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22 Febbraio 2020

Kamikatsu, la prima città senza rifiuti

di Michela Zanarella
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Kamikatsu, la prima città senza rifiuti

Ridurre l'impatto ambientale è possibile: la prima realtà arriva dal Giappone grazie a un rigido programma di separazione della spazzatura, un sistema che richiede impegno, ma che funziona attraverso un piano di riciclo e di riutilizzo degli oggetti

Entro il 2020, una cittadina nel sud-est del Giappone che conta meno di duemila abitanti mira a diventare la prima comunità a rifiuti zero tra i Paesi maggiormente sviluppati. Una scommessa che può sembrare esagerata, ma che si avvia a diventare realtà, grazie alle buone abitudini dei cittadini di Kamikatsu. Nel punto di raccolta della città ci sono bidoni differenziati, suddivisi in ben trentaquattro categorie: dalle lattine in alluminio alle lattine in acciaio, dalle scatole in cartone a carta e volantini, dal vetro bianco al vetro marrone. Non esistono i camion della spazzatura, gli abitanti, che dividono i rifiuti a casa, li devono portare successivamente nel centro apposito, un impegno che comunque viene rispettato e a cui tutti si attengono correttamente, anche se non è poi così comodo. Al centro un addetto verifica e controlla che tutto venga gettato nel contenitore adatto, dalla spazzatura poi vengono ricreati nuovi oggetti, nuovi vestiti pronti ad essere rivenduti. Oltre l’80% dei rifiuti viene riciclato, riutilizzato o comportato. Un risultato che è stato possibile grazie ad un rigido programma attuato a partire dal 2003, che ha visto l’abbandono progressivo dell’utilizzo di un inceneritore, visto l’impatto dannoso per l’ambiente, sostituito con un nuovo sistema di raccolta differenziata. Ci sono voluti anni per far adeguare gli abitanti alle nuove procedure, ma una volta a regime, la pratica è diventata di routine. È stato inoltre creato un negozio dove i cittadini possono lasciare gli oggetti che non utilizzano più e che possono scambiare tra loro con una sorta di baratto. C’è anche una fabbrica dove le donne del luogo realizzano prodotti dal riciclo della spazzatura: una realtà industriale tutta al femminile sinonimo di innovazione e di rispetto per l’ambiente. Altre città nel mondo stanno seguendo la scia di Kamikatsu: San Diego ha lanciato un piano per la riduzione dei rifiuti del 75% entro il 2030; a Berkeley, in California, si raccoglie già l’80% dei rifiuti; a San Francisco si sfiora il 70% e anche l’Italia vanta un interessante risultato in materia di riciclo: esistono ben 356 comuni ‘rifiuti free’, quelli che non solo riciclano, ma che nel 2014 hanno prodotto meno di 75 kg a testa di rifiuto secco indifferenziato, raggiungendo l’obiettivo di legge del 65% di raccolta differenziata. Un’accurata separazione dei materiali e il riutilizzo sono il punto di partenza per conquistare l’ideale ‘zero waste’.


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