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24 Gennaio 2022

La tavola rotonda della canapa

di Marcello Valeri
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La tavola rotonda della canapa

Produttori e istituzioni seduti insieme per la regolamentazione, il miglioramento dei processi produttivi e delle risorse finanziarie di una coltura che manifesta una sensibile crescita in tutta Europa e nel mondo

Giovedì 4 febbraio 2021, presso il Mipaaf (ministero delle Politiche agricole e forestali), il sottosegretario di Stato del Movimento 5 Stelle, Giuseppe L'Abbate, insieme ai partecipanti al ‘Tavolo di filiera’ della canapa industriale, ha ufficialmente dato inizio ai lavori di consultazione e monitoraggio sulla canapicoltura. Istituito il 17 dicembre scorso presso il ministero delle Politiche agricole, il Tavolo porta in sede istituzionale la cannabis industriale e darà pieno avvio a un percorso di pianificazione per il rilancio del settore e, magari, costituirà un mezzo importante per arrivare alla tanto auspicata regolamentazione del comparto, che numerosi produttori richiedono da anni. Istanze osteggiate da ignoranze di corridoio e dall’opportunismo politico da chi fa del cattivo consenso la sua unica programmazione politica. Una realtà resa spesso mistificata, che narra i ‘canapai’ e le attività commerciali dei derivati della canapa (tessuti, materassi, borse, vestiti, cosmetici, infiorescenze, pasta, eco-mattoni e altro) alla stessa stregua dei ‘cannaroli’ (produttori o consumatori di spinelli, ndr). Si tratta, invece, di famiglie e imprenditori mossi dalla passione e dal legame con il territorio, più che dalle possibilità di guadagno. Persone che hanno investito in imprese moderne e tecnologicamente avanzate e che, a causa della mancanza di regole certe - e nonostante l’evidente crescita della domanda di prodotti - non riescono a sviluppare appieno il potenziale di una coltura, quella della canapa, che vede l'Italia, con poco più di 4 mila ettari coltivati (dati del 2018), come la seconda produttrice in Europa, dopo la Francia, che domina la produzione comunitaria con 17.900 ettari di canapa industriale. In confronto al 1993, il monte complessivo di crescita europea è del 614%, con oltre 50 mila ettari messi a coltivazione. Dopo la prudenza manCannabis_1.jpgifestata lo scorso ottobre dalla ministra Teresa Bellanova che, intervenendo a ‘Futura’, la scuola di formazione politica di Italia Viva, aveva dichiarato di aver dato mandato ai tecnici del ministero di predisporre la redazione di un dossier, perché voleva “avere chiaro il quadro della canapa industriale”, grazie al lungo lavoro di concerto portato avanti dal sottosegretario delegato, Giuseppe L'Abbate, il 21 dicembre scorso la titolare del ministero delle Politiche agricole ha decretato l’istituzione del Tavolo di concertazione. "Diamo avvio al confronto nel settore”, ha dichiarato il sottosegretario L’Abbate, “per pianificare le scelte future per rilanciare e sostenere le produzioni nazionali di canapa e rafforzare le politiche di filiera. Il comparto potrà contare, inoltre, su parte dei 10 milioni di euro che abbiamo stanziato nell'ultima Legge di bilancio. Sarà importante fare scelte condivise e ben calibrate”, ha sottolineato L'Abbate, “affinché si possano dare concrete opportunità per il futuro del settore".
“Parliamo”, commenta in una nota la Copagri, “di una coltura che vanta una tradizione secolare nel nostro Paese, il quale fino alla metà del Novecento, era il maggior produttore comunitario e il secondo a livello mondiale di canapa e che, al momento, conta circa quattromila ettari coltivati: una cifra che nell’Ue è inferiore solo alla superficie coltivata dalla Francia, con quasi diciottomila ettari”, ha fatto notare la Confederazione, ricordando che “nei fiori di canapa sono presenti elementi non stupefacenti di notevole rilevanza per i nuovi mercati della bioeconomia, quali le produzioni alimentari, la nutraceutica, la biocosmetica, la bioedilizia, le bioplastiche e il biotessile”.
