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26 Settembre 2020

Meraviglie sommerse al largo di Cesarea

di Michele Di Muro
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Meraviglie sommerse al largo di Cesarea

Un tesoro di epoca romana è stato scoperto da due sub che si sono imbattuti nei resti di un antico mercantile: secondo gli esperti si tratterebbe del più importante ritrovamento degli ultimi trent’anni avvenuto in territorio israeliano

Un incredibile numero di antichi reperti di grande rilevanza storica sono stati rinvenuti nella stiva di un antico mercantile, inabissatosi nel porto e che la sabbia ha nascosto, e preservato, nell’arco di 1600 anni.
L’incredibile scoperta, avvenuta nello scorso mese di aprile, si deve a Ran Feinstein e Ofer Ra’anan. Non già archeologi, bensì esperti sub, i due si sono imbattuti casualmente nei resti dell’antico mercantile. Sollevando un po’ di sabbia, hanno trovato i primi reperti, alcune statuine metalliche e, compresane l’importanza, hanno allertato le autorità competenti che hanno da lì in poi condotto lo scavo scientifico sottomarino, i cui risultati sono stati presentati alla stampa il 16 maggio. Le successive immersioni hanno così portato alla luce frammenti di giare per la conservazione dell’acqua durante il viaggio, due lampade una forma di testa di schiavo africano e un’altra con l’effige del Dio Sole, una statuina della dea Luna, vari oggetti scolpiti rappresentati animali o Dioniso e frammenti di statue bronzee. Utilissime alla datazione dei manufatti, nonché del probabile periodo in cui deve essere avvenuto il naufragio,  sono i due mucchi di monete da 20 chili ciascuno rinvenuti in situ. Presentano infatti le effigi degli imperatori tardo- antichi, rivali tra loro, Costantino (274-333 d.C. ) e Licinio (265- 325 d. C.).
Secondo Jacob Sharvit, direttore dell’unità di archeologia marina dell’autorità delle antichità di Israele, i ritrovamenti sono nel complesso risalenti a un periodo ampio che va dal primo al quarto secolo dopo Cristo e si sono conservati ottimamente, al punto che paiono appena usciti dalla fonderia. Sono altresì piuttosto rari, in quanto nella prassi la maggior parte di questi oggetti veniva nuovamente fusa. Questo era probabilmente lo scopo del viaggio stesso: trasportare un carico di metallo per il riciclaggio. Le indagini archeologiche fanno supporre che la grande nave sia naufragata nel viaggio verso Cesarea a causa di una tempesta. All’ingresso del porto, la nave si sarebbe schiantata contro la diga e le rocce. Inutile il tentativo compiuto di opporsi alla tempesta calando l’ancora, trovata nei pressi del relitto. Gli oggetti di questa importante scoperta vanno a sommarsi al già consistente patrimonio archeologico di Cesarea.
Capitale della Giudea romana, venne fondata da Erode il Grande, ma era già abitata al tempo dei fenici. Riscoperta a partire dagli anni sessanta del Novecento, si trova a metà strada tra Tel Aviv e Haifa e, oggi, un grande parco archeologico di età imperiale costruito dal magnifico teatro rivolto verso il Mediterraneo e i resti delle terme, del tempio di Augusto, della palestra, dell’ippodromo e dei grandi frangiflutti. Vi si trovano altresì tracce delle epoche successive, bizantine e del tempo delle Crociate. Considerando la collocazione strategica del sito e quindi il traffico navale che doveva esserci in epoca romana, c’è da supporre che altri ritrovamenti sono da considerare ormai prossimi. Basti pensare che, a un anno di distanza, la recente scoperta segue il rinvenimento da parte di un gruppo di sub di duemila antiche monete d’oro sempre nel porto di Cesarea.

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