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14 Dicembre 2019

Giordano Petri: "L'inquietudine dell'artista è il motore della sua arte"

di Dario Cecconi
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Giordano Petri: "L'inquietudine dell'artista è il motore della sua arte"

Giovane e talentuoso, molto amato dal pubblico di tutte le età, è considerato dagli esperti e dalla critica un professionista del teatro e del cinema: con lui ci soffermiamo a parlare di cinema, della comunicativa artistica, delle sue personali esperienze passate, dei suoi progetti professionali futuri e di tanto altro

La critica cinematografica è stata, nel corso della sua storia, un luogo dai contorni mai ben definiti, in cui i saperi e le tecniche di lettura, le analisi e le interpretazioni si sono miscelate tra loro in modo ibrido. Proprio per questo, sono nate varie scuole e correnti, che hanno contribuito, negli anni, allo sviluppo e alla costruzione di una pluralità di teorie sul cinema e sulla capacità comunicativa delle varie pellicole. Negli ultimi anni, però, la critica sembra aver dirottato i suoi interessi, principalmente, su tutto ciò che esprime frammenti di vita vissuta, capacità di immedesimarsi nello spettatore e coinvolgimento emotivo dovuto alla ‘comunicativa’ degli attori. Quella del ‘saper comunicare’, infatti, è da considerarsi una vera e propria arte, in grado di suscitare nello spettatore uno stimolo di attrazione verso la storia, il contenuto e i messaggi da lanciare. Abbiamo voluto parlare di queste cose con Giordano Petri, affermato attore di cinema e teatro, volto di spicco di molte fiction targate Rai e Mediaset, considerato dal pubblico, dagli esperti e dalla critica, un professionista di talento, dalla grande carica umana, capace di trasmettere sensazioni e contenuti con la sua semplice presenza sul palco o sul set: il vero senso della disciplina comunicativa. L'attore inizierà presto anche le riprese della fiction di successo del pomeriggio di Raiuno, ‘Il paradiso delle signore’. E sarà protagonista nello spettacolo teatrale ‘Carlo Levi a sud di Eboli’, con Fabio Mazzarri e Anna Rita del Piano, promosso da ‘Matera 2019’, in occasione della nomina della città lucana a Capitale europea della cultura.

Giordano Petri, quando e come è nata la sua passione per la recitazione?
“Non saprei dire quando sia nata precisamente questa grande passione: credo di averla sempre avuta. Ho sempre sentito l’esigenza di stare al centro dell’attenzione, non in senso narcisitico, ma umano, degli affetti. Da piccolo avevo bisogno di farmi notare dai miei familiari, anche semplicemente cantando una canzone o recitando qualcosa. In più, ero affascinato dai varietà del sabato sera, che sicuramente mi hanno stimolato e hanno contribuito a fortificare la mia grande passione per lo spettacolo”.

Che ricordo ha del suo debutto e in quale occasione è avvenuto?
“Il mio debutto è avvenuto all’età di 14 anni a Città di Castello, con i ‘Ragazzi della supernova’. Si trattava di un gruppo di adolescenti che avevano messo in scena una commedia teatrale, dialettale, dal titolo: ‘Questa è la psicanalisi’. Il mio ruolo, in quella commedia degli equivoci, era quello del dottore”.

Quale esperienza professionale porta maggiormente nel cuore?
“Generalmente, porto nel cuore tutti i lavori a cui prendo parte. Credo che ogni esperienza sia arricchente e lasci, a suo modo, un segno. Posso Giordano_Petri_3.jpgdire, però, che dal punto di vista cinematografico mi sento molto legato al personaggio Isaak Bertolucci, nel film di Ilaria Paganelli del 2009 dal titolo: ‘Per Sofia’. Dal punto di vista teatrale, invece, ho un ricordo particolare per ‘La signora dalle camelie’ di Giancarlo Sepe, con Monica Guerritore, in cui ho vestito i panni di Armando”.

Il 2002 ha segnato il suo debutto cinematografico grazie al film ‘Pinocchio’, di Roberto Benigni: che ricordo ha di quella esperienza?
“Sì, il film ‘Pinocchio’ ha segnato il mio debutto al cinema e di quella esperienza ho un bellissimo ricordo. E’ stato girato a Terni, al centro multimediale ‘Papigno’ e alcune scene a Cinecittà. Quando la casting director mi scelse fu una grande emozione: non mi sembrava possibile poter lavorare al fianco di professionisti di grande calibro come Roberto Benigni e altri”.