La Cia - Agricoltori italiani, per parte sua, auspica che “l’insediamento del Tavolo di filiera della canapa industriale, sollecitato da tempo, dia pieno avvio a un percorso di pianificazione, snella e puntuale, per il rilancio del settore, anche grazie all’operatività di un Tavolo dedicato. A livello nazionale, ma anche europeo, ci sono margini importanti per dare impulso al settore, particolarmente performante e green”.
“Il Tavolo dovrà inoltre servire a dipanare le tante incertezze normative che gravitano sul comparto, colmando il vuoto legato all’applicazione della Legge n. 242/2016 per la promozione della filiera della canapa, così da permettere agli agricoltori di operare nella piena legalità e nella tutela della salute dei consumatori attraverso la certificazione e la tracciabilità delle produzioni”, conclude la Copagri.
"Oggi poniamo le basi per rilanciare e sostenere le produzioni nazionali di canapa, una pianta nelle cui potenzialità crediamo molto”, ha aggiunto L'Abbate, auspicando “un confronto attivo e proficuo con i protagonisti della filiera. Ci poniamo l'obiettivo di approvare un piano di sviluppo del settore affinché si evidenzino i fabbisogni e le necessità del comparto, così da intervenire con finanziamenti adeguati, in grado di farne crescere la produzione, vista la molteplicità di finalità di utilizzo di questa pianta". Il Tavolo vede la partecipazione dei rappresentanti ministeriali dei dicasteri di Interno, Salute, Sviluppo economico e Ambiente, dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dell'Arma dei Carabinieri per la Difesa, oltre ai tre dipartimenti del Mipaaf e agli enti vigilati Crea, Ismea e Agea. In rappresentanza delle Regioni, ci sono: la Puglia, il Friuli Venezia-Giulia, il Piemonte, l’Umbria e il Veneto. Per quanto riguarda il mondo produttivo, esso risulterà rappresentato dall’Anpa (Associazione nazionale produttori agricoli), dalla Confederazione italiana degli agricoltori, da Coldiretti, da Confagricoltura, dall’Uci (Unione coltivatori italiani) e dalla stessa Copagri (Confederazione dei produttori agricoli). Al Tavolo di concertazione è prevista, inoltre, la presenza di quattro cooperative agricole assolutamente centrali, quali Legacoop, Ue Coop, Unicoop e Unci (Unione nazionale cooperative italiane) e sei organizzazioni di rappresentanza nazionale, quali Assosementi, Confeuro, Union Alimentari-Confapi, Cai (Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani), Federdistribuzione, ‘Meritocrazia Italia’, oltre a sei associazioni di settore della canapa quali: Lacanapaciunisce, Resilienza Italia Onlus, Canapa Sativa Italia, Sardinia Cannabis, Sativa Molise e Fippo (Federazione italiana oroduttori piante officinali). Non manca il mondo scientifico, con la presenza delle rappresentanze delle Università ‘La Sapienza’ di Roma e quelle di Modena e Reggio Emilia. I componenti del Tavolo dureranno in carica 3 anni. Noi che siamo ottimisti, noi che vediamo girare in tv gli spot dei prodotti di bellezza alla canapa, con il marchio di un noto gruppo francese, siamo convinti che i tempi siano oramai maturi per 'sdoganare' certi pregiudizi sulla canapa industriale. E auspichiamo che le linee di indirizzo del Tavolo saranno inclusive degli interessi e della promozione degli enti di ricerca, nonché di tutte quelle realtà, produttive e commerciali, che in questi anni hanno reinventato, con ingegno e fatica, la coltura della canapa. E che continuano a stringere i denti, nonostante tutto.

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Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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