Torna in sala ‘Eyes Wide Shut’: un Kubrick visionario oppure una denuncia del deep state?
Torna la rubrica di analisi cinematografica 'I grandi maestri', dedicata questa volta al cineasta americano Stanley Kubrick. In particolare riguardo all’opera 'Eyes Wide Shut', da poco tornata in sala. Una coppia borghese americana che vive a New York, lui medico e lei casalinga che in precedenza dirigeva una galleria d'arte, vanno a un ricevimento in una villa di un’esponente di spicco dell’altissima borghesia. Da quella sera, la loro vita cambierà radicalmente. Circondate da sfarzose luminarie, nell’ampio salone a piano terra della lussuosa location, si snodano sinuose le coppie da ballo, ondeggiando lungamente: quando la coppia composta dal dottor William 'Bill' Harford/Tom Cruise e Alice Harfordruise/Nicole Kidman si 'separa' per godersi la serata, lei viene rapita dal magnate ungherese Milich/Rade Šerbedžija, un 'marpione' che vuole portarsela a letto, mentre lui si trova sedotto da due modelle prostitute. Sia Bill, sia Alice, ostentano sorrisi e una certa lentezza di riflessi nel rispondere alle domande, più sbigottiti che eccitati. Questa falsa scioltezza e il ballo come movimento autoconsolatorio viene bruscamente interrotto quando Bill sale con un 'figuro' - e non sarà l’ultimo - la lunga scala fino al piano sopra: dall’atmosfera luminosa e calda si passa in una stanza con un primo piano sul corpo nudo di una ragazza esanime. Il padrone di casa, Victor Zegel /Sydney Pollack è a sua volta a dorso nudo e smania perché la giovane donna rischia di morire per effetto di una droga. Ma Bill/Cruise la salverà e potrà ricevere dal riccone un favore.
Il pianis
ta e la discesa verso l’Ade
Dopo il salvataggio, Bill torna nella sala da ballo, dove incontra un suo collega di università, Nick Nightingale/Todd Field, che ha interrotto gli studi e fa il pianista in un locale. Durante questo primo incontro, Nick indossa un vestito elegante. Quando Bill – nel suo vagabondare per le strade dopo che Alice gli ha confessato di aver desiderato un altro - entrerà nel locale Sonata Jazz Club, Nick indosserà un abbigliamento normale e suonerà jazz: una musica calda e 'umana', ben diversa da quella inquietante della location misteriosa, dove sarà bendato e suonerà un canto liturgico bizantino, eseguito da sacerdoti rumeni, riprodotto al contrario per creare un senso di sacralità distorta e diabolica (il 'Masked Ball' composto da Jocelyn Pook, ndr). Nick confida a Bill di essere impegnato in un lavoro segreto, accennando a un luogo dove si accede solo con una parola d'ordine, indossando un abito da sera e una maschera: un semplice medico per accedere all’élite oscura dovrà affittare un costume e, appunto, una maschera, per fingersi altolocato. E dovrà calpestare la propria etica professionale, finendo nel retrobottega di un malfamato negozio, dove un padre sfrutta propria figlia minorenne.
Il luogo ameno e perversioni: non solo fatti privati, ma violazione dei diritti umani
Bill prende un taxi per raggiungere questo luogo ameno (gli esterni sono stati girati a Mentmore Towers nel Buckinghamshire, un'imponente dimora in stile neorinascimentale ex proprietà dei Rothschild, mentre gli interni, inclusa la sala dell'orgia, sono stati ricostruiti a Elveden Hall, nel Suffolk, ndr), dove l’eroe rischia l’ignoto. Sarà una prova dura e pericolosa per la propria vita. E, a causa dei suoi comportamenti, viene riconosciuto come estraneo, rischiando di essere scoperto e punito. Per salvarlo, si sacrifica una delle donne in maschera: il luogo ameno è un posto in cui la vita umana non conta, dove si può morire e scomparire. Tanto, come dice lo stesso Victor Zegel: “Nessuno sentirà la mancanza di una puttana”.
Sceneggiatura
Kubrick e lo sceneggiatore, Frederic Raphael, si sono limitati ad aggiungere due sequenze, rispetto al libro da cui è tratto il film. Se nel 1926, Arthur Schnitzler (1862-1931) aveva pubblicato il romanzo in questione con il titolo 'Traumnovelle', dove si metteva in scena una ricca e colta borghesia viennese in preda a facili costumi, in 'Eyes Wide Shut' il regista utilizza simboli esoterici come la stella nella sala da ballo, l’anello del Gran maestro delle orge, l’aquila reale e il nome in codice 'Rainbow' del negozio dove Bill affitta il costume, per alludere ai rituali massonici - spesso di ispirazione esoterico satanista - attribuiti alle élites del Deep State, americano e non. Le analisi di questo aspetto del film sono tuttora molteplici, complesse e in fase di evoluzione, poiché alcune testimonianze di collaboratori molto vicini al regista americano parlano di vere e proprie azioni di sabotaggio del film (uscito postumo, non ancora passato alla fase di montaggio, ndr) se non addirittura di "sparizioni di pellicola", che avrebbero modificato il finale dell’opera. Sono solo teorie complottiste? Cosa ci poteva essere così compromettente?