Nonostante la sua giovane età, lei è considerato dagli esperti di settore e dalla critica un attore di grande talento. In più, ha lavorato con grandi nomi del cinema e del teatro: come ci si sente a lavorare con loro?
“Per me è stato ed è un piacere lavorare con professionisti del cinema e del teatro. Ci sono molti grandi artisti che stimo, che mi piacciono per la loro professionalità. Lavorare con loro significa essere stimolati a fare sempre di più e meglio, a dare valore, nel senso più nobile del termine, alla mia professione”.

Cosa pensa dell’arte della comunicativa intorno alla quale, soprattutto negli ultimi tempi, la critica cinematografica sta ponendo particolare attenzione?
“Per chi coltiva la passione del teatro e del cinema sarebbe un grave difetto sottovalutare l’arte della comunicativa. E’ la passione che ti spinge a comunicare, a immedesimarti nel ruolo, a essere credibile sul set. Penso che la critica faccia molto bene a soffermarsi sulla comunicativa. E’ giusto considerarla, a tutti gli effetti, una vera e propria arte”.

Che tipo di artista è? Come si autodefinisce?
“Mi definisco un artista in continuo divenire, alla continua ricerca della sublimazione di ciò che sta facendo: credo che l’inquietudine di un’artista sia il motore della sua arte”.

Lei è molto apprezzato dal pubblico ed è anche molto seguito sui social: che rapporto ha con i suoi fans?
“Sono sempre carico di gioia e mi sento nutrito da tanto affetto da parte del pubblico, che mi stima, mi segue, mi vuole bene. Ho un bellissimo rapporto con tutti i miei fans. Sono tante le persone che mi sono vicine sui social e nella vita reale, quotidianamente. Non mi stancherò mai di dedicare tempo e attenzioni al pubblico che mi segue, ormai, da 20 anni”.

Ci può dire qualcosa, o fornire qualche anticipazione su ‘Il paradiso delle signore’, fiction di successo di Raiuno?
“Ho fatto un provino, sono stato scelto e, devo dire, sono molto contento di far parte di questo bel cast. Da settembre inizieremo a girare e, da ottobre, saremo in scena. Avrò il ruolo di un tipo poco raccomandabile. Più di questo, però, non posso rivelare”.
    
Ci sono progetti cinematografici importanti in vista?
“A novembre uscirà nelle sale il film: ‘Credo in un solo padre’, per la regia di Luca Guardabascio. Si tratta di una pellicola ispirata a fatti realmente accaduti, di cui si parla nel romanzo scritto da Ferruccio Michele Tuozzo, dal titolo: ‘Senza far rumore’. La storia è un’importante denuncia sul femminicidio. In questo film ho lavorato con Massimo Bonetti, Anna Marcello e Flavio Bucci. La colonna sonora è di Francesco Baccini”.

Giordano Petri, attore
Nato a Città di Castello (Perugia) nel 1979, ha un curriculum vasto e di tutto rispetto. Dopo essersi formato presso il ‘Laboratorio Teatrale Ottobre’, diretto da Valeria Ciangottini, si è trasferito a Roma, dove si è diplomato alla ‘Scuola nazionale di cinema’, lavorando con numerosi maestri come Luca Ronconi, Tony Bertorelli, Leo Gullotta, Anna Galiena, Michael Margotta, Gisella Burinato. Grazie a molte performances teatrali e alla partecipazione a famose serie tv targate Rai e Mediaset come ‘Don Matteo’, ‘Sei forte maestro’, ‘Il sangue e la rosa’, ‘Carabinieri 5’, ‘Il Commissario Manara’, ‘ Roma2’, ‘Distretto di Polizia 10’ e con all'attivo un ruolo nel film ‘Pinocchio’ (2002) di Roberto Benigni, ha ottenuto una parte importante nel 2005 nel film ‘Ma l'amore... sì’, accanto ad Anna Maria Barbera, nel ruolo di Eros Gaggio. Il 2010 è stato l’anno di un ruolo da protagonista nella pellicola ‘Per Sofia’, presentata con successo, fuori concorso, al ‘66° Festival di Venezia’: una parte importante, che lo ha portato a vincere il ‘Premio Nino Manfredi’ come miglior attore emergente e una menzione speciale come migliore attore protagonista agli ‘Awards 2010 Sicilian Film Festival’ di Miami. Nel 2013 lo abbiamo visto sul grande schermo a fianco di Carmen Maura e Stefano Dionisi, come coprotagonista della pellicola diretta dal regista, Angelo Maresca: ‘La Madre’. Nel 2015 ha partecipato al progetto cinematografico ‘Francesca e le altre’ per la regia di Stefano Anselmi al fianco di Lina Sastri, nel ruolo di Antonio. Il suo percorso professionale è, oggi, in continua evoluzione e ascesa, grazie al suo talento e alle numerose note di apprezzamento provenienti da pubblico, addetti ai lavori e critica.

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NELLA FOTO: L'ATTORE, GIORDANO PETRI


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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