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19 Aprile 2019

Home restaurant: indovina chi viene a cena?

di Gaetano Massimo Macrì
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Home restaurant: indovina chi viene a cena?

Mangiare bene, a prezzi contenuti, in un luogo che non sia il ristorante, ora si può. Basta crearsi un account e scegliere tra le proposte di siti appositi. È l’ultima frontiera della cucina 2.0, ma per praticarla occorre combattere un pregiudizio: condividere il pasto con dei perfetti sconosciuti

Stanchi dei soliti menu dei ristoranti? Siete amanti di manicaretti fatti in casa e li preferite ai cibi spesso precotti delle osterie? Andreste a cena fuori, ma la paura di metter mano al portafogli vi fa desistere? Oppure cucinare vi diletta e vorreste mettervi alla prova preparando piatti come se foste al ristorante? Bene, adesso c’è quello che fa per voi. Se siete disposti a sedervi a tavola, consumando le pietanze al fianco di perfetti sconosciuti e la cosa non vi ‘disturba’, allora la nuova moda nata sul web fa per voi.Stiamo parlando dell’home restaurant, proposto da alcuni siti che, previa registrazione, offrono la possibilità di prenotare una colazione, un pranzo o una cena, il tutto seduti comodamente in qualche appartamento privato, come se foste degli invitati a casa di qualcuno. Per rendervi conto di cosa stiamo parlando, potete visitare, per esempio, l’italianissimo ‘Gnammo’ (www.gnammo.com) o il francese ‘Cookening (www.cookening.com) dal respiro un po’ più internazionale, dal momento che il ventaglio di scelta si amplia varcando i confini gallici, andando a comprendere altri paesi europei (l’Italia è rappresentata da due cuochi) e americani. Diciamo subito che, visti i prezzi, il gioco vale la candela. Se vi trovate a Parigi, per esempio, piuttosto che godervi un tè pomeridiano in un tipico localino di Montmartre, potete prenotare chez Caroline, sorseggiando l’infuso caldo, accompagnato da succhi di frutta e dessert ‘fatti in casa’ (le tortine al cedro o i profiteroles al cioccolato bianco sembrano invitanti) il tutto contornato da quattro chiacchiere con la simpatica ragazza e gli altri eventuali ospiti. Un modo originale di trascorrere un pomeriggio e anche per ‘vivere’ più dal suo interno la città che state visitando. Se dovete prenotare per due, sempre a Parigi, senza scapicollarvi a trovare un buon ristorante, potete rivolgervi a Charline. Attenzione: l’offerta è solo per due, come la coppia che vi riceverà. L’annuncio è giovane e sobrio: “Siamo una coppia parigina, interessata a conoscere nuove persone. Siete i benvenuti nel nostro piccolo appartamento”, e la cifra di 20 euro a persona per un pasto completo comprensivo di dessert e vino completano l’offerta della compagnia della simpatica coppia parigina. Ma se preferite rimanere in patria, anche qui le opportunità non mancano e in alcuni casi sono in perfetta sintonia con il nostro tipico spirito ‘creativo’. Se capitate a Milano per il 13 giugno, per esempio, prenotate un posto in casa di GusTona, come si definisce, “architetto con la passione per la cucina” che terrà per l’occasione un Corso semiserio di cucina siciliana. “Sulle tracce di Montalbano” è il titolo scelto per rappresentarlo e sembra tutto un programma. Il costo? 20 euro (per 15 posti, ma affrettatevi perché le prenotazioni sono già tante). Sempre a Milano, il 23 giugno per chi fosse interessato, l’improvvisato e originale cuoco Ale Spina invita tutti al suo “Eat and Run”: prima si corre, in realtà, guidati da una runner esperta che insegnerà le tecniche per allenarsi e, infine, si potrà godere del cibo ‘en plein air’, questa volta, fresco e leggero. Per il tempo trascorso a correre lungo i navigli e a consumare il pranzetto meritato, spenderete, anche qui, 20 euro. 
