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2 Ottobre 2020

Piazza Navona tra crisi, magia e tradizione

di Carla De Leo
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Piazza Navona tra crisi, magia e tradizione

Curiosando per i mercatini di una delle principali attrazioni della tradizione natalizia della capitale, riceviamo un’impressione generale di noia, disinteresse e routine disincantata. Un fiume di gente che, però, non cede alle allettanti offerte della manifestazione: pochi stringono bustine di regali in mano e solo i bambini, ormai, sembrano divertirsi, tuffandosi nella magia delle feste di fine anno

Ogni anno, dall’8 dicembre al 6 gennaio piazza Navona muta il suo aspetto, diventando la principale protagonista e promotrice del Natale a Roma. La piazza prende vita, si anima e si accende in una miriade di luci, di profumi – dalle caldarroste, allo zucchero filato, alle noccioline caramellate, di canti di Natale e delle urla allegre dei bambini, ammaliati da tanta magia. Nel periodo natalizio, la calca di gente non sgomita più per raggiungere un posticino ai piedi della colossale statua del Bernini, ma piuttosto per ‘accaparrarsi’, prima degli altri, dolciumi e leccornie, pastori, presepi, palline di Natale per decorare l’albero, befane, calze, calzette e giri sulla storica giostra dei cavalli. La manifestazione, che si svolge in una delle più belle piazze romane, ha sempre rappresentato un appuntamento irrinunciabile, per romani e non, connubio perfetto tra tradizione e divertimento. 
Quest’anno però qualcosa è cambiato. Sono le ore 17.00 di domenica 15 dicembre. Quindi a pochi giorni da Natale e nell’orario in cui, solitamente, si registra la maggior affluenza di pubblico. Anche quest’anno un fiume di persone ha invaso la piazza. Sebbene, da una prima occhiata, siamo già in grado di stabilire che della ‘barriera umana’, alla quale si era abituati in questo periodo dell’anno, non vi è alcuna traccia. Tanta gente, sì. Ma non più la ressa e gli ‘stop’ obbligati tra un passo e l’altro. Scorgiamo gruppi di amici, giovani coppie che passeggiano amorevolmente e curiosano tra le bancarelle del mercatino, in cerca di un pensierino da donare all’amato per poter ricordare, un giorno, quel magico week-end a Roma. Qualche anziano signore, al braccetto dell’amico di sempre, scruta a distanza quelle bancarelle che, al tempo della sua giovinezza, rappresentavano il massimo divertimento desiderabile e che oggi non sembrano più così allettanti. Ci sembra verosimile che tutti ciondolino, compiendo il giro della piazza, in una miscela di finta curiosità, noia e rassegnazione. E chi il giro l’ha già compiuto – e magari è in attesa che arrivi il turno del pargolo sulla giostra – non tarda a manifestare il disinteresse: volti stanchi e annoiati occupano panchine e marciapiedi, restando ai margini della ‘festa’.
Sarà colpa della crisi economica o del cambiamento dei gusti, ma non possiamo fare a meno di notare che, tra tutta quella folla, in pochissimi recano con sé buste di regali, acquistati tra uno stand e l’altro. Un tempo, tutti compravano almeno una befana o una pallina. Ma oggi sembra che nessuno ne abbia intenzione. Così abbiamo iniziato a fare qualche domanda tra la gente, raccogliendo una serie di testimonianze per cercare di capire cosa sta succedendo a piazza Navona.
Alla domanda: “Avete comprato qualcosa?”, rivolta a un gruppo di tre amiche sui 25 anni, risponde affermativamente solo una ragazza. Chiara, che ha acquistato una befana. Quella dalle dimensioni più piccole, alta circa 10 cm per intenderci, al prezzo di 10 euro. Contro i 15 euro per quella alta 15 cm e i 20 euro per la più grande (20 cm). Il motivo? “Non ho molti soldi”. Spiega, un po’ imbarazzata, la ragazza. Vittoria e Antonietta, 76 anni la prima e 74 anni la seconda, ci confidano, invece, che non hanno comprato nulla. Avrebbero voluto acquistare dei pastorelli per ornare il presepe, ma con la ‘pensioncina’ che si ritrovano, hanno ritenuto saggio non sperperare denaro. I pastorelli hanno, infatti, un costo di 2 euro al pezzo (quelli piccoli, alti circa 4 cm) o di 4,50 euro (alti 8 cm). Così, o si compra un singolo pastore – ma poi il presepe come si fa? – , oppure, come dichiarano le simpatiche nonnine, “Non si comprano affatto. Perché c’è crisi e non possiamo spendere 20 euro per 10 pastorelli. Piccolissimi tra l’altro”. Alfredo, un divertente signore sulla cinquantina, approfitta, invece, della domanda per lamentare la mancanza di novità nelle proposte offerte dai mercatini, spiegando, in tono sarcastico, “Sempre le stesse cose da cinquant’anni. Non ero ancora nato quando mio nonno poteva acquistare le stesse cose che vedo oggi. Ho preso solo delle caramelle. Almeno con queste posso addolcire la giornata”. 
