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24 Novembre 2017

Migranti: mille polemiche e diecimila bambini scomparsi

di Annalisa Civitelli - acivitelli@periodicoitalianomagazine.it
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Migranti: mille polemiche e diecimila bambini scomparsi

Tra frontiere che si chiudono e trattati che si scindono, l'allarme-profughi porta con sé una moltitudine di polemiche ed emergenze sempre più drammatiche: l'ultima, i profughi minorenni presi di mira dai criminali legati al traffico di esseri umani

Dopo la caustica 'frecciata' francese, che insinua la presenza di cellule Isis fra i disgraziati migranti di Lampedusa, l’Europol, l’Agenzia di sicurezza europea, ci dà conferma che le vere emergenze sono quelle umanitarie. Sarebbero infatti 10 mila i migranti minorenni di cui si è persa traccia in Europa negli ultimi due anni. Di questi, cinquemila risultano spariti dall’Italia e un altro migliaio non si hanno più tracce in Svezia. Si tratta di soggetti di età compresa tra i 10 e i 18 anni, provenienti soprattutto da Siria, Eritrea e Somalia, spesso in viaggio da soli lungo le rotte balcaniche e nel Mediterraneo per raggiungere il nord'Europa. Secondo il capo dello staff di Europol, Brian Donald, si teme che i bambini scomparsi siano stati sequestrati da una struttura criminale, per avviarli alla prostituzione o alla schiavitù. Negli ultimi mesi in Germania e Ungheria sono stati arrestati molti criminali legati al traffico di esseri umani, la cui attività si è concentrata sulle centinaia di migliaia di disperati giunti in Europa.
Secondo l'Unicef, nel 2015, 1 milione di rifugiati e migranti sono entrati in Europa, la maggior parte dei quali arrivati passando dalla Turchia alla Grecia e attraverso gli Stati dei Balcani occidentali.
Nella sola Germania, nel corso del 2015, sono arrivati ben 300 mila minori. A partire dal mese di settembre la percentuale di donne e bambini nel flusso migratorio attraverso i Balcani è progressivamente cresciuto, e oggi ha raggiunto il 50% del totale delle persone in movimento.
L’Italia è il Paese che controlla di meno i movimenti degli immigrati, anche perché molti dei rifugiati hanno interesse a fare perdere le proprie tracce. Come ha sottolineato in un'intervista a Radio Vaticana, Michele Prosperi, dell’organizzazione umanitaria Save The Children, "nel 2015 sono sbarcati in Italia 12.272 minori non accompagnati. All’interno di questo numero, quasi 5.000 sono i minori non accompagnati provenienti dall’Eritrea, dalla Somalia e dalla Siria, che hanno l’intenzione di raggiungere i Paesi del Nord Europa. E quindi non vogliono essere identificati in Italia, non vogliono entrare nel sistema di accoglienza, ma si rimettono in contatto con i trafficanti, con la loro rete di supporto, per poter proseguire subito il viaggio. Sono proprio loro che rappresentano la necessità di protezione maggiore. Sono vulnerabili, perché non hanno adulti di riferimento. Sono esposti al rischio di violenze o di sfruttamento. Si trovano in una condizione di bisogno: nei vari momenti – nell’attraversamento delle frontiere, nelle permanenze temporanee – sempre con la necessità di nascondersi in qualche maniera".
Nel 2016, l’Unicef stima necessari 30 milioni e 822 mila dollari per far fronte ai bisogni umanitari dei bambini e delle donne colpiti dalla crisi rifugiati e migranti in Europa.
Da qualsiasi parte li si guardi, tutti questi numeri fanno paura. Ma più allarmante è l'odio legato alle problematiche migratorie e l'indifferenza che lascia a se stessi una generazione di disperati, i quali, in un modo o nell'altr,o costituiranno una percentuale dei cittadini europei di domani, con tutti i processi di causa ed effetto del caso.


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