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31 Ottobre 2020

Abbiamo dimenticato tutto: la folle estate della riviera romagnola

di Maria Elena Gottarelli
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Abbiamo dimenticato tutto: la folle estate della riviera romagnola

Cosa succede di notte lungo la costa più pop d’Italia? Giù le maschere (e le mascherine): cronaca di una movida all’insegna delle contraddizioni e del ‘nonsense’

“Per quest’anno non cambiare”: ecco il solito 'leit motiv' dell’estate sulla riviera adriatica, Covid o non Covid. Qui, da metà giugno, uno stato di incoscienza regna sovrano, con locali affollati, feste, schiamazzi fino a tarda notte, piazze stracolme e discoteche prese d’assalto. Per chi viene a passare l’estate in riviera - tanti i giovanissimi fra i 16 e i 25 anni - sembra non sia successo nulla nel mondo, salvo qualche mascherina immancabilmente calata sotto al mento e, da una cert’ora in poi, del tutto dimenticata. Largo alla 'movida': i tempi degli “state a casa” e degli “andrà tutto bene” sono già lontanissimi. A Riccione è la fiera delle contraddizioni: un carnevale di incoerenza concesso da ordinanze comunali imperdonabilmente lassiste, per quanto riguarda la gestione delle discoteche e della vita notturna. E così, mentre di giorno i bagnini e i ristoratori tengono indossate le mascherine per tutto il tempo del servizio, di notte esplode uno ‘sballo’ fuori controllo in tutte le principali discoteche della zona. Viene in mente la storia del telaio di Penelope, quando la moglie di Ulisse tesVilla_delle_rose_3.jpgseva di giorno e disfava il suo lavoro dopo il calar del sole. Solo che questo non è un racconto della mitologia classica, ma una realtà inquietante. Lunedì 20 luglio, proprio a Riccione, una 17enne di Modena è risultata positiva al Covid-19 dopo aver trascorso la notte in una celebre discoteca di Misano Adriatico. Dopo la notizia, i quaranta ragazzi che erano entrati in contatto con la giovane sono stati messi in quarantena. E altri due sono risultati positivi. Il ‘bagno 64’, invece, lo stabilimento in cui la giovane ha soggiornato, al momento non ha ricevuto nessuna indicazione da parte del comune. Gianni Angelini, responsabile dello stabilimento, ha precisato che la ragazza non era una cliente fissa del bagno e che, nelle spiagge, tutte le norme igienico-sanitarie emanate dal comune vengono rispettate scrupolosamente: “Quello che più stupisce di questa storia", commenta il signor Angelini, "è che a fare notizia è la spiaggia, quando il problema, in tutta la riviera, sono le discoteche aperte. Qui lo sappiamo tutti, ma poi sui giornali viene additata la spiaggia e non il locale”. Ma cosa succede di notte, sulla riviera più pop d’Italia? Giù le maschere (e le mascherine): la voglia di 'vida loca' prende il sopravvento e addio distanziamento sociale. E alla Villa delle Rose si balla sì all’aperto, ma assembrati e tra fiumi di alcoolici. Si va avanti così fino all’alba, quando si torna a casa dai propri genitori (o dai nonni), ignari o, peggio, incuranti del potenziale pericolo che ci si porta dietro. Intanto, c’è chi si chiede dove sia il senso di aprire le discoteche e tener chiuse le Università. Perché, mentre tanti giovani ballano sui tavoli della Villa al ritmo di una hit, altri stanno preparando gli esami da dare a settembre senza ancora sapere in quali termini si potrà tornare in aula. Si tratta di responsabilità di un’amministrazione farraginosa, che non stabilisce chiaramente i confini di competenza fra Stato e Regioni. A questo proposito, l’Emilia Romagna è stata fra le prime a riaprire le discoteche, con un’ordinanza di Stefano Bonaccini entrata in vigore già il 19 giugno, in cui si legge: “Gli utenti dovranno indossare la mascherina negli ambienti al chiuso e all’esterno tutte le volte che non è possibile rispettare la distanza interpersonale di 1 metro”. Un'indicazione che, in modo alquanto prevedibile, non risulta affatto rispettata. Le conseguenze di questa sfilza di contraddizioni non sono ancora chiare. Per ora, ci si gode l’aperitivo con la mascherina abbassata, indossandola giusto per andare in bagno o in coda al tabaccaio in una sorta di ‘ballo di San Vito’ senza senso, tipico delle norme fatte a metà e rispettate un tanto al chilo. Tanto, poi, se ne riparlerà a settembre.Villa_delle_Rose_1.jpgVilla_delle_rose_2.jpg


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