Scavalcamento di campo: come disorientare lo spettatore e svelare il nascosto
Nella sequenza della sala da ballo in casa di Victor Zegel, lo spettatore vede Alice Harfordruise/Kidman Kidman guardarsi intorno. Poi, la macchina da presa compie una rotazione sul proprio asse e passa a inquadrare lo sfondo con le luci (e la stella luminosa, ndr), ovvero ciò che Alice stava guardando, per poi 'virare' e posizionarsi alle sue spalle: solo grazie alla bravura del regista, si è evitato di confondere i piani di sguardo di Alice e non rendere 'inesatta' la posizione del magnate ungherese nel campo di ripresa. Questo virtuosismo rimanda sia sl senso di smarrimento del personaggio di lei, sia l’insinuarsi, apparendo 'in campo', del 'predatore' ungherese.
Altre sequenze e movimenti disorientanti
Quando Bill entra nella sala ovale della villa dove si svolge il rituale iniziatico, la macchina da presa lo segue con una carrellata laterale. Fino a 'utilizzare' la soggettiva di Bill, per ruotare la panoramica che sfocia in un’inquadratura opposta al punto di partenza: lo spettatore ha la sensazione che in Bill stia operando una sorta di dissociazione della realtà, sottolineando l’aspetto sconcertante e claustrofobico dell’ambiente. Quando poi la macchina da presa lascia il coro e il cerimoniere delle orge e sale verso le maschere (maschere veneziane, create da artigiani di Venezia appositamente per il film, ndr) che osservano Bill da una balconata, un lento movimento di push out (carrellata a uscire) diviene uno sguardo accusatorio, che allontana da quel luogo. Un luogo inarrivabile ai profani, che serve a occultare malefatte e delitti. Una "sciarada”, come dice in seguito Victor Zegel, oppure un macabro rituale?
Curiosità
Tutti gli esterni dei quartieri attraversati dal protagonista, e gli interni, sono stati ricostruiti in uno studio a Londra: ciò in quanto Kubrick ha tenuto i due attori, Cruise e la Kidman (a quei tempi marito e moglie) “sotto osservazione” per giorni e giorni, affinché le reazioni fossero il più possibile “spontanee”, con non poche crisi emotive da parte degli interpreti.

Titolo: Eyes Wide Shut
Regia: Stanley Kubrick
Soggetto: Arthur Schnitzler (autore del romanzo)
Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Frederic Raphael
Produttore: Stanley Kubrick
Produttore esecutivo: Jan Harlan
Casa di produzione: Warner Bros., Stanley Kubrick Productions, Pole Star, Hobby Films
Fotografia: Larry Smith
Montaggio: Nigel Galt
Musiche: Jocelyn Pook
Scenografia: Leslie Tomkins, Roy Walker
Costumi: Marit Allen, Timothy Everest
Trucco: Robert McCann
Cast e personaggi
Tom Cruise: dottor William 'Bill' Harford
Nicole Kidman: Alice Harford
Sydney Pollack: Victor Ziegler
Marie Richardson: Marion
Rade Šerbedžija: signor Milich
Todd Field: Nick Nightingale
Vinessa Shaw: Domino
Sky du Mont: Sandor Szavost
Fay Masterson: Sally
Leelee Sobieski: figlia di Milich
Thomas Gibson: professor Carl Thomas
Madison Eginton: Helena Harford
Jackie Sawiris: Roz
Leslie Lowe: Illona Ziegler
Michael Doven: segretario di Ziegler
Louise J. Taylor: Gayle
Stewart Thorndike: Nuala
Randall Paul: Harris
Julienne Davis: Amanda 'Mandy' Curran
Lisa Leone: Lisa
Kevin Connealy: Lou Nathanson
Mariana Hewett: Rosa
Togo Igawa: uomo giapponese #1
Eiji Kusuhara: uomo giapponese #2
Abigail Good: donna misteriosa
Alan Cumming: portiere dell'albergo
Leon Vitali: gerofante rosso
Peter Benson: violinista al ricevimento
Emilio D'Alessandro: edicolante