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11 Dicembre 2019

"Tu lo sai dove cresce l'alloro"? Un aperitivo teatrale con le sante

di Emanuela Colatosti
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"Tu lo sai dove cresce l'alloro"? Un aperitivo teatrale con le sante

'Fritto mistico' è un progetto sperimentale ideato da Alessandra Caputo e Francesca Romana Nascè, che con vino, alloro, ceci e pane – alimenti tipici della naturalezza mediterranea – conducono il pubblico in un discorso sul femminile e sul sacro che passa attraverso il corpo, le sue storpiature e i suoi bisogni

Dopo il caldo asfissiante di quest’estate, i Castelli Romani hanno iniziato piacevolmente a rinfrescare. Per arrivare su una qualsiasi delle terrazze del centro storico di Monte Porzio Catone bisogna salire scalinate molto ripide. Non la formalità di un foyer, bensì il calore dell’accoglienza dal sapore popolare pensata da Alessandra Caputo, Manuela Lucinda e Natalia Mancini. Sono scalze, a contatto con la Terra, per poter sentire dove si mettono i piedi. La strada che conduce al divino non è breve. Prima di raggiungere la tavolata, preparata per la platea, è necessario attraversare un salone totalmente liberato da ogni arredo, di cui sarebbe stato normalmente ingombro. Un comodo corridoio che porta alla finestra sul terrazzo è delimitato da funicelle, su cui sono appese immagini, piccoli bozzetti frutto della creatività di Natalia Mancini. Superato il momento visivo, la seconda tappa verso il divino riguarda l’olfatto. La dimensione enoica viene sapientemente spiegata da Manuela Lucinda. Senza il viatico del vino, il divino è impossibile da raggiungere. Alessandra e Manuela spiegano le corrispondenze ermetiche e alchemiche tra il derivatFoto2.jpgo dell’uva, il divino e la vita. Il cibo non poteva essere escluso dalla restituzione del trascendente all’immanente. Il corpo va sostentato, perché “chi ve l’ha detto che lo spirito non ha materia”? Si apre il sipario e tre figure mistiche della Storia dell’occidente prendono vita attraverso Francesca Romana Nascè. Nonostante lo sfondo drammaturgico comune, l’attrice restituisce identità assolutamente diverse. Le donne di 'Fritto mistico' sono tutte un po’ lamentose, anche se la Pizia è più cordiale di Santa Passera, ma sarà perché ha il piglio della mercante, mentre Santa Francesca Romana riesce a essere elegante persino senza un dito. In ‘Tu lo sai dove cresce l’alloro?’ la spiritualità non è affatto una procedura dettata dalle istituzioni, ragion per cui ogni personaggio può dispiegarla attraverso un proprio elemento tutto suo: ceci, alloro, pane (rigorosamente accomunati dal vino). Elargiscono ricette culinarie, perché lo stomaco dovrebbe stare sempre pieno. Suggeriscono in quale occasione è più appropriato far uso di un certo principio attivo. Sono fattucchiere che risolverebbero persino una malattia della modernità, come la noia. La santità è un potere, perché viene rimesso in circolo per medicare le mutilazioni dell’umanità. La Pizia dice di ascoltare quello che le persone hanno da dire per risolvere il proprio presente in un futuro più sicuro; Santa Passera afferma di aver fame, ma distribuisce al pubblico il pane con cui accompagnare il calicFoto4.jpge di vino. È lo spirito a essere famelico. Ed è così che, attraverso tre capitoli, 'Fritto mistico' impartisce una lezione di politica dal basso, attraverso una sapienza donata in modo gratuito. Così, tra il tramonto, il crepuscolo e il levar della sera, la terrazza si divide tra un di qui e un di là che non si sovrappongono mai del tutto: persiste uno spazio scenico a dividere le performer dagli spettatori. Eppure la drammaturgia di ‘Tu lo sai dove nasce l’alloro?’ è composta di innumerevoli strati, proprio come una cipolla, affinché, passo dopo passo, l’umanità sia ricomposta di tutte le sue imperfezioni perché possa essere piena. ‘Fritto mistico’ chiede con gentilezza, ma senza preavviso, che ogni barriera venga meno. Questo perché l’interazione o il contatto implica il contagio: il sacro si confonde e si identifica con l’umano, attraverso la santificazione della paura dell’Altro, che è sempre anche timore di scoprire la profondità dei propri bisogni, che tanto somigliano alle debolezze. C’è da lavorare sodo per costruire un ponte di energia tra una parte e l’altra della relazione, che un’opera complessa come ‘Fritto mistico’ si propone di instaurare. Una sfida che Alessandra Caputo e Francesca Romana Nascè sono state perfettamente in grado di cogliere. E che, forse, hanno già vinto: i visi dei convitati, ritratti durante la performance da Natalia Mancini, sono tutti assorti in riflessione o in contemplazione estatica. Un pubblico che si rende disponibile a lasciarsi coinvolgere con anima e corpo non sarebbe neanche il primo miracolo avvenuto su quella terrazza di Monte Porzio Catone.Foto3.jpg

QUI SOPRA: LA TERRAZZA CON LA TAVOLA PREPARATA PER L'APERITIVO MISTICO

PIU' SOPRA: ALESSANDRA CAPUTO NEI PANNI DI SANTA SORPRESA PER IL MIRACOLO

AL CENTRO: FRANCESCA ROMANA NASCE' INTERPRETA LA PIZIA

IN ALTO A DESTRA: PASSERA E SANTA

LE FOTO DEL PRESENTE SERVIZIO SONO DI FEDERICO EMMI


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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