentata di intensità. Poi, nelle primissime ore del 27, l'attività del versante nord-est è andata crescendo e, dal fianco del cratere 'Voragine', una lunga colata di lava ha iniziato la sua discesa, con impressionanti getti incandescenti e un'alta colonna eruttiva. Si sono prodotte una densa colonna e tutta una serie di forti esplosioni, con l'espulsione di materiale grossolano, lanci di lapilli e scorie per tutto il resto della giornata, regalandoci un panorama particolarmente affascinante, con colori spettacolari tendenti al rossastro, come in un pregiato dipinto.
 
La nuova 'fessura' eruttiva
Abbiamo assistito anche all’attività della 'bocca' sul fianco orientale della 'Voragine' e la colata lavica dell'altra bocca, situata alla sua base, che non sembra voglia fermarsi e che ci sta regalando, anche in questi giorni, spettacoli di rara intensità. Inoltre, durante i primi giorni del 2026, è avvenuta l’apertura di una nuova fessura eruttiva intorno ai 2 mila 100 metri sul livello del mare, alla base della parete nord della Valle del Bove, che ha prodotto una colata lavica al suo interno e deboli emissioni di cenere, sempre come risultato di una leggera attività esplosiva stromboliana del cratere 'Voragine'.

Le eruzioni del 2025
Insomma, l'Etna si fa ancora sentire, continuando la sua attività eruttiva. In effetti, questo non è stato l'unico episodio che il vulcano ha avuto durante lo scorso anno. Il primo ha riguardato il fianco sud-occidentale; il secondo, ha visto il cratere a sud-est produrre una colata di lava e una serie di attività esplosive. Sempre presso il cratere di sud-est, si sono avuti altri modesti episodi eruttivi. Infine, nuovamente sul fianco sud-occidentale e lungo i fianchi del cratere di sud-est si sono avute delle colate di lava a dir poco spettacolari.
 
L’Etna, il 'gigante buono'
Certamente, l'evento che si sta sviluppando in questi giorni è suggestivo e decisamente spettacolare. L'Etna, infatti, è considerato un "gigante buono", in quanto le sue colate laviche sono discretamente lente. Ovviamente, si tenga sempre a mente che può anche essere pericoloso, sia per la sua forza, sia per l'evaporazione della neve e la creazione di improvvise esplosioni.
 
La prima eruzione del 1669
La forza distruttiva che può scaturire da questo vulcano si è manifestata, in tutta la sua potenza, con la grande eruzione del 1669. Iniziò a marzo dai Monti Rossi e si concluse a luglio, raggiungendo e distruggendo la parte occidentale della città di Catania. Questa viene anche ricordata come il primo tentativo dell'uomo di deviare una colata lavica. In quell'occasione, infatti, un sacerdote di Pedara (Ct) e un gruppo di coraggiosi catanesi, coperti da pelli bagnate e armati solamente di mazze e martelli, spinti dalla forza della disperazione si adoperarono per rompere gli argini della colata, nel drammatico tentativo di deviarne il corso. Ricordiamo che l'Etna è il vulcano più grande d'Europa e, con i suoi 3 mila 300 metri di altezza, domina il paesaggio della costa orientale della Sicilia e del Mar Mediterraneo. Sede del Parco dell'Etna, ospita una vasta biodiversità adattatasi all'ambiente vulcanico ed è il cono lavico tra i più studiati e controllati al mondo. Ciò, anche e soprattutto per il sua attività continuativa, che lo rende prezioso in diversi ambiti scientifici, come quello geofisico e vulcanologico. Per questi motivi e in quanto esempio di manifestazione dell'evoluzione della Terra, è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'Unesco nel 2013. La grandezza dei vulcani non risiede soltanto nella forza della loro distruzione, ma anche nell'importanza della loro capacità di creazione, determinando la formazione di suoli incredibilmente fertili e rilasciando nutrienti che arricchiscono anche mari e oceani, sostenendo la vita marina. Così avviene anche per l'Etna, che con le sue ceneri e i vari detriti che sprigiona, arricchisce le sue pendici. Inoltre, la sua più o meno costante attività lo rende un'importante oggetto di studio geologico: un simbolo della forza della natura, dell’area orientale siciliana e dei suoi abitanti. Nel corso dei secoli, le numerose colate laviche che si sono riversate lungo i suoi fianchi, stratificandosi una sopra l’altra, ne hanno determinato l'aspetto odierno. Ma questo tipo di vulcano potrebbe mutare ulteriormente in futuro, con altre colate ed erosioni o dopo episodi di particolare forza esplosiva. Per ora monitoriamolo si, ma godiamoci anche lo spettacolo che solo l’Etna ci può regalare.
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Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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