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23 Ottobre 2019

L’avvocato del diavolo

di Vittorio Lussana
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L’avvocato del diavolo

Il direttore di Rai 4, Carlo Freccero, eviti di difendere l’indifendibile e liberi la Rai dalla montagna di raccomandati che giustificano le proteste irrazionali e scomposte di una buona parte del popolo italiano

Sono rimasto alquanto dispiaciuto nel dover ascoltare di recente il direttore di Rai 4, Carlo Freccero, ospite della trasmissione ‘Otto e mezzo’ condotta da Lilli Gruber, il quale ha tentato di inerpicarsi in una difesa da ‘arrampicamento sugli specchi’ nei confronti dei parlamentari del Movimento 5 stelle, accusati assai fondatamente di “fascismo inconsapevole” dal professor Corrado Augias. Noi stimiamo molto il dottor Freccero: i canali televisivi da lui diretti sono innervati da una ricerca e da uno sperimentalismo di generi e produzioni d’avanguardia, sempre attente al mutevole panorama cinematografico, televisivo e della comunicazione internazionale. E’ un uomo dalla mente aperta, a cui vogliamo bene come a un autentico ‘guru’. Eppure, questa volta ho avuto il sincero sospetto che egli si sia ritrovato costretto a svolgere un ruolo da ‘avvocato del diavolo’ non essendo disponibile alcun esponente del M5S in grado di ‘reggere’ il confronto con un professionista del livello di Augias. È stato un dibattito inutile, alla fine, quello tenutosi dalla Gruber. Tant’è che lo stesso Augias, nel momento in cui Freccero ha finalmente recuperato tutto il proprio gap riflessivo in merito agli argomenti espressi nel corso della trasmissione, ha dovuto concludere il proprio intervento con la constatazione: “Ecco, da questo punto in poi potremmo finalmente sviluppare un dibattito…”. Fino a quel momento, infatti, non si era capito bene se Freccero abbia voluto incaricarsi di ‘ammorbidire’ le ire furiose dell’intero establishment nazionale nei confronti dei ‘pentastellati’ pur di contraccambiare un favore alla Gruber, oppure perché qualcuno dovesse pur svolgere questo ruolo. In ogni caso, invitiamo vivamente il direttore di Rai 4, da noi amatissimo e “col passaporto in regola”, ad andare sui siti di Camera e Senato, al fine di controllare i disegni di legge prodotti sin qui dai parlamentari del M5S. Li legga, per favore. E mi dica cosa ci trova di così originale e innovativo, di peculiare e competente. A cominciare dalla richiesta di un reddito di cittadinanza che manderebbe in totale squilibrio, nel medio periodo, le già dissestate casse dello Stato. Si prega, altresì, il direttore Freccero di farsi dare al più presto questa ‘cavolo’ di presidenza della Rai e di rimettere in piedi un’azienda che, ogni sera, propone agli italiani un ‘piattume’ piccolo borghese alienante e a dir poco vergognoso. Questo è il suo precipuo compito, che siamo disposti a sostenere con autentiche ovazioni e attestati di simpatia, ‘patenti’ e “passaporti” compresi. Si prendesse la Rai, per favore. E cominciasse a buttar fuori dall’azienda quell’enorme montagna di raccomandati che hanno finito col giustificare tutti i miasmi più protestatari e irrazionalisti ‘saltati fuori’ in questi ultimi vent’anni. Lasci ad altri la difesa dei ‘grillini’, i quali non sono difendibili nemmeno tatticamente, essendo caduti ‘con tutte le scarpe’ nella consueta ‘trappola’ delle accuse di giacobinismo e utopismo, oltreché di ignoranza, maleducazione, violazione del codice penale. Fare di tutta un’erba un ‘fascio’ è un errore grossolano, addirittura ‘madornale’ in politica, grosso come una casa santiddio! Così come risulta grave definire il quotidiano ‘la Repubblica’: “Lo spirito santo del Partito democratico”. Un giudizio che tende a svilire il ruolo di colleghi che, pur rimanendo acerrimi nemici, di certo non hanno mai dimostrato, al contrario di altri ‘elefantini’, di voler incarnare la linea culturale di un Partito politico ben definito. Mauro, Augias, De Marchis e tutti gli altri sono giornalisti in ottima fede nella loro speranza di veder realizzata una sinistra riformista di Governo, moderna ed europea. E di certo non sono dei politici “centristi”. Se il direttore Freccero conosce poco le problematiche concernenti la crisi delle socialdemocrazie occidentali e l’enorme dibattito attraverso il quale esse stanno cercando di riemergere, al fine di contrastare le torbidi paludi del qualunquismo più esasperato e privo di scrupoli, allora eviti, per carità di Patria, giudizi spericolati di “centrismo” nei confronti di chicchessìa. Anche perché, il cosiddetto ‘centro politico’, in Italia e nel resto del mondo, non è mai stato rappresentato dalle pulsioni ‘maritainiane’ di incontro con i ‘diversi’ - le quali provengono, invece, dal campo del tradizionalismo popolar conservatore - bensì dai movimenti democratici laici e liberaldemocratici. Se si vuol parlare di cultura politica, questi sono i criteri minimi di base per trattare argomenti di tal genere e tipo, evitando ogni confusionario ‘minestrone’. A noi il ‘minestrone’ non piace, caro Freccero. Lo abbiamo già detto e ripetuto tante volte: a furia di ‘minestroni’ si finisce con lo scatenare la ‘colite cronica’ a tutto un Paese. Ovvero, quanto regolarmente accaduto in questi ultimi 20 anni.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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