Abbiamo voluto approfondire questo tema, perché leggiamo ancora troppa confusione sul ruolo del cortisolo al mattino: questo servizio chiuderà definitivamente ogni dubbio
Esiste un momento preciso della giornata, in cui il nostro corpo smette di essere un semplice accumulatore di energia e diventa una macchina da combustione estremamente raffinata. Quel momento è il mattino, subito dopo il risveglio. Mentre molti si preoccupano del 'catabolismo' muscolare, la biochimica ci racconta una storia diversa: quella di un organismo che, nel silenzio del digiuno notturno, ha preparato il terreno perfetto per la mobilitazione dei grassi. Dopo ore di riposo, il 'glicogeno epatico' è ridotto e l’insulina è ai minimi termini. Quindi, il rapporto tra glucagone e insulina pende, decisamente, a favore della mobilizzazione energetica. E’ qui che entrano in gioco le 'catecolamine', spinte dal fisiologico 'picco' di cortisolo mattutino: non sono nemiche, ma i veri motori della lipolisi.
Fare car
dio al mattino non è uno stress per l'organismo, ma un modo per sfruttare un processo 'brucia-grassi' che è già cominciato, naturalmente. Ora affrontiamo il nostro nemico: il cortisolo. Spesso, sentiamo parlare di lui in quanto ormone dello stress da rifuggire a ogni costo. Eppure, in un contesto di attività aerobica blanda e controllata, quel 'picco' mattutino è un alleato prezioso. Serve a renderci disponibili i substrati energetici e a darci la spinta. Il problema nasce solo se aggiungiamo stress allo stress, con allenamenti ad alta intensità o privazione del sonno. Viceversa, in una camminata veloce, il cortisolo è semplicemente il carburante che sblocca i grassi dal tessuto adiposo. Il vantaggio reale del cardio a digiuno non è solo il dispendio calorico immediato, ma la costruzione della cosiddetta 'flessibilità metabolica'. E’ la capacità dell’organismo di 'switchare' tra carboidrati e grassi senza attriti: una dote che, purtroppo, tendiamo a perdere con l'età e la sedentarietà. Recuperarla, significa migliorare la sensibilità insulinica e ridurre il rischio di quel grasso viscerale così ostinato.
C’è, però, anche un aspetto che, spesso, viene ignorato: l'impatto sulla salute vascolare. Muoversi a stomaco vuoto migliora la funzione dell’endotelio e la biodisponibilità di ossido nitrico, rendendo le arterie più elastiche e il sangue meno viscoso. Se poi, nel corso della giornata, integriamo con una seduta di forza, si crea un circolo virtuoso perfetto. Mentre il cardio del mattino pulisce e ottimizza i mitocondri, l'allenamento con i pesi nel pomeriggio aumenta l’Epoc e la capacità dei muscoli di 'stoccare' glucosio.
In conclusione, il cardio a digiuno non è un trucco magico, ma una buona abitudine per la nostra salute. Un modo naturale per aiutare il corpo a restare giovane e in forma, partendo da un gesto semplice, da fare appena svegli.
