Nell’era dei social, si scompare all’improvviso senza addurre motivazioni plausibili, lasciando basiti sia gli uomini, sia le donne: vogliamo tutto e subito, senza romanticismi di sorta
Il giorno di San Valentino, il 14 febbraio, è da sempre associato all’idea di amore romantico. Egli era il vescovo della città di Terni, caro alla popolazione perchè celebrava matrimoni segreti, contravvenendo all’ordine dell’imperatore Claudio, che proibiva ai giovani, specialmente ai soldati, di sposarsi, ritenendo che gli scapoli senza famiglia fossero soldati migliori non avendo legami sentimentali. A un certo punto, Valentino venne scoperto e condannato a morte nel 270 d.C. Sulla sua vita ci sono numerosi aneddoti, che gli attribuiscono miracoli o leggende che lo hanno trasformato nel protettore degli innamorati. Sono ormai passati i secoli degli amori cortesi, delle poesie e delle serenate: non si inviano più lettere e biglietti scritti a mano per adulare una donna. Abbiamo attraversato le generazioni: i Millennials, quelle Z e Alpha ed è cresciuto in modo esponenziale l’uso dei social per conoscere persone. Basta iscriversi a dei siti di incontri online, postare una proprio foto e una breve descrizione di sé e con un 'click' si è subito in rete, disponibili a fare nuove conoscenze.
Siamo diventati incapaci di socializzare, di inviare un messaggio romantico senza ricorrere all’intelligenza artificiale: non ci innamoriamo più a prima vista? Non esiste più il mito del 'colpo di fulmine'? E’ stato sostituito da attrazioni istantanee, incontri veloci e, talora, da relazioni ossessive, gelosie e amori tossici. Non abbiamo più occasioni per guardare negli occhi qualcuno e tentare un approccio? Non ne abbiamo più il coraggio? Siamo tutti diventati impro
vvisamente timidi e impacciati, per aver bisogno di un sito di incontri?
Siamo troppo presi da noi stessi. Siamo diventati più egoisti: vogliamo tutto e subito. E anche in amore non si spreca tempo a corteggiare qualcuno o qualcuna. Noi siamo anche andati in giro per chiedere a persone di svariate età come mai ricorrono ai social per conoscere gente. La risposta prevalente è stata: “Il tempo”. Sono tutti troppo impegnati e sembrano non avere il 'tempo' nemmeno per fare nuove amicizie.
Sembra assurdo: non si va più tutti i giorni al lavoro per via dello 'smart working'. Ci siamo abituati a lavorare da remoto con gente che sta all’altro capo del mondo restando comodamente seduti in casa propria. Non si hanno più storie sui luoghi di lavoro, qualche 'gossip', agli sguardi che si parlano, alle macchinette del caffè come punto di incontro, mense e bar dove notare e farsi notare. All’ora di pranzo, i più fortunati, cioè coloro che hanno una pausa gestibile, possono permettersi di andare in palestra, ma anche qui "il tempo è denaro", dunque nemmeno ci si guarda durante gli allenamenti. La spesa, come il pranzo o la cena, possono portarcela a casa, perciò si evita di uscire per andare al supermercato e “si risparmia tempo”. Ogni cosa si può comprare online, stando comodamente seduti sul proprio divano. Ma se si può fare tutto online “guadagnando tempo” e apparire in foto sempre belli, pettinati e curati, scegliendo in base a un profilo quale partner potrebbe fare al caso nostro, allora perché sforzarsi dal vivo con il rischio di non essere notati sprecando solo tempo?
I social hanno rubato il posto agli approcci spontanei, alla naturalezza, a volte all'autenticità, perché tutto è talmente a portata di mano che sono poche le persone che vogliono impegnarsi seriamente anche per una semplice amicizia e assistiamo persino a un nuovo fenomeno: il 'ghosting'. Con questo termine si indica l’interruzione improvvisa di ogni comunicazione, senza fornire spiegazione alcuna: oggi ci si vede, domani uno dei due sparisce senza lasciare traccia. Prima capitava raramente. Di recente, è diventata una 'moda': almeno una volta è capitato a ciascuno di noi, sia uomini, sia donne e si resta basiti, incapaci di trovare una valida motivazione. Dietro alla facilità di conoscere e apparire si può celare quella di un incontro rapido, che a sua volta può diventare un 'ghosting'. In questo mondo virtuale, così rapido e facilmente accessibile, ha ancora senso parlare di amore, festeggiando San Valentino?
I fiorai riempiono le vetrine di rose rosse; le pasticcerie di torte e cioccolatini a forma di cuore; i commercianti intervistati dichiarano di vendere, ma specificano che i loro acquirenti sono solo ragazzi che ancora hanno l’idea dell’amore o, al contrario, uomini grandi d’età e pensionati che non usano internet. C’è ancora qualcuno che crede in quell’amore che ci fa sognare come nei film? Oppure stiamo diventando tutti matti?
