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25 Settembre 2017

L’ombrellone in ‘multiproprietà’

di Gaetano Massimo Macrì
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L’ombrellone in ‘multiproprietà’

Forte calo dei bagnanti, prezzi fermi e offerte che non fanno miracoli, così per risparmiare cabina e ombra spesso si condividono: ecco quanto si spende per un posto al sole sulle spiagge italiane

Estate nera, dicono i dati. Una delle stagioni peggiori di sempre, tanto che molti gestori degli stabilimenti balneari, nel tentativo di salvare il salvabile, propongono tariffe agevolate: sconti a clienti fedeli o a chi, come è d’uso nelle palestre, ‘porta’ un amico, un nuovo potenziale cliente. Qualcuno addirittura, rompendo un antico tabù, offre l’ombrellone per mezza giornata, si paga a tempo, in pratica. La crisi c’è, purtroppo e si vede. Oltre 4 milioni di italiani resterà a . Non si può spendere come prima, logico pensare che si debba andare incontro alle necessità dei bagnanti. L’ultima trovata riguarda l’ombrellone ‘condiviso’: l’ombra diventa così una sorta di servizio condominiale, da con-dividere con tutti, a turno, si intende. I prezzi sono sostanzialmente fermi al 2012, ma nonostante le varie offerte, i bagni stentano a riempirsi come un tempo. Si va, probabilmente, alla ricerca dell’affare che non c’è, quindi si spende solo a botta sicura, dove e se conviene, dopo attenti giri di consultazioni. Abbiamo controllato i prezzi lungo le spiagge italiane, considerando, come situazione tipo, salvo specificazioni, quella di un ombrellone per un giorno, più due lettini o due sdraio, in prima fila. In pratica si tratta del prezzo più alto che una coppia potrebbe spendere in una giornata. Va da sè che aumentando il numero di persone, spostandosi di fila o affittando lo spazio per un periodo più lungo, il costo diminuisce. Ecco il quadro che ne è venuto fuori.
La riviera adriatica offre ancora spiagge bene organizzate e tra le più economiche. Il prezzo giornaliero, in bassa stagione, si aggira intorno ai 20€, che possono scendere a 17 se si ‘scala’ di fila. Con l’alta stagione la quota da versare può salire fino ai 24€. L’offerta romagnola non trascura poi quel ‘turismo sociale’ fatto di anziani, soggetto anch’esso alla crisi: il prezzo a persona, per gruppi di 10, in questo periodo di alta stagionalità si attesta sui 5€.
Anche la modaiola e cara Versilia non è esente dalla crisi. Le prenotazioni per la stagione stanno andando a rilento e il calo previsto del 20% de ‘Il Principino’, storica location del lungomare, la dice lunga sull’andazzo di questa estate. Per chi avesse voglia di un giorno in spiaggia da quelle parti, il prezzo è quasi ovunque lo stesso, standardizzato sui 20€, in pochi casi sale, fino a raggiungere il picco dei 38€. La politica dello stop dei prezzi, seguita dalla maggior parte dei gestori, consente, per esempio, di poter usufruire di  ombrellone e due sdraio per luglio e agosto  alla cifra di 820€ (1200€ con cabina) questa l’offerta più bassa riscontrata presso lo stabilimento Bianchi. Il comune di Pietrasanta, poi, ha messo a disposizione gratis gli ombrelloni per le associazioni che operano nel volontariato. 
L’organizzatissima Lignano, in provincia di Udine, per celebrare i 110 anni dei suoi bagni, ha inaugurato la stagione regalando ai bagnanti lezioni gratuite in varie discipline ‘estive’: dal windsurf, al canottaggio, passando per il beach tennis. E, sempre nel tentativo di scongiurare la crisi, per l’occasione l’amministrazione ha esteso l’invito ai rappresentanti della vicina Austria, per la serie: ‘più siamo, meglio è’. Ma veniamo ai prezzi: sembrano più abbordabili a Sabbiadoro, dove in bassa stagione si può pagare anche 14€ e, in alta, 17,60€, mentre nella vicinissima Pineta il costo si aggira in media, per giugno e settembre, sui 17,70€ e 25€ a luglio e agosto.
Scendendo verso sud, troviamo i lidi vicini alla Capitale: Ostia e Fregene su tutti, ma senza dimenticare Sabaudia e Sperlonga. Sono 1200 gli stabilimenti balneari del Lazio e anche in questo caso la stagione sta mostrando segnali negativi che in molti cercano di esorcizzare con alcune offerte. L’idea della multiproprietà a Ostia è applicata anche alle cabine, per esempio, non solo agli ombrelloni, garantendo fino al 30% del risparmio sul prezzo originario. Un segnale chiaro della frequenza con cui ormai ci si reca al mare, al Nord come al Centro, cioè  a ‘singhiozzo’: chi può solo la mattina, chi preferisce il primo pomeriggio e chi soltanto al sabato o alla domenica. Giusto dunque livellare i prezzi, organizzandoli per fasce orarie e giorni. Un’ulteriore novità riguarda il pagamento a rate: per venire incontro alle esigenze dei vacanzieri, dopo un piccolo anticipo, il resto lo si può pagare comodamente da casa. E i prezzi? Più bassi di quelli visti finora. Bisogna però anche precisare che le spiagge di cui abbiamo parlato prima sono tutte iper organizzate e dotate di mille confort rispetto a quelle del litorale laziale. In ogni caso, a Ostia la spesa per un ombrellone per due si aggira in media intorno ai 16€ nel feriale e sale di un paio di euro nel fine settimana. La divisione infatti, più che tra alta e bassa stagione, è fra giorni feriali e weekend. I romani danno l’assalto alle spiagge solitamente nelle giornate di sabato e domenica. Quasi sempre, comunque, i lidi offrono prezzi scontati del 40% nel pomeriggio. A Fregene sta andando la formula del ‘prima arrivi meno paghi’: uno o due euro per i primi venti bagnanti.
In Sardegna si spende decisamente di più. Si può pagare anche fino a 25€ in bassa stagione, ma non mancano i ribassi e il prezzo può scendere al di sotto dei 19€, che diventano 12 per mezza giornata. Qualcuno più intraprendente ha lanciato la super promozione: ombrellone e un lettino, dopo le 14 a soli 6€. Davvero conveniente. 
Ad Alghero, a luglio e agosto, potrebbero bastare anche 15€, se ci si accontentasse di file arretrate. Un posto in pole position, invece, potrebbe toccare il limite di 35€. Qualcun altro, invece, ha livellato i prezzi: tutto a 20€, dalla prima a all’ultima fila.
In Puglia, in zone turisticamente meno appetibili, adesso si può anche pagare 18€, il doppio della bassa stagione. Spostandosi in luoghi più noti, vedi Santa Maria di Leuca o Gallipoli,  il prezzo sale a 25€, ma già se ci si accontenta di una terza fila, possono bastarne 15. Nella settimana di ferragosto si assiste a una impennata esagerata dei prezzi che raggiungono quota 45€.
La Sicilia mantiene ancora prezzi contenuti che variano tra i 15 e i 18€, salvo eccezioni. C’è però da dire che il canone per la concessione degli spazi demaniali pagato dai gestori è stato tenuto basso, ben al di sotto della media nazionale. Si spera che con gli imminenti rincari i prezzi in spiaggia non subiscano un aumento.

