Il mensile di informazione e approfondimento che
intende riunire culturalmente il nostro Paese nel pieno rispetto
di tutte le sue tradizioni, vocazioni e ispirazioni ideologiche e politiche.
diretto da Vittorio Lussana
Area Riservata
24 Novembre 2017

Kung Fu Panda coinvolto nelle polemiche (tutte italiane) sulla stepchild adoption

di Ilaria Cordì
Condividi
Kung Fu Panda coinvolto nelle polemiche (tutte italiane) sulla stepchild adoption

«[…]l’idea che si possa crescere con due papà, uno biologico e uno adottivo, che in assenza di una mamma questa sia sostituibile da un doppione maschile». Con queste parole, Mario Adinolfi ‘manda alla gogna’ il nuovo capitolo del film della DreamWorks, accusandolo di corrompere i bambini su temi che in Italia sono ancora irrisolti

Il 17 marzo scorso è uscito nelle sale il terzo capitolo della saga per bambini Kung Fu Panda prodotto da DreamWorks Animation e distribuito  nelle sale mondiali da 20th Century Fox. Tutti, sia grandi che piccoli, conoscono a memoria la storia del piccolo panda Po che sogna di diventare un esperto di arti marziali, abbandonato, a causa di guerre e discordie, appena nato e cresciuto da un papà oca; un bel cartone che per la durata di 95 minuti è capace di far ridere ma anche di far riflettere. E forse, con questo terzo capitolo, la DreamWorks ha fatto riflettere un po’ troppo. Secondo Mario Adinolfi, direttore del quotidiano La Croce, la pellicola farebbe «il lavaggio del cervello ai bambini» in quanto promuove l’ideologia gender, poiché il protagonista ha sia un padre biologico sia un padre adottivo e, al giorno d’oggi, ciò è visto come un sacrilego peccato morale. Immediatamente, la reazione dell’attore e scrittore nonché conduttore radiofonico, Fabio Volo, che proprio su Radio Deejay  ha attaccato il giornalista sostenendo che quest’ultimo ha «trovato nella religione una casa per tue patologie: in una società normale tu ti cureresti con gli psicofarmaci!». Istantanea la risposta del pubblico mediatico sia nei confronti del primo come nei confronti del secondo, dando così vita a una reazione a catena che ha prodotto la settimana scorsa uno scontro tra i genitori di una scuola elementare di Perugia:  le maestre e i bambini dovevano andare al cinema a vedere il cartone animato ma i genitori di tre alunni non hanno dato il loro consenso, annullando così l’intera esperienza extrascolastica. Ci chiediamo: ma al di là dei nostri confini questo cartone per bambini ha recato un così tanto disturbo? O forse, l’Italia è semplicemente ‘mamma’ di strategie retrograde, il cui unico fine è il fare politica che assoggetta il singolo?

Da sinistra: Fabio Volo, Po, Mario AdinolfiPolemiche_su_Kung_Fu_Panda.jpg


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale