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23 Settembre 2018

La settima arte non parla italiano

di Liliana Manetti
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La settima arte non parla italiano

Alla 75esima mostra d’arte cinematografica di Venezia, la giuria presieduta da Guillermo Del Toro ha assegnato il primo premio al messicano Cuaron per ‘Roma’: non premiati i film italiani in quanto ennesimo segnale involutivo del nostro Paese

Alla 75esima edizione della mostra d’arte cinematografica di Venezia vince ‘Roma’ di Alfonso Cuaron. Il film, ultima fatica di Cuaron interpretato da Yalitza Aparicio, Marina de Tavira, Marco Graf, Daniela Demesa, Carlos Peralta e Nancy García, è stato prodotto da Netflix e lo stesso regista ha dichiarato di sentirsi “onorato per questa produzione”. Il lungometraggio, che dura 135 minuti, narra un anno turbolento della vita di una famiglia borghese degli anni ’70 del secolo scorso a Citta del Messico. Il tutto su uno sfondo sociale e politico decisamente delicato. Il Leone d’Argento, premio per la miglior regia, è stato assegnato a ‘The Sisters Brothers’ di Jacques Audiard: un western girato tra Spagna, Romania e Francia con protagonisti Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed. Questa pellicola è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello scrittore canadese Patrick de Witt. Nel corso della caccia all’oro in California, due fratelli accettano di uccidere un cercatore d’oro decisamente particolare, ma la missione si rivelerà più complicata del previsto. Il Leone d’Argento - Gran Premio della Giuria è andato, invece, a ‘The Favourite’ di Yorgos Lanthimos. Si tratta di un’opera connotata da un cast importante, con attori di grande calibro: Olivia Colman, Emma Stone, Rachel Weisz, Nicholas Hoult e Joe Alwyn. ‘La Favorita’ è ambientato nell’Inghilterra del 1700 e narra le vicende della fragile e instabile regina Anna nel corso della guerra contro la Francia e della lotta di due donne di corte per diventare la favorita della regina. La Coppa Volpi è andata a Olivia Colman, per la migliore interpretazione femminile. Il Premio speciale delle giuria è stato assegnato a ‘The Nightingale’ di Jennifer Kent. Un premio quasi politico: ‘The Nightingale’ è infatti un ‘revenge movie’ orientato sulla prospettiva femminile della protagonista Clare (Aisling Franciosi), che nel 1825, dopo che un tenente inglese l’ha stuprata e le ha ucciso il marito, con il figlio ancora neonato attraversa mezza Tasmania assieme a una guida aborigena per una sanguinosa vendetta. La Kent, durante la proiezione del film, è stata attaccata da insulti sessisti: “Vergogna, puttana, fai schifo”. L’urlo sessista e violento, proveniente dall’angolo centrale destro della ‘Sala Darsena’ alla fine della proiezione per la stampa, è stato percepito da centinaia di persone. Il riconoscimento è divenuto, così, inevitabile, per il valore politico del film, in questa turbolenta epoca del #Metoo. La pellicola è senza dubbio molto coraggiosa. Ed è divenuta l’occasione per rifletteJennifer_Kent.jpgre sull’evoluzione storica dell’identità femminile, ancora oggi sottoposta a pregiudizi arcaici. Il Premio ‘Marcello Mastroianni’ è stato vinto dal giovane attore emergente, Baykali Ganambarr, sempre per ‘The Nightingale’. Come forse era prevedibile, il Premio per la migliore sceneggiatura è stato riconosciuto ai mitici fratelli Coen, Joel ed Ethan, per ‘La ballata di Buster Scruggs’. Gli amatissimi autori del 'film-culto' degli anni ’90 del secolo scorso, ‘Mister Hula Op’ (The Hudsucker Proxy), sono oggi tra gli autori indubbiamente più originali e importanti del panorama internazionale. Questo loro secondo ‘western’ vede come protagonisti Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson, Tom Waits, Bill Heck, Zoe Kazan, Tyne Daly e Brendan Gleeson. Si tratta di una mini-serie ambientata nel vecchio west, in cui sei piccole storie s'intrecciano tra di loro: la vicenda di un cowboy canterino; quella di un inetto ladro di banche e di bestiame; le strampalate vicissitudini di uno show teatrale itinerante; il paradossale raggiro subito da un cercatore d'oro; una donna in viaggio con due guide; l’equipaggio di una diligenza stracolma di viaggiatori, tra impiccagioni e filoni d’oro. Durante la mostra, impossibile non notare i vari personaggi, più o meno noti, che hanno sfilato sulla passerella del Lido. Dopo i grandi nomi protagonisti dei primi giorni della kermesse, la rassegna si è affollata di artisti prettamente televisivi, o semplicemente noti per essere noti, con la sola eccezione dell’attrice teatrale Caroline Pagani, la nostra miglior inteprete 'shakespeariana' nonché superlativa drammaturga. Sara Sampaio sul 'red carpet' era la più elegante: niente eccessi né volgarità, ma un bellissimo abito color ecrù firmato Armani Privè. Carolina Crescentini, senza troppo clamore, ha incantato il Lido con un abito giallo senape (colore di tendenza, in quest’estate 2018) firmato Vivienne Westwood, abbinati a sandali neri con il tacco d’orato di Ferragamo e i capelli raccolti in uno chignon. Naomi Watts, giurata d’eccezione, enigmatica e affascinante benché alla soglia dei 50 anni, non ha sbagliato un colpo: dal tubino nero di ‘paillettes’ firmato Michael Kors, al ‘total look’ Prada delle serate successive, fino al bellissimo abito con farfalla, sfoggiato il sabato sera in occasione della cerimonia di premiazione. Dakota Johnson, nota per il suo ruolo di Anastasia Steele nella trilogia di ‘Cinquanta sfumature’, sta conquistando sempre più la scena e si è meritata un premio speciale. Per il suo primo 'red carpet' a Venezia, ha sfoggiato un 'look' molto sofisticato, con un abito rosso pompeiano (la parola d’ordine per tutto il cast del film che si è presentato sulla passerella con il regista) firmato Valentino Couture, tipo Direttorio. E poi Lady Gaga: è stata lei la vera regina di questa mostra, protagonista di ‘A star is born’, la pellicola che ha segnato l’esordio di Bradley Cooper alla regia. Sul tappeto rosso ha sfoggiato un incredibile abito ‘Haute Couture’ firmato Valentino, completamente fatto di piume rosa. Alcuni look sono stati decisamente ‘bocciati’, ma le emozioni e i colori del 'red carpet' sono sempre tanti e molto forti. E sempre di grande ‘grido’. Come di grande stile sono risultate quasi tutte le pellicole in gara: anche se alcune non sono state premiate, erano in ogni caso tutte opere di altissimo livello e ricercatezza. Speriamo che, nella prossima mostra cinematografica di Venezia, vengano ripresi in considerazione e premiate anche le opere italiane, che quest’anno hanno decisamente sofferto. Sarebbe il caso di farci tutti quanti una domanda e di darci, finalmente una risposta. Sincera, possibilmente.
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NELLA FOTO: I FRATELLI COEN PRESENTANO ALLA STAMPA 'LA BALLATA DI BUSTER SCRUGGS'


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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