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24 Gennaio 2022

Il ritorno di Postalmarket: un classico esempio di quell'Italia intelligente che non si arrende mai

di Arianna De Simone
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Il ritorno di Postalmarket: un classico esempio di quell'Italia intelligente che non si arrende mai

Il catalogo più amato dagli italiani riprende vita on line grazie a ‘Storeden’, una tech company veneta entrata nella società annunciando un nuovo piano di sviluppo

La pandemia da Covid 19 ci ha fatto ripiombare indietro di 40 anni. Ma questo ‘salto all’indietro’ non è del tutto negativo. Soprattutto, sul fronte dei consumi per corrispondenza e a basso costo. Il ritorno di Postalmarket è un classico esempio di un'Italia disposta a ripercorrere, in forme più moderne e adatte ai tempi, il proprio cammino per tornare grande. I più giovani tra di noi sappiano che Postalmarket era il catalogo commerciale più amato dagli italiani: una vera e propria icona degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso. Un poderoso volume di offerte: un emporio che consentiva anche alle famiglie più povere di poter accedere a un abbigliamento elegante, al passo con la moda e con i tempi che cambiavano. In un certo senso, fu proprio Postalmarket che stimolò la fase successiva: quella delle grandi firme e della moda italiana imperatrice del mondo. Postalmarket è ancora vivo nella memoria degli italiani, che lo ricordano con grande affetto. E, nel pieno dell’emergenza Covid, mentre esplodono le vendite e-commerce a livello mondiale, l’idea di riproporlo in forma più moderna ha preso corpo, per far ‘ripartire’ l’Italia. Il marchio e i brevetti di Postalmarket sono, oggi, di proprietà della ‘Postalmarket srl’, grazie alla caparbietà di un imprenditore friulano, Stefano Bortolussi, che è riuscito ad aggiudicarsi i ‘marchi’. Poi, a fine maggio di quest’anno, ‘Storeden’, una 'tech company' veneta che, stando a un report della Casaleggio associati, detiene il 4% del mercato e-commerce, ha deciso di tornare a scommettere su Postalmarket. Un catalogo che arrivava due volte l’anno nella cassetta postale di milioni di persone, distribuito capillarmente in tutto il Paese, anche nelle sue località più piccole. Una ‘Bibbia’ del consumismo più feticista e compulsivo: settecento pagine di desideri, che andavano dall’intimo più ammiccante, chePostalmarket_2.jpg aveva creato un popolo di ‘fans’ sia tra le donne, sia tra gli adolescenti, fino alle ultime innovazioni tecnologiche. Il sogno dei prodotti impossibili da raggiungere, quelli che non si trovavano nel negozio sotto casa, si materializzava con il suono di un campanello. Il postino consegnava il pacco della Postalmarket e, ogni giorno, sembrava Natale. L'azienda Postalmarket gestiva oltre 45 mila spedizioni al giorno, ancor prima che internet entrasse nelle nostre case. L’idea della vendita per corrispondenza era nata nel 1959 da un’intuizione di Anna Bonomi Bolchini: diecimila copie diffuse in edicola e centinaia di oggetti in vendita “soddisfatti o rimborsati”. Tale fu il suo successo che, nel 1976, l’azienda dovette trasferirsi in una nuova sede di 37 mila metri quadrati a San Bovio di Peschiera Borromeo, nella ‘cintura’ milanese. Il numero di lavoratori era giunto a 1.600 occupati. Ancora nel 1987, la Postalmarket fatturava 385 miliardi di lire e le sue spedizioni viaggiavano attorno a un milione e 250 mila l’anno, con 'picchi' di 45 mila al giorno. A fare da traino, ovviamente, l’abbigliamento femminile: Krizia, Fendi, Biagiotti, Enrico Coveri e Valentino realizzavano capi pensati appositamente per Postalmarket. E le attrici in copertina erano le ‘belle’ del momento: Ornella Muti, Romina Power, Carla Bruni, Cindy Crawford e Claudia Schiffer, tanto per citarne alcune. “Noi vogliamo creare il più grande portale del Made in Italy”, ha affermato il Ceo di Storeden, il manager Francesco D’Avella, “e in Postalmarket si potranno trovare brand affermati, ma anche quelli emergenti: l’importante è che i prodotti siano rigorosamente ‘Made in Italy’ e che la loro selezione si potrà acquistare in tutta Italia. Tuttavia, in un prossimo futuro”, ha specificato D’Avella, “proveremo a inserirci anche all’estero: Germania, Francia e Spagna, ma anche sui mercati di altri altri continenti, come America e Asia. Siamo convinti che questa sia una delle storie più belle del mercato innovativo italiano”, conclude il fondatore di ‘Storeden’, “e che il ‘Made in Italy’ sia un brand molto forte, di cui tutti andiamo fieri. A causa delle imitazioni, il nostro Paese sta perdendo miliardi di euro: ben venga, dunque, un grande portale che certifica la nostra qualità”.

Storeden
'Storeden' è una grande piattaforma dell’e-commerce nata a Villorba, in provincia di Treviso, che ha rivoluzionato il commercio elettronico: è l’unica a dare la possibilità di realizzare un e-commerce personalizzato in ‘cloud’, sincronizzato con i migliori marketplace, da Amazon a Ebay, passando per Facebook e Instagram. Una realtà che si è sviluppata in tutta Italia grazie a una rete di oltre 190 ‘agenzie web’, che propongono la piattaforma come soluzione contro la crisi dei consumi all’ingrosso. Le stime di traffico sono imponenti: più di 1,5 milioni di italiani visitano il loro sistema mensilmente. Senza neppure saperlo, poiché vedono sul loro telefonino l’e-shop del loro negozio di fiducia. I negozi virtuali di ‘Storeden’ sono tra i più visitati in Italia, con un ‘market share’ del 4%, secondo il report e-commerce della Casaleggio Associati. Ogni secondo, oltre 500 persone navigano all’interno dei codici del suo sistema, guardando prodotti, seguendo aziende e facendo acquisti. Per ulteriori informazioni e contatti: www.storeden.com


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