Se il vostro obiettivo, invece, è cucinare, improvvisandovi e mettendovi alla prova davanti a clienti che prenotano casa vostra come se fosse un ristorante, dovete registrarvi con un profilo da cuochi, stabilire il menu e magari il giorno, attendendo le prenotazioni. Un buon modo, in fondo, per arrotondare il bilancio, soprattutto per coloro che amano cucinare a prescindere. Avere ospiti a cena ed essere addirittura pagati per questo, ha tutta l’aria di essere un compromesso più che accettabile.
Il fenomeno degli home restaurant rappresentano l’evoluzione di un altro fenomeno nato e diffuso sul web: il social eating, mangiare a tema in un luogo esclusivo (casa, locale, all’aperto) mentre lo chef cucina a vista (anche se non di rado si siede anche a mangiare a tavola con gli ospiti che hanno prenotato). L’evento viene promosso tramite passaparola o iscrizione a mailing list. Un modo di condividere la tavola e la convivialità, tra amici e perfetti sconosciuti. Il cibo , in fondo, è il più antico elemento social della storia, nulla di strano, quindi, che questa nuova moda sia finita in rete e nei social network, dove tutto è condiviso.
Non rimane che farvi un giro su internet. Le proposte non mancano, tutte quante a portata di click e di portafogli. Tuttavia non è soltanto l’aspetto economico che spinge gli esperti ‘gastronauti’ a prenotare un posto per mangiare o a mettere a disposizione le proprie stanze private. Dietro la scelta tra essere cuochi o clienti c’è sicuramente molta voglia di cibi sani ma anche il desiderio di conoscere luoghi e gente diversi, sedersi a tavola, conversando con chiunque. 
Queste nuove forme di ‘aggregazione culinaria’ consentono a chi paga pochi e onesti euro per una cena in casa altrui, non soltanto di risparmiare, ma di ‘aprirsi al nuovo’, frequentare persone nuove e scarmbire opinioni diverse in un luogo accogliente, informale e forse anche meno rumoroso di un ristorante.
Per molti il timore e vivere un imbarazzo iniziale. Ma chi ha provato l’esperienza assicura che una volta entrati nel meccanismo, sedersi a tavola con perfetti sconosciuti non viene percepito come un problema, anzi, diventa un ulteriore stimolo a partecipare. Evidentemente gli utenti/clienti/cuochi sono persone con una già innata voglia di condividere e condividersi, amanti della cucina con spiccate doti di comunanza. È proprio l’aspetto sociale che annulla le diffidenze di ogni genere, che ‘depura’ l’aria da ogni pensiero di un eventuale rischio, come dire che là dentro non può succedere nulla di male. Da questo punto di vista l’esperienza del ristorante ‘in casa’ è la più alta celebrazione del pensiero positivo.
Non dimentichiamo, infine, che la dimensione all’interno della quale il tutto si svolge, appartiene in qualche modo sempre al gioco, dunque come ogni gioco ci sono delle regole da rispettare e vinti e vincitori che, a seconda delle abilità, si alternano nella classifica generale. Cuochi e clienti, attraverso giudizi e feedback degli iscritti salgono o scendono di graduatoria attestandosi come quelli più quotati o più simpatici.
In questa forma di social game, la regola fondamentale, senza il cui rispetto non si potrebbe partecipare, è la remissione delle proprie presunte qualità all’altrui giudizio (più social di così...). 
In conclusione, che la si sperimenti in viaggio o nella propria città, la cucina 2.0 dimostra di essere molto meno virtuale di quanto si pensi. C’è voglia di condivisione vera che superi la socialità ‘digitale’ del web. Insomma, se è vero che in questo gioco tutto ha inizio con un login su internet, tutto poi finisce con un bel piatto di pasta ‘fatta in casa’. In fondo basta un click ‘virtuale’, per un ‘cin’ reale.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
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