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23 Ottobre 2019

I progetti urbani di Theaster Gates

di Serena Di Giovanni
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I progetti urbani di Theaster Gates

Vincitore del premio Kurt Schwitters 2017, l’artista americano ‘rivitalizza’ quartieri poveri o disagiati della sua città natale, combinando insieme due settori differenti: quello architettonico-urbanistico e quello storico-artistico

Il prestigioso premio Kurt Schwitters, 25 mila euro consegnati dalla Fondazione della Cassa di Risparmio della Bassa Sassonia da dedicare al sostegno delle arti visive, viene assegnato ogni due anni a un artista (di ogni età e provenienza geografica) il cui lavoro contenga riferimenti all'opera del tedesco Kurt Schwitters (1887-1948), uno dei grandi protagonisti dell'avanguardia europea. Lo scorso 4 aprile 2016, la commissione ha deciso di assegnare il premio, per l’anno 2017, a Theaster Gates, un americano di Chicago, classe 1973, proprio per la sua capacità di “attivare energie socio-politiche che possano riqualificare, riconvertire e rigenerare interi quartieri”, annullando il divario tra arte e vita.  
L’artista, che ha lavorato per le più importanti istituzioni culturali del mondo, è anche musicista, performer, mediatore sociale e studioso dei processi urbani. Egli si occupa, in particolare, di artigianato artistico, scultura e urbanistica e il suo impegno più grande è proprio quello di ‘rivitalizzare’ quartieri poveri o disagiati della sua città natale (e non solo) combinando insieme due settori differenti, quello architettonico-urbanistico e quello storico-artistico, collaborando con altre figure professionali, come architetti, ricercatori e artisti.
Con la ‘Chicago Transit Authority’, Theaster Gates ha avviato progetti che coniugassero insieme arte e trasporto pubblico. Fondatore e direttore artistico della ‘Rebuild Foundation’ - organizzazione no profit volta alla riqualificazione urbana e culturale di alcune zone periferiche di Chicago - l'artista ha ricostruito una serie di edifici fatiscenti, trasformandoli in istituzioni culturali: come avvenuto, ad esempio, con due case sulla Dorchester Avenue di Chicago, ora denominate ‘Archive House’ e ‘Listening House’. La prima contiene ben 14 mila libri di architettura, mentre l’altra circa 8 mila dischi acquistati alla chiusura del Dr. Wax Records, storico esercizio commerciale della città statunitense. Il suo lavoro ‘Stony Island Arts Bank’, piattaforma internazionale per l'arte contemporanea e spazio culturale per la comunità locale, è stato incluso nella prima edizione Biennale di Architettura di Chicago. L’edificio, oggi un archivio per le risorse della comunità, che conserva numerosi libri e riviste di John H. Johnson (noto uomo d’affari ed editore americano) e una vasta collezione di dischi di Frankie Knuckles di Chicago (disc jockey e produttore discografico), era in precedenza una banca, e la sua ristrutturazione e riqualificazione è stata curata da Theaster Gates proprio attraverso la sua fondazione.
 
Tra rovine urbane e luoghi di culto
Nel 2012, all’ultima Documenta, una delle più importanti manifestazioni internazionali d'arte contemporanea europee, che si tiene con cadenza quinquennale nella città tedesca di Kassel, Theaster Gates ha lavorato tra le pareti della Huguenot House, la storica casa degli ugonotti di Kassel, distrutta dalle bombe durante la seconda guerra mondale e abbandonata a partire dagli anni '70 del secolo scorso. Qui, l’artista ha attivato dei processi di riconversione e rigenerazione, ricostruendo insieme con altri artisti molte delle stanze fatiscenti, per farne luoghi di ritrovo, di vita, di lavoro, di performance. Theaster Gates, infatti, è conosciuto anche per la sua attenzione al mondo della spiritualità e delle comunità religiose: nel suo immaginario, i luoghi cultuali sono templi della conoscenza e dell’emotività volti a sviluppare profonde dinamiche socio-culturali tre le diverse comunità, che avvengono mediante eventi culturali di condivisione, quindi attraverso la musica, la preghiera, il rito e le narrazioni bibliche.
A questo proposito, nell’ottobre 2015, a Bristol, Gates ha avviato un progetto - denominato ‘Sanctum’ – che ha cambiato volto a una chiesa locale fondata nel lontano XII secolo e poi più volte ricostruita (nel XV secolo): la Temple Church. Un progetto che, come ha spiegato Gates, è nato "dalla collaborazione con i materiali della città, gli amministratori della città, artisti e musicisti della città, per impegnarsi in un lavoro di riqualificazione e per amplificare le voci inascoltate della città”. Qui, fra le rovine esterne, colpite dalla bombe della seconda guerra mondiale, l’artista ha installato una struttura temporanea, costruita assemblando reperti di spazi di lavoro e di culto dismessi, sparsi per la città. La struttura è stata realizzata con legno, mattoni, porte e infissi di ‘reimpiego’, recuperati da ex case georgiane locali, mentre la pavimentazione è stata messa su utilizzando le porte di un’ex fabbrica di cioccolato di Greenbank. Un’architettura effimera, quindi, pensata quasi come una chiesa nella chiesa, come un punto di incontro pronto ad accogliere i cittadini e a generare relazioni, forme rituali, processi e occasioni. Una sorta di ‘agorà artistica e spirituale’, aperta a tutti, dove, per 24 giorni circa, 24 ore su 24, centinaia di artisti musicisti, vocalist, poeti, narratori di Bristol, si sono incontrati con il pubblico restituendo allo spazio un nuovo respiro.

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