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24 Novembre 2020

Per la Terra, stop al Global Warming

di Valentina Spagnolo
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Per la Terra, stop al Global Warming

Le manifestazioni e l’impegno degli ‘Eumans’ non si fermano nonostante la seconda ondata di emergenza coronavirus: una battaglia di civiltà europea per il recupero delle risorse ambientali

Nonostante la seconda ondata di pandemia da coronavirus, i ‘Fridays for future’ sono al lavoro. Si tratta di una serie di iniziative di mobilitazione europea promosse da due movimenti fondati dall’ex europarlamentare e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, il radicale Marco Cappato: ‘Eumans’, movimento di cittadini europei attivo sullo sviluppo sostenibile e ‘Science For Democracy’, associazione internazionale dell’Associazione Luca Coscioni, creata con Marco Perduca e molto attiva in difesa della libertà di ricerca scientifica. La campagna di sensibilizzazione si è concretizzata in una petizione che ha raggiunto, oggi, quota 42 mila firme. Tra i tanti testimonial italiani, spiccano i nomi di Fedez, Pif, Nina Zilli, Mara Maionchi e Neri Marcorè.
Gli aspetti più rilevanti di questa lotta sono rappresentati dal recupero delle risorse ambientali in quanto ‘battaglia di civiltà europea’. Proprio in Europa, infatti, stiamo assistendo, democraticamente, a questa evoluzione, che si è prefissa l’obiettivo, per il 2030 e il 2Marcio_Cappato_Europarlamento.jpg050, di una completa decarbonizzazione. Nella stessa politica estera della Ue si sta cercando una risposta di adeguamento a tali valori anche fuori dall’Europa, da Paesi quali la Cina e gli Stati Uniti. Le capacità di contrattazione dell’Europa e delle Ong di muoversi a favore della neutralizzazione del clima e per sconfiggere il cambiamento climatico, non necessità più, ora, di strumenti vincolanti. Lo stesso Antonio Angenziano, portavoce e segretario dei Giovani federalisti europei, conferma che “sono state raccolte le firme per la lotta al cambiamento climatico. E la pressione sui Governi nazionali dovrebbe essere, in questo momento, più forte. L’Ungheria e la Polonia sono i due Paesi che mostrano delle resistenze a questo sistema di adeguamento globale di lotta per il clima. L’Italia richiede, ora, a causa della pandemia, dei fondi di risanamento. Ma un’Europa efficace e sostenibile dovrebbe esprimersi attraverso un’Agenzia mondiale per il clima”. La conferenza internazionale ‘On the future in Europe’, che si sta svolgendo in questi mesi attraverso una serie di step, che prevedono iniziative sino alla fine del 2022, sta cercando di dar voce a queste proposte di apertura e di adeguamento, auspicando anche la riforma dei Trattati internazionali. Ciò al fine di rendere possibile l’evoluzione delle politiche ambientali e la salubrità del clima della Terra su cui tutti quanti noi viviamo. Si sta chiedendo, per esempio, alla Commissione europea di proporre una normativa dell'Ue che scoraggi il consumo di combustibili fossili e incoraggi il risparmio energetico, come l'uso di fonti rinnovabili. L’obiettivo è quello di contrastare il riscaldamento globale, limitando l'aumento della temperatura del pianeta. Alla proposta, si aggiunge un prezzo minimo per le emissioni di Co2, partendo da 50 euro per tonnellata dal 2020, fino ai 100 euro entro il 2025. Al contempo, si punta ad abolire l'attuale sistema di quote di emissioni gratuite per coloro che inquinano nell'Ue, introducendo un meccanismo di adeguamento alla frontiera per le importazioni da Paesi terzi. Tutto ciò per fare in modo di compensare i prezzi più bassi delle emissioni di Co2 nel Paese esportatore. Le maggiori entrate derivanti dalla fissazione del prezzo delle emissioni di Co2 verranno dirottate verso le politiche europee di sostegno al risparmio energetico e l'uso di fonti rinnovabili. Le stesse dovrebbero così, a loro volta, ridurre l'imposizione fiscale sui redditi più bassi. Fortunatamente, si è già raggiunto un numero elevato di persone che hanno firmato la petizione ‘Stop Global Warming’, attualmente pari a 42.656 persone. E la profonda crisi economica che ha assalito l’Italia a causa del coronavirus può trasformarsi in un’opportunità per affrontare le nuove sfide del futuro. La prima su tutte è proprio quella del riscaldamento globale, che chiede un’azione più rapida e attuale. La salute del nostro ecosistema e di noi tutti deve essere salvaguardata. Lo ‘Stop Global Warming’ è, infatti, un’iniziativa formale di raccolta firme per chiedere alla Commissione europea di elaborare una proposta legislativa per fermare il riscaldamento globale. Ora che le piazze di ‘Fridays for future’ non si possono convocare fisicamente, l'iniziativa di tanti cittadini europei rappresentano l'unica occasione di partecipazione democratica per spingere l'Europa a dare l'esempio su scala mondiale, rilanciando il ‘Green deal’, come già annunciato in sede di Commissione europea. L’umanità si ritrova ad affrontare la sfida globale di una pandemia generata dagli incombenti fenomeni della deforestazione, dell’erosione, dagli allevamenti intensivi e dalla crisi climatica. Ecco perché, in occasione della ‘Giornata mondiale della Terra’ dello scorso 22 aprile è sorto l'appello dal titolo: ‘Una preghiera civile: mai più come prima’. Un documento comune in cui un folto gruppo di personalità del mondo della cultura, della scienza e dell'ecologia chiedono all’Unione europea di perseguire l'impegno civile in difesa dell'ambiente e della salute. Ovviamente, tutto questo è stato ripensato per via dell'emergenza coronavirus, in cui lo stesso linguaggio della medicina è stato stravolto, esprimendosi con termini di guerra, anziché trovare parole di aiuto per la salute psicofisica delle persone e un più coerente rispetto della dignità umana.
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Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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