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28 Ottobre 2020

Giotto sotto una 'nuova luce'

di Serena Di Giovanni
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Giotto sotto una 'nuova luce'

Dall’11 settembre scorso, gli affreschi della cappella degli Scrovegni, a Padova, autentico capolavoro del grande maestro fiorentino, godono di un’illuminazione tecnologicamente avanzata, pensata per migliorarne sia la conservazione, sia la fruizione

Quando si dice: “Osservare le cose sotto una nuova luce”. E’ sostanzialmente quanto sta accadendo, dall’11 settembre scorso, agli affreschi di Giotto nella cappella degli Scrovegni, in quel di Padova. Sotto il profilo della tutela, il carico termico dissipato nella cappella era, infatti, diminuito del 60% rispetto a quello precedente. Si è cercato perciò di incidere sulla ‘natura’ della luce, per meglio arginare l’azione di ‘fotodegrado’ dei pigmenti, che si era abbassata di circa il 25% rispetto al passato. Per quanto concerne, invece, la fruizione dell’ambiente da parte del pubblico, si è cercato di ricreare una distribuzione della luce più uniforme: l’illuminazione artificiale è stata resa il più possibile ‘vicina’ alla luce naturale e, da adesso in poi, risulta regolata in maniera dinamica. L’intervento, che aggiorna quello del 2002, è stato reso possibile grazie a ‘Guzzini Illuminazione’, azienda di Recanati leader mondiale nell’illuminotecnica presieduta da Adolfo Guzzini, già intervenuta nel 2015 sul Cenacolo Vinciano. L’intervento sugli affreschi ‘giotteschi’ è un progetto del comune di Padova che ha coinvolto anche l’Istituto superiore per la conservazione e il restauro (Iscr), sotto la supervisione della Commissione interdisciplinare per la conservazione e il restauro della cappella degli Scrovegni. Dopo i lavori effettuati negli anni 2001-2002, diretti dal defunto restauratore e storico dell’Arte Giuseppe Basile, l’Iscr aveva siglato con il comune di Padova un ‘protocollo d’intesa’ per la manutenzione programmata dei dipinti di Giotto, delle statue di Giovanni Pisano e degli altri apparati decorativi del monumento padovano, seguendo i dettami della cosiddetta ‘conservazione programmata’ di Giovanni Urbani. Da allora, le superfici dipinte della cappella vengono, ogni anno, controllate dal noto istituto romano, la cui sezione di fotometria ha, in questo caso, contribuito a un’innovativa applicazione di tecnologie avanzate ai beni culturali.

Cappella_scrovegni_padova.jpg

NELLA FOTO: UN CONFRONTO TRA VECCHIA E NUOVA DISTRIBUZIONE DELLA LUCE

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