Sembra un'azione tutto sommato semplice: andiamo a letto, chiudiamo gli occhi e il gioco è fatto, ma in realtà dormire è fondamentale per la nostra salute e può essere disturbato da molti fattori

Sentiamo sempre dire: "Dormire fa bene alla salute". Ma sappiamo veramente perché? Quante volte siamo andati a dormire tardi pensando: "Tanto poi recupero"? Ma è davvero così? Spesso, al dormire non diamo l'importanza che merita. La consideriamo un'azione semplice: andiamo a letto, chiudiamo gli occhi e il gioco è fatto. In realtà è fondamentale per la nostra salute mentale e fisica e può essere disturbato da molti fattori. Qualche volta abbiamo la sensazione che sia una perdita di tempo, pensando che se dormiamo meno riusciamo a fare più cose. In realtà, non è così: il sonno è un processo biologico fondamentale. In generale, le ore di sonno rigeneranti sono 7/9, anche se va detto che ci possono essere differenze dettate dall'età, dall'attività fisica e mentale e anche dal metabolismo personale. La sua qualità e quantità influenzano una serie di attività estremamente importanti, sia a livello mentale, sia fisico:
1) quando dormiamo, il nostro sistema nervoso si rigenera. Lo spazio che c'è tra le cellule cerebrali aumenta e le sostanze tossiche che abbiamo immagazzinato durante il giorno vengono drenate via. In che modo? Attraverso il sistema glinfatico. Durante il sonno profondo, noi eliminiamo le proteine e quelle che sono diventate scorie metaboliche, accumulate con l'attività neuronale grazie un processo scoperto intorno al 2012, fondamentale per la nostra salute e per prevenire malattie neurodegenerative, di pulizia generale;
2) le informazioni che abbiamo immagazzinato, le spostiamo dalla memoria a breve a quella a lungo termine e le consolidiamo;
3) la nostra capacità di apprendimento aumenta e migliora, perché si formano nuove connessioni tra i neuroni;
4) vengono regolati i neurotrasmettitori che influenzano l'umore, come la seratonina e la dopamina. In questo modo, possiamo ridurre ansia e stress;
5) l'attenzione e la concentrazione migliorano e recuperiamo le energie mentali e fisiche;
6) diminuisce il rischio di malattie come diabete, obesità e problemi cardiovascolari.
Il sonno, in effetti, è importante in diversi aspetti della nostra vita. Nello sport, per esempio, permette la riparazione muscolare aumentando forza, resistenza e concentrazione. Inoltre, la possibilità di infortuni diminuisce, migliorano le prestazioni mentali, la concentrazione e, persino, le abilità motorie. Si riduce il rischio di sovrallenamento, perché il cortisolo, ormone dello stress, diminuisce. C'è poi una relazione stretta tra sonno e longevità. Ricordiamo che l'eliminazione delle tossine, anche quelle del cervello e il sistema di riparazione e rigenerazione, contrastano l'invecchiamento cellulare e mentale. La carenza di sonno, di contro, porta a spossatezza, affaticamento, problemi con la memoria, nervosismo, problemi con il sistema immunitario. La fase del sonno più importante è quella chiamata fase 'non Rem', o del sonno profondo, perché rigenerante per il recupero fisico, muscolare, mentale e ci permette di riacquisire energie. Va dal momento in cui iniziamo ad addormentarci al sonno più profondo, durante il quale le onde cerebrali sono lente, i battiti cardiaci si abbassano e il respiro rallenta. Tutto ciò si alterna, ovviamente, con la fase detta 'Rem'. Qui si rafforza e si stabilizza la memoria, vi è un'attività cerebrale più intensa e gli occhi si muovono più velocemente: è il momento in cui sogn
amo. Quando dormiamo, il nostro cervello attraversa queste fasi continuamente, con una sequenza ciclica specifica. Per ottenere tutti i benefici derivanti dal sonno, oltre alla sua qualità e durata, è importante anche che sia notturno, possibilmente tra le 22.00 della sera e le 06.00 del mattino. Questo perché il sonno notturno consente di arrivare al sonno profondo, mentre il diurno è più leggero. In secondo luogo, dobbiamo considerare che il nostro corpo è programmato per essere attivo di giorno, stimolato anche dalla luce. Invece, dormire durante la notte migliora la produzione di melatonina grazie al ritmo circadiano. Questo sarebbe il nostro orologio biologico naturale, che struttura le funzioni corporee con il ciclo luce/buio sulle 24 ore. Infatti, il buio fa sì che il cervello produca la melatonina, l'ormone che ci aiuta a dormire meglio, mentre la luce mantiene i nostri sensi in allerta. Gli unici soggetti per i quali questo processo non vale sono i bambini nei primi mesi di vita: il giorno e la notte per loro non hanno differenza e, proprio per questo, il loro ritmo 'sonno-veglia' non ne è influenzato, poiché legato alla necessità di mangiare e bere.
Ricordiamo, infine, che il ritmo circadiano è influenzato da diversi elementi, come l’orario in cui andiamo a dormire e gli stimoli esterni, quali la luce anche degli schermi come telefonini, pc e televisione, soprattutto per gli improvvisi mutamenti nel colore e nei movimenti, oppure per fattori interni, come l’età o qualche patologia cronica. Anche andare a dormire a 'pancia piena' non permette un sonno di qualità. Questo perché, dopo un pasto troppo abbondante, oppure pesante, l'impegno necessario per digerire mantiene alta la temperatura corporea, invece di permettere che si abbassi e il nostro metabolismo è ancora in attività. Quindi, per riuscire a dormire bene, teniamo sempre a mente di mantenere gli orari regolari, facciamo sport durante la giornata, non andiamo a letto a ridosso di un pasto abbondante, manteniamo il buio e il silenzio, cerchiamo di disperdere i pensieri della giornata. Un sereno sonno a tutti.
