Il mensile di informazione e approfondimento che
intende riunire culturalmente il nostro Paese nel pieno rispetto di tutte le sue tradizioni, vocazioni e ispirazioni ideologiche e politiche.
diretto da Vittorio Lussana
Area Riservata
14 Giugno 2026

Jack Vettriano in mostra a Roma

di Pietro Pisano
Condividi
Jack Vettriano in mostra a Roma

Fino al 5 luglio è possibile visitare una ricca esposizione del pittore scozzese, curata da Francesca Bogliolo, presso Palazzo Velli nel cuore del quartiere Trastevere

C'è vento sulla spiaggia. Lo si capisce dall'abito che si agita, dall'ombrello che il maggiordomo stringe con entrambe le mani, proteggendo una coppia che balla al centro del quadro. Il tutto sembra uscito da un film noir degli anni ‘40 del secolo scorso, in cui aleggia un'atmosfera di malinconia ed eleganza sospesa. Come se il pittore avesse voluto eternare un momento di fugace felicità, qualcosa di fragile e impalpabile, ma allo stesso tempo potente, indimenticabile.
Stiamo parlando de 'Il maggiordomo cantante' (The Singing Butler, 1992), l'opera più celebre di Jack Vettriano, nonché il quadro più riprodotto del Regno Unito. Una scena che sembra raccontare il desiderio, la malinconia, il lusso come rifugio dalle insidie del mondo, senza in realtà spiegare nulla. Il fascino della pittura di Vettriano sta nel mistero che riesce a mantenere nelle sue creazioni, lasciando allo spettatore il compito di riempire il non detto con l’immaginazione. E’ con questo stesso sguardo, seducente, reticente, carico di storie non dette, che il pittore scozzese è arrivato a Roma, con una mostra che promette di svelare l'uomo dietro l'icona. Fino al 5 luglio sarà, infatti, possibile visitare una bellissima esposizione delle sue opere presso Palazzo Velli (via di Sant’Egidio, 6) a Roma, nel cuore di Trastevere.
La Vettriano_2.jpgmostra, curata da Francesca Bogliolo, propone oltre 80 opere di questo artista autodidatta: olii su tela, carta museale a tiratura unica, insieme a una serie di fotografie scattate nello studio dell’artista da Francesco Guidicini, ritrattista ufficiale del 'Sunday Times'. Per approfondire il lavoro di Vettriano, c'è anche un video in cui il pittore parla di sé e della sua evoluzione stilistica. L'evento è un'occasione unica per riscoprire un artista molto amato dal pubblico, ma ingiustamente 'snobbato' dai critici d'arte.
La pittura di Vettriano è caratterizzata da uno sguardo attento sull'attesa e la nostalgia. Le figure umane rappresentate sembrano protesi verso una soglia, sia essa temporale che fisica. Ed è proprio a partire da scene come queste che si mette in moto il processo immaginativo dello spettatore, in tutti quei silenzi e spazi vuoti dove è possibile costruire una narrazione più partecipativa. L'artista dipinge il mistero del quotidiano, riproducendo spesso interni dove sembra non accadere nulla di straordinario, ma che in qualche modo ricordano i fotogrammi di un film 'noir'. Nato nel 1951 in Scozia, da una famiglia povera di origini italiane, Vettriano fu costretto ad abbandonare gli studi a 16 anni per lavorare in miniera, seguendo le ombre del padre. All'età di 21 anni inizia a dipingere come autodidatta, ricopiando soprattutto i quadri di Edward Hopper. Nel 1988, viene ammesso alla mostra annuale della Royal Scottish Academy e, in un solo giorno, vende entrambe le opere esposte: un successo questo che gli permise di ricevere l'invito a numerose altre gallerie d'arte. I suoi quadri sono diventati un qualcosa di iconico nella società di massa, nonostante l'ostilità della critica, che non gli ha mai perdonato il fatto di essere un pittore autodidatta, lontano dal percorso delle accademie tradizionali. Lo stile di Vettriano, infatti, si discosta enormemente dal concettualismo dei suoi contemporanei per abbracciare, invece, un figurativismo narrativo e cinematografico, più accessibile al grande pubblico. La pittura di Vettriano prende ispirazione da tradizioni diverse: il cinema 'noir', l'illustrazione, la fotografia di moda. Se i suoi contemporanei mirano a un'arte Vettriano_4.jpgastratta e concettuale, il nostro recupera, invece, un filone narrativo per dipingere scene leggibili, storie implicite o solo abbozzate, incontri segreti, coppie eleganti, tensioni erotiche, spiagge ventose e camere d'albergo. Vettriano sembra costruire le sue immagini al pari di un regista, ispirandosi spesso al cinema hollywoodiano classico e prendendo in prestito gli stilemi della fotografia di moda. In Vettriano, un po' come nei racconti di Carver, il visibile è solo una parte di ciò che conta davvero e spesso i silenzi, il non detto, l'implicito contribuisce a creare un racconto stratificato e ambiguo che viene continuamente messo in discussione e riempito dalla mente dello spettatore. I personaggi che il pittore scozzese rappresenta nei suoi dipinti vivono una dimensione sospesa, fuori dalla contemporaneità, evocando il senso stesso della nostalgia. In Vettriano emergono con forza i temi dell'amore romantico, dell'attrazione fatale e dell'incomunicabilità: la sua è un'identità stilistica fatta di uomini soli e vulnerabili, donne enigmatiche e irraggiungibili, coppie silenziose, scene notturne e atmosfera cinematografica. La mostra a Palazzo Velli di Roma è una bella occasione per guardare il pittore scozzese con occhi diversi, oltre i giudizi frettolosi dei critici d'arte più ostili che lo hanno spesso accusato di superficialità e leggerezza. Riscoprirlo oggi, significa anche interrogarsi sul rapporto tra successo popolare e legittimazione culturale, al fine di riconoscere come, nel bene o nel male, Vettriano abbia costruito un immaginario visivo inconfondibile, entrato ormai stabilmente nella sensibilità contemporanea.

Vettriano_3.jpg

 

 



Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale