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2 Ottobre 2020

Kikito 'sogna l'America'

di Serena Di Giovanni - sdigiovanni@periodicoitalianomagazine.it
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Kikito 'sogna l'America'

Due grandi installazioni artistiche del francese JR hanno preso posto lungo la barriera d’acciaio che separa gli Stati Uniti dal Messico, richiamando l’attenzione sulle azioni del presidente Trump contro gli immigrati e, più in generale, sulle scelte di alcuni leader in ascesa, come il neoeletto cancelliere austriaco, Sebastian Kurz

I muri, a volte, non dividono, bensì includono. E richiamano l’attenzione su alcune delicate questioni politiche e sociali del nostro tempo, come il fenomeno dell’immigrazione. E quanto di recente sta avvenendo a Tecate, uno dei 5 comuni dello stato messicano della bassa California. Qui, infatti, a partire dal settembre scorso, un bimbo gigantesco dai capelli scuri e gli occhi ‘incuriositi’ e vispi ha campeggiato per circa un mese sul muro che confina con la contea di San Diego. Le sue mani sembravano aggrapparsi al muro divisorio come quelle di un neonato sul corpo della madre, per sporgersi a osservare cosa si celi al di là dello ‘sbarramento’. Una installazione mobile dell’artista francese, classe 1983, JR, al secolo Jean René, intervenuto per la prima volta in Messico con questo progetto. Il lavoro – un immenso ritratto di Kikito, bimbo di circa un anno che vive proprio a Tecate, con la madre e i nonni – è stato completamente visibile solo dal lato americano del divario. E, paradossalmente, né Kikito, né la sua famiglia hanno potuto attraversare il confine per vederlo.
L'idea di un gigantesco bambino che travalicasse i confini di un territorio sarebbe arrivata a JR da un sogno: “Alcune persone sognano mondi di fantasia: io sogno muri”, ha dichiarato l’artista in una recente intervista telefonica. E sebbene la sua opera non sia nata espressamente come diretta risposta alle decisioni prese dall’amministrazione Trump in materia di immigrazione, essa ha finito per avere un’enorme risonanza in tal senso. Anche perché concepita a poca distanza dalla discussa decisione, da parte della Casa Bianca, di porre fine all’Action for childhood arrivals (Daca): un programma messo in campo nel 2012, in piena ‘era Obama’, per proteggere i giovani immigrati. Lo scorso 5 settembre, l’attuale presidente degli Kikito_2.jpgStati Uniti, Donald Trump, ha deciso di porre fine al provvedimento, che consentiva agli immigrati irregolari, infiltratisi negli Usa da bambini seguendo i propri genitori, di evitare il rimpatrio e ricevere un permesso di lavoro biennale e rinnovabile. Una decisione che verosimilmente ricadrà, nei prossimi mesi, su molti bambini come Kikito, e sui loro genitori, parenti, figli.
Per JR, il cui recente lavoro ha spesso affrontato il tema degli immigrati e rifugiati, l'installazione messicana è parte di un progetto in continuo divenire, come dimostra la sua nuova installazione ‘Giant Picnic’. Ovvero: ‘Gli occhi del sognatore’, dipinti su un immenso tavolo da pranzo che ‘unisce’ il confine tra Usa e Messico, sempre a Tecate. Un ‘pic-nic’ gigantesco, in cui tutti, senza distinzione di razza o etnia, sono chiamati a partecipare. La foto che ritrae un agente di frontiera sorseggiare un con uno dei collaboratori dell’artista ha fatto il giro del mondo, divenendo simbolo di ‘integrazione’. “La gente migrerà sempre", ha dichiarato l’artista, aggiungendo che “quando costruimmo muri di confine, le persone costruirono tunnel. Quando barricammo i luoghi, le persone passarono sfruttando l’acqua. La Storia dell'umanità è la storia delle persone che migrano. Naturalmente”, ha concluso l’artista, “questo fenomeno necessita di essere regolato. Ma come artista, cerco di ‘ribaltare’ la prospettiva dal punto di vista di chi vive questi fenomeni in prima persona”.
Di recente, il tema del confine tra Stati Uniti e Messico è stato un terreno ‘particolarmente fertile’ per gli artisti: dalla Treehouse denominata ‘Usa Visitors Center’ in Tijuana, per opera del collettivo giapponese ‘Chim Pom’, fino al lavoro del fotografo americano, Richard Misrach e del compositore messicano, Guillermo Galindo, i quali hanno collaborato per realizzare un’installazione multimediale composta da scatti fotografici, oggetti e suoni, che esplorano l'immigrazione attraverso il concetto di ‘confine’. Fino al lavoro del regista messicano Alejandro G. Iñárritu, vincitore dell'Oscar, creatore di ‘Carne y Arena’: un'immensa mostra virtuale, che simula l'attraversamento del confine, attualmente allestita presso il Los Angeles County Museum of Art e la Fondazione Prada di Milano. A dimostrazione che l’arte può avere ancora uno scopo sociale e focalizzare l’attenzione su problematiche attuali, come quella dell’integrazione etnica, oggi più che mai ‘messa a rischio’ dalle politiche xenofobe dei Partiti di 'destra' di tutto il mondo.

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NELLA FOTO: L'INSTALLAZIONE 'GIANT PICNIC' INTITOLATA 'GLI OCCHI DEL SOGNATORE'

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