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22 Aprile 2026

Empoli: cerimonia in memoria di Falco, Ceravolo e Rocca, medaglie d'oro al Merito civile

di Daniela Zappavigna
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Empoli: cerimonia in memoria di Falco, Ceravolo e Rocca, medaglie d'oro al Merito civile

Celebrata la memoria storica del 51° anniversario dalla scomparsa del brigadiere Leonardo Falco e degli appuntati Giovanni Ceravolo e Arturo Rocca, vittime del terrorismo degli anni di piombo
 
Nei giorni scorsi, a Empoli (Fi), come consuetudine da 51 anni, la Polizia di Stato ha radunato la cittadinanza, a partire dal primo cittadino, Alessio Mantellassi, alla presenza delle autorità civili e militari, inclusa la sezione Anps locale, per deporre una corona di alloro a nome del Capo della Polizia  -  Direttore Generale della Pubblica Sicurezza -  mentre sotto la cura di monsignor Luigi Innocenti, Cappellano provinciale della Polizia di Stato, si raccoglievano i presenti al solenne momento dell’esecuzione del Silenzio di ordinanza, al fine di celebrare la memoria storica nel 51° anniversario dalla scomparsa del brigadiere Leonardo Falco e degli appuntati Giovanni Ceravolo e Arturo Rocca, medaglie d’oro al merito civile, quali vittime del terrorismo degli anni di piombo. La cerimonia ha avuto inizio presso la sede stessa del Commissariato di Ps di Empoli in piazza Antonio Gramsci, unitamente al questore della provincia di Firenze, Fausto Lamparelli, al prefetto Francesca Ferrandino, ai familiari delle vittime. Erano presenti, inoltre, il senatore Dario Parrini, la consigliera regionale, Brenda Barnini e Bernard Dika, sottosegretario alla presidenza della Regione Toscana.
Nonostante la Empoli_2.jpgpioggia ininterrotta, la cerimonia si è svolta regolarmente, con la partecipazione e il coinvolgimento di ogni presente, sia civile, sia appartenente al corpo di Polizia poiché, nonostante sia già stato scavalcato il mezzo secolo dall’epoca dei fatti, il tempo non ha cancellato la ferita empolese di viale Boccaccio, ove è stata posta in corrispondenza del civico n. 25, luogo che vide consumarsi l’evento tragico del 24 gennaio 1975, una pietra d’inciampo. ”La pietra“, ha evocato dal pulpito monsignor Innocenti durante la celebrazione della Santa Messa in suffragio al Santuario della Madonna del Pozzo, nella centrale piazza della Vittoria di Empoli, “ci costringe a fermarci prima di proseguire, o altrimenti inciampare. E che questo ricordo non sia soltanto collegato alla tristezza e al rivivere il replay doloroso, piuttosto ci lasci l’insegnamento del bene contrapposto al male e al valore del sacrificio estremo per la protezione della sicurezza”.
NoEmpoli_3.jpgn solo per Empoli, il 24 gennaio del 1975, ma per l’Italia tutta, di quegli anni particolarmente, rappresenta una pagina oscura, incomprensibile: un trauma mai del tutto lenito con dettagli che sollevano parti buie ancora da chiarire. Leonardo Falco, brigadiere, insieme all’appuntato, Giovanni Ceravolo, vennero freddati quella tragica sera, mentre Arturo Rocca, gravemente ferito,  durante un controllo di Polizia proprio a quel 'civico', corrispondente all’abitazione dell’insospettabile  e rispettato geometra comunale, Mario Tuti, passato alla storia come tale, mentre era una delle peggiori 'menti' del terrorismo 'nero' italiano, intestandosi altresì le notorie storie di altre stragi nei cosidetti 'anni di piombo'. E proprio lì, al civico 25 di viale Boccaccio, si è conclusa la giornata commemorativa com una bellissima orchidea bianca, deposta sulla pietra di inciampo, in prossimità della targa apposta sul luogo dell’attentato.
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