Attualmente ancora in sala e in arrivo prossimamente in home video, ‘The Drama’ è il quarto lungometraggio del norvegese Kristoffer Borgli: una ‘rom-com’ di cui lui ne stravolge velocemente gli stilemi trasformandola in un dramedy psicologico intriso di humor nero
Emma e Charlie si conoscono in un locale in un modo particolare e insolito: lui la vede, ne resta colpito e inizia ad 'attaccar bottone', parlando di un libro che lei sta leggendo. Senza rendersi conto che lei non sente nulla, perché ascolta musica da un orecchio ed è sorda dall’altro. Nonostante questo (primo) passo falso, i due s’innamorano e dopo poco tempo decidono di sposarsi. Entrambi scrivono i rispettivi discorsi nuziali e, tra un preparativo e l’altro, vanno anche alla cena di prova con una coppia di amici, nel lussuoso ristorante che hanno scelto per la cerimonia. Proprio in quell’occasione, una serie di circostanze scatenano qualcosa di inaspettato e impensabile…
“Il nostro amore è una catastrofe annunciata”, si potrebbe dire (citando una canzone pop italiana del momento, ndr) in riferimento ai due protagonisti. E, in effetti, 'The Drama' è un 'wedding movie' dalle inclinazioni catastrofiche. Un film che smonta il mito del matrimonio e del suo “per sempre Sì" (altro brano musicale del momento, ndr), con una decostruzione volta a demolirlo. Un’analisi sulle relazioni sentimentali e su “segreti e bugie” che possono minarne gli equilibri. Perché, in fondo, ogni persona può avere qualcosa di nascosto o di non detto e, probabilmente, nessuno di noi può conoscere al 100% la persona che sceglie per la vita o “finché morte non ci separi”.
Come in ogni (apparente) 'wedding movie' che si rispetti, anche questa pellicola racconta tutte le fasi preparatorie che precedono le nozze, ma il tocco crudo e surreale tipico di Borgli fa la differenza. Il regista di 'Sick of Myself' e del meno riuscito 'Dream scenario' inserisce, infatti, una componente sanguinolenta – al limite dello splatter – in un contesto tradizionalmente 'zuccheroso', fatto di confetti e bomboniere. E non c’è da meravigliarsene, considerando che, tra i produttori della pellicola, c’è anche Ari Aster, sempre pronto ad esaltare gli aspetti orrorifici, oscuri e, persino, violenti delle sue opere.
'The Drama' può essere inserito nel filone a cui appartiene ('L’amore bugiardo – Gone Girl', 2014) non tanto per una questione di genere – anche perché il film di David Fincher è un thriller a tutto tondo – ma per il similare cinismo applicato allo studio narrativo dei matrimoni tossici e (auto)distruttivi. Allo stesso tempo, però, pure l’italiano 'Perfetti sconosciuti' ha molto a che spartire con la pellicola di Borgli. Per mezzo di un gioco crudele – il cui meccanismo è confessare un’azione orribile compiuta nel proprio passato e mai raccontata – i due futuri sposi non sono più così sicuri di voler giungere insieme all’altare. Gli 'scheletri' escono spaventosamente dagli armadi della memoria e qualcosa di pericoloso incombe, mettendo a repentaglio l’unione, a prima vista idilliaca, tra Emma e Charlie. Con questa trovata di sceneggiatura, parte un meccanismo di disvelamento molto vicino a quello della suddetta commedia di Paolo Genovese, nella quale gli 'altarini' dei personaggi venivano allo scoperto grazie ai telefoni cellulari di ognuno di loro. Con un ritmo sempre incalzante e una citazione diretta a Sigmund Freud, il regista ci porta a scoprire quei momenti legati all’infanzia e all’adolescenza dei protagonisti: traumi rimossi o situazioni del vissuto interiore che non avrebbero mai voluto condividere apertamente, con sfumature psicoanalitiche che aggiungono spessore e complessità al plot.
I due
ruoli principali sono affidati al duo di star formato da Zendaya e Robert Pattinson. Se, da un lato, entrambi si confermano interpreti convincenti e dal talento attoriale sempre più maturo, dall’altro la non protagonista, Alana Haim, riesce, in più occasioni, a rubare loro la scena, offrendo un’ottima performance nei panni della damigella d’onore della futura sposa. Degna di nota, infine, è anche la colonna sonora di Daniel Pemberton, che sottolinea, musicalmente, il crescendo di tensione tra Emma e Charlie.
Il culmine di 'The Drama' coincide con la cerimonia nuziale, ricca di sorprese e imprevisti. Il finale metaforico – una sorta di 'after-party' a base di hamburger – si fa avvertimento: meglio evitare di togliere i coperchi da certi vasi, perché “se l’occhio non vede e l’orecchio non sente, il cuore non duole”, sembra dirci Borgli. Per di più, ogni cosa intorno a noi è sottoposta a una percezione soggettiva: siamo sempre sicuri di quello che vediamo e sentiamo? La realtà è sempre come crediamo che sia? Certo che no. Anche perché, a volte, la mente mente.
