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19 Novembre 2018

Atac: diagnosi di un disastro

di Marcello Valeri
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A pochi giorni dal referendum capitolino sul trasporto pubblico locale proponiamo un confronto sullo stato dei trasporti a Roma rispetto alle altre capitali europee

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Il prossimo 11 novembre, i cittadini romani avranno la possibilità di esprimersi sulla volontà di porre fine al monopolio di Atac e mettere a gara il servizio di trasporto pubblico a una o più aziende, sotto il diretto controllo del Comune di Roma. Il referendum, promosso dai Radicali italiani attraverso il comitato ‘Mobilitiamo Roma’, sarà valido se almeno 800 mila persone andranno a votare. Ovvero: il 33% degli aventi diritto. I seggi saranno aperti dalle 8 alle 20. Il referendum prevede 2 quesiti, entrambi incentrati sulla possibilità di affidare il servizio di trasporto pubblico a uno o più soggetti privati, con tutte le garanzie occupazionali del caso e l’introduzione di forme di trasporto non di linea affidati a soggetti privati in regime di concorrenza. Se vincerà il “No”, tutto resterà così com’è, mentre se vincerà il “Sì” non ci saranno effetti diretti e immediati, perché il referendum è solamente consultivo, ma si tratterà comunque di un’indicazione della cittadinanza di cui il Comune di Roma potrà tenerne conto, al fine di valutare tempi e modi per effettuare l’operazione ‘suggerita’. In effetti, Atac è il monopolista dei trasporti pubblici a Roma da circa un secolo. Tralasciando i disservizi che i romani sono costretti a superare tutti i giorni per muoversi in città, a che punto è il trasporto pubblico locale nella ‘città eterna’ rispetto alle altre capitali europee?
La ricerca ‘Il trasporto pubblico nelle capitali europee: un’analisi di Benchmark’ analizza la mobilità e il Tpl in alcune delle principali aree metropolitane nazionali ed europee, tracciando le peculiarità di ciascun sistema di trasporto. Nel documento di sintesi pubblicato da Asstra (Associazione trasporti: l’associazione datoriale, nazionale, delle aziende pubbliche e private di trasporto pubblicRoma_metro.jpgo locale in Italia, ndr) in collaborazione con Hermes (centro di ricerca sull'economia e il diritto dei trasporti pubblici locali e dei servizi regolamentati, ndr) e la Camera di Commercio di Roma, co-finanziatore dell’iniziativa, viene fornito un quadro complessivo delle scelte di mobilità adottate nelle capitali dei vari Paesi europei presi in esame: Berlino, Copenaghen, Londra, Madrid, Parigi, Roma e Vienna.
Dal rapporto si evince che il servizio di trasporto pubblico nelle aree urbane considerate viene offerto secondo modalità differenti da città a città: a  Copenaghen, Londra e Roma, il trasporto su gomma prevale rispetto alla metropolitana; al contrario di quanto accade a Madrid, Parigi e Vienna, città in  cui, insieme  a Berlino, risulta considerevole anche lo spostamento in tram. Londra primeggia per offerta su gomma, con quasi il doppio dei ‘bus-km’ per abitante rispetto a Roma. Madrid primeggia nel trasporto pubblico in modalità metropolitana, con valori 4,5 volte superiori a quelli della capitale d’Italia (nel trasporto su gomma, invece, Roma è di poco superiore con 34,35 bus-km rispetto ai 29,52 di Madrid). Non stupisce, inoltre, che la ‘città dei 7 colli’ primeggi per percentuale di spostamenti effettuati con modalità trasporto privato e un numero di automobili ogni mille abitanti, pari a 670, contro le 517 di Madrid o le 236 di Londra.
Per quanto riguarda l’età media dei veicoli auto-tranviari, Roma primeggia per anzianità media: 8,75 anni contro i 4,95 di Berlino (Londra 6 e Madrid 6,4). L’età media dei tram parigini è di 6,9 anni e, a seguire, quelli di Londra (11,4 anni), Berlino (14,7 anni), Vienna (25,8 anni) e, ovviamente, Roma (29,7). I treni della metropolitana di Roma hanno mediamente 15,9 anni contro, i 10 anni dei treni di Copenaghen, i 10,6 di Madrid, i 26,3 di Parigi e i 40 anni dei treni londinesi (questo dato non tiene conto dei treni di nuova acquisizione).
Per quanto riguarda l’efficienza economica, il rapporto tra costi totali e i chilometri percorsi vede primeggiare Londra con 9,01 euro, seguita da Parigi (7,80 euro), Roma (5,50 euro) e Berlino (5,45 euro). Per quanto concerne, infine, i ricavi da trasporti per passeggero, il valore più altro è quello di Madrid, in cui ogni utente contribuisce con 1,21 euro, mentre a Londra il contributo per passeggero è pari a 1,20 euro, a Parigi è pari a 0,84 euro, a Copenaghen 0,54, a Vienna 0,53, a Berlino 0,51 e a Roma solo 0,20 euro. Più che l’intervento del privato, a Roma sembra essersi realizzato il paradigma classico dei trasporti pubblici a spese dell’Atac.


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