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Area Riservata
8 Dicembre 2021

Il fiume invisibile di Roma

di Emanuela Colatosti
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Il monitoraggio scientifico partecipato dell'Aniene, curato da alcune Onlus e associazioni della capitale, ha coinvolto la cittadinanza nella tutela della riserva naturale

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“L’Aniene è il fiume invisibile della capitale”. E’ quanto afferma Stefano Sampaolo, vicepresidente del III Municipio di Roma e assessore delegato. Una descrizione molto efficace, pronunciata durante l’evento di chiusura di ‘Walk Up Aniene’, il monitoraggio partecipato che ha impegnato cento cittadini in un raccolta dati molto ampia. Il letto stretto del fiume, nascosto tra la fitta vegetazione e la velocità che raggiungono le sue acque in alcuni punti, rendono l’Aniene meno propenso alla gentrificazione. “Poiché non si vede”, spiega Sampaolo, “l’Aniene e i suoi dintorni sono diventati luoghi dove si sono scaricate esternalità negative: prostituzione, droga, inquinamento, rifiuti, insicurezza. Ma con il Covid, molti cittadini e cittadine hanno scoperto che alcune anse sono vivibili, se solo qualcuno se ne fosse preso cura. Sospetto che il centro commerciale abbia giocato un ruolo attivo in questa scoperta”.  Il letto dell’Aniene si allarga quando confluisce nel Tevere nei pressi di Roma nord. Motivo per cui non riesce ad avere le stesse potenzialità di quest’ultimo, al centro dei momenti di relax di turisti e cittadini. Inoltre, l’Aniene si ammanta del fascino storico di Roma solo con Ponte Vecchio, nel cuore di Monte Sacro. Ma prima di arrivare a monitorare e a ripulire le sponde del fiume, i cittadini e le cittadine del III Municipio capitolino hanno riscoperto di vivere accanto a una riserva attentamente presidiata dalla Onlus ‘Insieme per l’Aniene’ sin dal 1999. Chi, durante il locWalk_Up_Aniene_2.jpgkdown, ha avuto la possibilità di camminare tra i sentieri della riserva o di percorrerli in bicicletta ha contribuito inconsapevolmente a mantenerli in buono stato. Tuttavia, il passaggio dalla conservazione ‘passiva’ di un bene al monitoraggio partecipato non è così immediato: “La coprogettazione tra associazioni”, ci informa Lucie Greyl, presidentessa del Centro documentazione conflitti ambientali e attivista di ‘A Sud’, che si è occupata di sbloccare i fondi di Horizon con il bando ‘Action!’, senza il quale i monitoraggi non si sarebbero realizzati, “è fondamentale per ottenere indipendenza nel percorso di conservazione di un bene: in questo modo, a ‘A Sud’ ha messo a disposizione la sua esperienza a supporto di ‘Insieme per l’Aniene’, che con la sua presenza attiva tutela uno spazio pubblico. Walk Up Aniene”, continua Lucie Greyl, “è una poderosa azione-pilota, che ha previsto la partecipazione attiva di cento tra cittadine e cittadini, i quali hanno percorso le rive dell’Aniene per compilare i questionari, peraltro non semplicissimi”. Un’iniziativa che ha riconfermato l’utilità dei monitoraggi partecipati, perché riescono a raccogliere una quantità di dati nettamente superiore a quelli degli enti preposti e maggiori sono le forze impiegate nella ricerca. A spiegare ai cittadini come ottenere un monitoraggio 'buono', ci hanno pensato Riccardo Leone, ricercatore e architetto del paesaggio e Marta Del Giudice, educatrice ambientale. “Senza il duro lavoro di Marta nel tradurre il linguaggio accademico dei questionari da compilare senza perdere la complessità o ridurne l’efficacia, niente di questo sarebbe stato possibile”, ha detto Riccardo Leone. “C’è un’accuratezza dell’85%”, continua il ricercatore, “poiché i cittadini e le cittadine hanno setacciato con gli occhi e con il naso le rive dell’Aniene. Le descrizioni erano molto omogenee, indice che il metro di analisi è stato lo stesso. Abbiamo integrato i dati dell’inquinamento con le analisi dell’Arpa, che hanno riscontrato un concentrato preoccupante di metalli nell’acqua del fiume”. Ma l’esperienza di ‘Walk Up Aniene’ non finisce qui: le Onlus ‘Insieme per l’Aniene’ e ‘A Sud’ hanno la più viva intenzione di inaugurare un tavolo permanente di progettazione, con il patrocinio di ‘Roma Natura’. Per fare statistica serve che i monitoraggi continuino, affinché non si perda la buona qualità della riserva, che grazie al lockdown è tornata a essere vissuta dai cittadini. L’assessore all’urbanistica, Stefano Sampaolo, è entusiasta del progetto: “È bastato un periodo tutto sommato breve di smart working per consentire ai cittadini e alle cittadine di riscoprire il valore della prossimità: improvvisamente il quartiere in cui si abita non è più solo il luogo in cui si dorme ma c’è una rinnovata attenzione in altri aspetti della vita che non riguardano solo il decoro e la sicurezza. Bisognerà battere questo ferro finché è caldo”. L’esperienza di ‘Walk Up Aniene’ è risultata preziosa per il Municipio e per la riserva. Il progetto si inserisce in una cornice più ampia di monitoraggi, ‘Roma Up’, sostenuti dalla Fondazione Charlemagne. La raccolta dati svoltasi nella riserva dell’Aniene ha analizzato i parametri possibili, da rilevare in autonomia tramite personale specializzato. Con ‘Roma Up’ sarà possibile scoprire in che stato di salute versano le acque dei fiumi romani, che se hanno prodotto quest’estate ben due morìe di pesci non devono essere l’esempio di purezza. Per dirla con Stefano Sampaolo, “a Roma la bellezza non è mai continua, è sempre interrotta dalla bruttezza. Ma è valido anche il suo contrario”.

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NELLA FOTO QUI SOPRA DA SINISTRA: LUCIO ZACARELLI, STEFANO SAMPAOLO, LUCIE GREYL, RICCARDO LEONE, MAURIZIO GUBBIOTTI E MARTA DEL GIUDICE

AL CENTRO: LA COORDINATRICE DI 'WALK UP ANIENE' PARLA ALL'EVENTO DI CHIUSURA DEL PROGETTO

IN APERTURA: LA LOCANDINA DELL'INIZIATIVA


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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