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12 Luglio 2020

Il 'divin pittore'

di Raffaella Ugolini
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500 anni fa moriva Raffaello Sanzio, l’Urbinate: chissà se avrebbe mai immaginato una Roma così vuota e silenziosa, completamente spoglia ma eternamente bella nella sua maestosità, in una sbocciante ‘natura’ primaverile

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Morto #RaffaelloSanzio; viva #RaffaelloSanzio. Nato il 6 aprile 1483 e morto il venerdì santo del 1520, il ‘divin pittore’ aveva solamente 37 anni. Sono passati 5 secoli, ma l’Urbinate’, pittore di papi, Madonne, putti, angeli e demoni, innamorato della vita, dell’amore e della grande bellezza di cui si è nutrito e di cui ci ha lasciato sorprendenti descrizioni, è nella sua essenza quantomai celebrato. Un mazzo di fiori è apparso, lo scorso 6 aprile, innanzi alla lapide del Pantheon della sua amata Roma, che gli permise di diventare il genio, l’architetto e il pittore che, ancora oggi, stupisce per la perfezione. ”Ille hic est Raphael timuit quo sospite vinci rerum magna parens et moriente mori”. Queste le parole che il Bembo gli dedicò: “Qui giace Raffaello, dal quale, mentre era in vita, la natura temette di essere vinta e, quando morì, temette di morire anch'essa”. Chissà se questa splendente natura lo stia anch’essa festeggiando. La mostra celebrativa alle Scuderie del Quirinale ha chiuso per il Covid-19, ma Fiori_ricordo.jpgnon è stata cancellata, bensì spostata on line con un meraviglioso tour virtuale (cliccare QUI). La mostra avrebbe dovuto aprire il 5 marzo, ma la sua inaugurazione è stata bloccata, nonostante tutti noi l’attendessimo da tempo. La celebrazione dei 500 anni dalla morte doveva essere l’evento dell’anno. Tuttavia, gli organizzatori sono riusciti a produrre un video sulla piattaforma ‘Youtube’, offrendo una ‘passeggiata virtuale’ tra i capolavori del grande maestro. Il video s’intitola ‘Raffaello in mostra’ e, attraverso questo ‘escamotage’, le Scuderie del Quirinale sono riuscite a proporre ugualmente le opere più preziose di Raffaello Sanzio, grazie anche a preziosissimi prestiti internazionali. Nei vari video possiamo ascoltare i racconti, le curiosità, gli aneddoti e le storie che si nascondono dietro ognuno dei capolavori esposti: la ‘Madonna del Granduca’ delle Gallerie degli Uffizi; ‘Santa Cecilia’, proveniente dalla Pinacoteca di Bologna; la ‘Madonna Alba’, giunta dalla National Gallery di Washington; il ‘Ritratto di Baldassarre Castiglione’; il noto ‘Autoritratto con amico’, giunto dal Louvre; la ‘Madonna della Rosa’, proveniente dal Prado di Madrid; e infine, la ‘Velata’. Tutti capolavori assoluti, che hanno reso Raffaello il pittore probabilmente più influente della storia dell'arte occidentale, in un equilibro perfetto tra temi ‘michelangioleschi’, da lui profondamente amati negli anni di gioventù, mediati tuttavia da una visione più ‘solenne’, che generarono una magnifica evoluzione artistica verso il 'manierismo'. Inoltre, nonostante la sua breve vita, i suoi allievi fecero conoscere il suo stile in tutte le corti italiane ed europee, diffondendo ovunque quella sua ‘maniera’, che lo ha reso l’artista più celebre del Rinascimento italiano: un periodo storico che possiamo definire, senza alcuna retorica, culturalmente ‘egemonico’. Grazie a Raffaello, la nostra bella Italia tornò a essere al ‘centro’ del mondo, trasformando il nostro Paese nella principale ‘potenza’ artistica e culturale dell’intero pianeta.

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