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2 Luglio 2026

Il cardio a digiuno

di Virginia Imbriani
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Il cardio a digiuno

Abbiamo voluto approfondire questo tema perché c’è molta confusione sul ruolo del cortisolo al mattino: questo servizio chiarirà definitivamente ogni dubbio

Esiste un momento preciso della giornata, in cui il nostro corpo smette di essere un semplice accumulatore di energia e diventa una macchina da combustione estremamente raffinata. Quel momento è il mattino, subito dopo il risveglio. Mentre molti si preoccupano del catabolismo muscolare, la biochimica ci racconta una storia diversa: quella di un organismo che, nel silenzio del digiuno notturno, ha preparato il terreno perfetto per la mobilitazione dei grassi. Dopo ore di riposo, il 'glicogeno epatico' è ridotto e l’insulina è ai minimi termini. Quindi, il rapporto tra glucagone e insulina pende decisamente a favore della mobilizzazione energetica. E’ qui che entrano in gioco le catecolamine, spinte dal fisiologico picco di cortisolo mattutino: non sono nemiche, ma i veri motori della lipolisi. Fare cardio al mattino non è uno stress per l'organismo, ma un modo per sfruttare un processo 'brucia-grassi' che è già partito naturalmente. Ora affrontiamo il nostro nemico: il cortisolo.

SpeVirginia_in_palestra.jpgsso sentiamo parlare del cortisolo come ormone dello stress da fuggire a ogni costo. Eppure, in un contesto di attività aerobica blanda e controllata, il suo 'picco' mattutino è un alleato prezioso. Serve a renderci disponibili i substrati energetici, a darci la spinta. Il problema nasce solo se aggiungiamo stress allo stress, con allenamenti ad alta intensità o privazione del sonno. Ma in una camminata veloce, il cortisolo rappresenta semplicemente il carburante che sblocca i grassi dal tessuto adiposo. Il vantaggio reale del cardio a digiuno non è solo il dispendio calorico immediato, ma la costruzione della cosiddetta 'flessibilità metabolica'. E’ la capacità dell’organismo di 'switchare' tra carboidrati e grassi senza attriti: una dote che, purtroppo, tendiamo a perdere con l'età e la sedentarietà. Recuperarla, significa migliorare la sensibilità insulinica e ridurre il rischio di quel grasso viscerale così ostinato. Però, c’è un  aspetto che spesso viene ignorato: l'impatto sulla salute vascolare. Muoversi a stomaco vuoto migliora la funzione dell’endotelio e la biodisponibilità di ossido nitrico, rendendo le arterie più elastiche e il sangue meno viscoso. Se poi, nel corso della giornata, integriamo una seduta di forza, creiamo un circolo virtuoso perfetto. Mentre il 'cardio' del mattino pulisce e ottimizza i mitocondri, l'allenamento con i pesi nel pomeriggio aumenta l’Epoc (il consumo di ossigeno in eccesso post allenamento, ndr) e la capacità dei muscoli di 'stoccare' il glucosio, trasformandolo in glicogeno.

In conclusione, il 'cardio' a digiuno non è un trucco magico, ma una buona abitudine per la nostra salute. E’ un modo naturale per aiutare il corpo a restare giovane e in forma, partendo da un gesto semplicissimo, da fare appena svegli. 

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