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5 Aprile 2020

Benvenuti al Nord, con la nostalgia del Sud

di Cinzia Salluzzo Rovituso
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Benvenuti al Nord, con la nostalgia del Sud

Milanesi e napoletani: realtà diverse, dal linguaggio al modo di affrontare la quotidianità. È il contrasto e il paradosso di due facce dello stesso Paese. Il seguito di ‘Benvenuti al sud’, diretto da Luca Miniero, ‘sbanca’ ai botteghini grazie soprattutto alla bravura degli attori.

Il seguito di ‘Benvenuti al sud’, diretto da Luca Miniero, ‘sbanca’ ai botteghini grazie più alla bravura degli attori - Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Nando Paone, Giacomo Rizzo, Nunzia Schiano, Fulvio Falzarano, Salvatore Misticone e Paolo Rossi - che alla trama. Alberto e Mattia sono in crisi con le rispettive mogli: Mattia continua a comportarsi da irresponsabile e a vivere con la madre, mentre la moglie, Maria, vorrebbe comprare una casa di proprietà. Così, dopo l’ennesima litigata, lei lascia il marito, che viene trasferito a Milano da Alberto, il quale ha problemi con la moglie Silvia, trascurata a causa di un ‘progetto-pilota’ che lo vede protagonista: il piano si chiama E.R.P.E.S e serve al miglioramento delle poste italiane. La sceneggiatura è speculare, anche se chiaramente in una situazione rovesciata, rispetto a quella di ‘Benvenuti al sud’: i pregiudizi da sfatare questa volta sono quelli di Mattia verso il Nord, a cui, con il tempo, si adegua assumendo il ruolo di Colombo. L’inversione dei ruoli attuata dal regista mostra come Nord e Sud, in realtà, si influenzino tra loro, mentre le ‘gag’ sono indiscutibilmente esilaranti. Funziona la descrizione del frenetico Nord, dove tutti sono in continuo movimento poiché abituati a prendere un numero maggiore di decisioni concrete ogni giorno. Così come funziona una descrizione dell’Italia con i suoi stereotipi a cui rimane perennemente intrappolata e a cui tutti si adeguano. In ‘Benvenuti al Nord’ “c’è lo stesso senso di inadeguatezza, perché c’è un complesso di inferiorità del meridionale che emigra al Nord”, ha spiegato il regista in persona, Luca Miniero. Pur essendo, l’uno lo specchio dell’altro, quest’ultima pellicola mostra una sensibile differenza quando la famiglia viene a trovare a sorpresa Mattia dando per scontato che il successo da lui ottenuto sia una sceneggiata messa in piedi ‘ad arte’, come del resto avveniva in ‘Benvenuti al Sud’. In realtà, questa volta si tratta di una verità: il Nord è così come lo si narra e anche uno come Mattia può fare carriera. Ottima l’interpretazione di Angela Finocchiaro nel doppio personaggio della moglie Silvia e della madre della stessa. Anche Paolo Rossi non si tradisce nelle vesti del manager nevrotico. C’è da dire che, questa volta, la sceneggiatura manca di originalità e di quel punto di vista ‘diverso’ che dava ‘verve’ alla storia. L’amicizia e l’amore sono i temi che primeggiano, in un film che decanta sottilmente l’unità d’Italia. Ed è con Emma che canta ‘Nel blu dipinto di blu’ che si conclude una pellicola forse un poco ‘leggerina’, questa volta, ma comunque divertente.


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