Ripetendo la domanda più e più volte, abbiamo ottenuto, pressoché, sempre le stesse risposte: “Non ci sono soldi” – quindi non si compra nulla –, oppure “Si vedono sempre le stesse cose”, quindi, anche in questo caso, la soluzione è che ‘non si compra nulla’. Tutt’al più ci si concede una sola stellina o una singola slitta, per addobbare l’albero (4 euro al pezzo). Anche se vanno per la maggiore i dolci: con 2 euro, si può avere un etto di leccornie, scegliendo tra noccioline, caramelle, pistacchi, mandorle e tutte le altre golosità esposte nello stand. Il minimo della spesa. Giusto per non sentirsi esclusi.
E i commercianti? Tutte quelle persone che hanno investito dei soldi per affittare lo spazio all’interno della manifestazione, nella speranza che la location centralissima e l’arrivo prossimo del Natale avrebbero garantito un’impennata delle vendite, cosa raccontano? Stefania, 42 anni, proprietaria di uno stand specializzato in decorazioni per gli alberi di Natale, non ci nasconde il suo rammarico e la sua preoccupazione: “Le persone comprano, ma molto meno rispetto agli anni precedenti. Tanti si limitano a guardare. Tutti si informano sui prezzi. Nessuno eccede negli acquisti, facendosi bastare un singolo pezzo. 
Mai come quest’anno, poi, non c’è cliente che non abbia chiesto lo sconto. E intanto noi non vendiamo e se vendiamo il ricavato è bassissimo. Forse basterà a coprire il costo della permanenza qui”. Antonio (e come lui tutti gli altri ‘Antonio’ intervistati), 31 anni, espone nella sua bancarella dei bellissimi presepi. Ci spiega che quest’anno le vendite stanno andando molto male e che, senza sperare in acquisti di presepi completi, si vende con difficoltà anche la sola ‘natività’. E aggiunge: “L’8 dicembre, che coincide non soltanto con la giornata in cui ha inizio la manifestazione, ma anche e soprattutto con il giorno in cui si fa l’albero, qui a piazza Navona è stata una domenica come le altre”.
L’atmosfera che si respira non sembra avere affatto quell’aria di festa che ci si sarebbe aspettati e, in questa situazione, protagonisti della piazza e principali fruitori dei ‘beni’ dei mercatini, sono rimasti soltanto i bambini. Solo a loro non si può dire di no. Notiamo, infatti, che gli angoli più animati sono proprio quelli in cui sostano gli stand per i giochi: è attorno alla giostra con i cavalli, alla bancarella dei tiri al bersaglio e al venditore di palloncini che si può scorgere un maggior assiepamento di ‘teste’. Anche per i bambini, però, quest’anno ci sono dei limiti, perché il verbo d’obbligo delle famiglie è ‘moderazione’. Che significa, nella quasi totalità dei casi, che bisogna far scegliere ai figli la giostra o il gioco preferiti, poiché non sarà possibile saltellare da un divertimento all’altro. E significa anche che, qualora il bambino scegliesse di tirare al bersaglio (dove una gara costa 2 euro, 3 gare costano 5 euro e 7 gare costano 10 euro), probabilmente dovrà poi rinunciare al palloncino con il suo personaggio preferito (5 euro) o allo zucchero filato (5 euro). Nella guerra dei prezzi, sembra spuntarla allora Babbo Natale. Intorno al suo ‘baracchino’ di cartoni (non si tratta di uno stand, infatti, ma di un lembo di suolo pubblico adibito a ‘spazio’ personale), dal quale regala ampi sorrisi e promette regali da sogno ai bambini che sono stati buoni durante l’anno, si registra il maggior fermento della piazza. Sarà solo per il fatto che l’ormai mitologico personaggio si concede per una foto. Così i bimbi, increduli e pazzi di gioia, si affollano per non rischiare di perdere l’occasione. Ma quando il buon vecchio ‘Babbo’ urla: “Non preoccupatevi. Babbo Natale si accontenta di una piccola e libera offerta”, la magia si offusca immediatamente.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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