Le voci dal settore
Se da un lato è vero che già da inizio stagione il settore sta pagando un pesante scotto per la crisi, è altrettanto vero che i tentativi per contrastarla non sono mai stati così massicci. Tuttavia, nonostante i vari pacchetti di offerta per differenti situazioni, il SIB (Sindacato Italiano Balneari) ha diffuso alcuni dati secondo i quali a maggio e giugno il calo sulle spiagge sarebbe stato del 40%, complice anche il maltempo. 
Ma se il problema è il potere di acquisto dei clienti, perché non abbassare di più i prezzi? Lo ha fatto con  successo uno stabilimento di Fregene, che con 9 euro ha offerto ombrellone, due lettini e parcheggio. Ma sul ribasso dei prezzi Andrea Cauli, capo ufficio stampa del SIB ha espresso non poche perplessità spiegandoci che “anche troppo stanno facendogli stabilimenti balneari, con questi pacchetti offerta. Sicuramente oltre la crisi, si sta pagando il maltempo. E non è che i prezzi si possono ribassare cosi come si vuole. Ci sono delle regole. Oltre le quali si può anche rischiare la concorrenza sleale. Oltretutto, bisogna considerare che “la qualità dell’offerta non è sempre la stessa”
Insomma, un lettino non è identico a un altro, per dirla in spiccioli. “Il mare si”, sostiene sempre Cauli. Può cambiare il lido, ma l’acqua è la stessa.
Ci pare scontata, allora, la reazione di molti bagnanti, di fronte alle offerte, per carità, numerose, ma forse ancora insufficienti a colmare la ridotta capacità di spesa degli italiani: spiaggia libera. 


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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