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23 Settembre 2020

L’Aula Gotica, gioiello medioevale senza precedenti nel cuore della capitale

di Serena Di Giovanni
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L’Aula Gotica, gioiello medioevale senza precedenti nel cuore della capitale

Dalle ore 9 del 15 settembre 2014 si potranno effettuare le prenotazioni per le ultime due visite (18 e 19 novembre) dell’Aula Gotica nel complesso dei Ss. Quattro Coronati a Roma. Un'apertura straordinaria al pubblico (inaugurata a maggio con solo due appuntamenti mensili con prenotazione obbligatoria) per ammirare un vero e proprio unicum di epoca medioevale che riflette le complesse vicende storiche dell’Europa nel XIII secolo

Uno scrigno, di epoca duecentesca, nel complesso dei Ss. Quattro Coronati e nel cuore della “Roma medievale”. Con oltre 350 mq di pitture murali databili al XIII secolo. Scoperti nel 1996 gli affreschi della cosiddetta Aula Gotica si trovano all’interno di un monastero agostiniano di clausura e fino al 20 maggio 2014 erano chiusi al pubblico. L’ultimo restauro rivolto al chiostro e alla stessa aula – che ha visto affiancarsi una sinergia di competenze, dirette da Andreina Draghi, e una fortunata collaborazione tra pubblico e privato (le Sovrintendenze di Roma e del Lazio, il MiBACT e Arcus SpA) – ne ha consentito la riapertura per due volte al mese. Ovviamente, previa prenotazione, per non alterare le regole interne della vita monastica. 

I Ss. Quattro Coronati 
Situato alle pendici del colle Celio, in prossimità del Laterano, il Complesso monastico dei Ss. Quattro Coronati è completamente immerso in una atmosfera medievale che, oltre a riportarci indietro nel tempo, ci introduce in una dimensione “amena”, lontana dal caos cittadino della Capitale. Fondata verosimilmente nel VI secolo la basilica, una sorta di “palinsesto architettonico e pittorico” nel quale si sovrappongono diverse fasi costruttive (VI; IX; XIII secolo), è dedicata ai quattro martiri della leggenda cristiana e comprende il chiostro duecentesco con la piccola Cappella di S. Barbara, la Stanza del Calendario, l’Oratorio di S. Silvestro con i suoi dipinti del XIII secolo, la Sala delle Pentafore e le “inedite” pitture dell’Aula Gotica.

L’Aula Gotica e il suo grande valore storico 
Sita al primo piano della Torre Maggiore l’Aula Gotica costituiva uno degli ambienti più importanti del palazzo cardinalizio eretto da Stefano Conti, una figura di spicco del XIII secolo. Nipote del pontefice Innocenzo III (1198-1216), cardinale di Santa Maria in Trastevere e vicarius urbis (una sorta di funzionario civile), Stefano risiedette nel palazzo cardinalizio dall’aprile 1244. 
Il ciclo decorativo, che immerge il visitatore in una dimensione affascinante e altamente suggestiva, prevede, nella campata meridionale, le immagini dei dodici Mesi dell’anno, dei Vizi, delle Arti, delle Stagioni con i Venti, un Paesaggio marino, lo Zodiaco e le Costellazioni. Ancora, nella campata settentrionale, appare il Re Salomone (simbolo della giustizia) circondato dalle Virtù, rappresentate in abiti militari ma non armate. Queste recano sulle spalle il personaggio che maggiormente si è distinto nell’esercizio della virtù raffigurata. In contrapposizione, nella parte inferiore della scena, è illustrato il vizio corrispondente alla virtù e il personaggio “negativo” scelto come esempio. Un ricchissimo apparato di iscrizioni correda gli affreschi, i quali, secondo la lettura degli esperti, dovrebbero ricordare la Chiesa militante, cui è affidato il compito di trasmettere la parola divina. Una “Chiesa” fondata sull’esempio offerto dalle opere dei suoi fedeli e sostenitori, che esclude dal piano di salvezza chi le si oppone. Tale lettura è in linea con la funzione dell’aula, dove si svolgevano banchetti, ricevimenti e, soprattutto, si amministrava la giustizia. La decorazione pittorica dell’Aula Gotica, inoltre, doveva riflettere un tema di grande attualità per il suo tempo: l’impegno dei pontefici Innocenzo III e Gregorio IX, entrambi appartenenti alla famiglia “Conti” (e parenti di Stefano), nella riforma morale e disciplinare della Chiesa, basata sulla superiorità del potere spirituale rispetto a quello temporale (dell’Impero). Gli affreschi testimoniano, inoltre, la battaglia dei due pontefici contro le tendenze egemoniche dell’imperatore Federico II di Svevia (1220-1250) assumendo, pertanto, un valore storico senza precedenti.  
Per il loro stile, i dipinti sono molto vicini agli affreschi della Cappella di san Gregorio a Subiaco (1228) e ad alcune immagini della cripta del Duomo di Anagni, attribuite al cosiddetto “Terzo Maestro”, un pittore medievale formidabile, semisconosciuto al pubblico dei “non addetti ai lavori” ma al quale andrebbe attribuito il giusto rilievo. Il nuovo senso dello spazio con cui sono costruite le scene, il naturalismo delle figure, la ricchezza dei partiti decorativi, la profonda relazione con la cultura classica, restituiscono alla città di Roma un ruolo centrale nell’elaborazione di un nuovo linguaggio artistico. Testimoniando, qualora ve ne fosse bisogno, che il recupero della cultura classicheggiante non appartiene solo al Rinascimento ma anche al Medioevo, un’epoca di grande fervore culturale e artistico. 

Complesso dei Ss. Quattro Coronati, Via Dei Santi Quattro 20

Per prenotare la visita dalle ore 9 del 15 settembre 2014: 335.495248 (dal lun. al ven. ore 9.00 - 17.00; no messaggi)
Le visite verranno effettuate il 18 e 19 novembre nei seguenti orari: 8.30 / 9.30 / 10.30 / 11.30 / 12.30 / 14.30 / 15.30 / 16.30

Per ogni turno è previsto un numero massimo di 20 persone; gli ingressi dalle 9.30 alle 16.30 sono comprensivi di visita guidata.
Visite guidate in lingua inglese e francese solo su richiesta e al raggiungimento di un numero minimo di 8 partecipanti.
Per info scrivere a: archeocontesti@gmail.com

Costo a persona: 10 euro più offerta libera. 
Il primo turno è gratuito; è gradita un'offerta.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
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