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6 Febbraio 2026

Quell'amore egoista che produce conseguenze nefaste

di Maria Pia Cantarini
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Quell'amore egoista che produce conseguenze nefaste

Nella vicenda di Anguillara Sabazia, a due passi da Roma, ci sono tutti gli elementi per riflettere in merito alle tante crudeltà dei moderni rapporti di coppia, che conducono a decisioni devastanti per l’intero nucleo familiare: un vuoto narcisismo legato a una visione chiusa, atomizzata e asociale di sé
 
Ancora una volta si torna a parlare di un ennesimo femminicidio, consumato all'interno delle mura domestiche. Il giorno 9  gennaio 2026, in una villetta di via Costantino, al civico n. 9 di Anguillara Sabazia, nei pressi della capitale, Claudio Carlomagno, durante un'accesa discussione, sferra 23 coltellate con violenza inaudita contro la moglie, Federica Torzullo, di 41 anni. Tutto sarebbe scaturito dal fatto che Federica stava per lasciare la casa, portando via con sé il figliolo di 10 anni, minacciando anche di limitare i contatti con il bambino. Una convivenza difficile la loro, una separazione non accettata dall'uomo. Federica viveva con il marito, ma era una convivenza di sola apparenza, perché già la donna intratteneva una relazione al di fuori del matrimonio. Si parla di violenza domestica, di esasperazione, di un rapporto fra coniugi ormai logorato e in via di separazione, che purtroppo è culminato nel femminicidio.
L'uomo ha riferito agli inquirenti di aver compiuto il cruento atto in quanto temeva di veder compromessa la frequentazione con il figlio. Il brutale omicidio si realizza in pochi istanti, ma è destinato a lasciare cicatrici indelebili, profonde, con ripercussioni che travolgeranno l'intera famiglia. Difatti, ne hanno subito le conseguenze gli stessi genitori di Carlomagno. Difronte a tanta brutalità non ci sono parole che giustifichino o che lascino spazio alla compassione umana.
ContinFemminicidio_Anguillara.jpguano le indagini degli inquirenti per ricostruire ogni aspetto che riguardi quella notte piena di ombre. La confessione di Carlomagno, infatti, lascia perplessità a chi la ascolta, non convince gli inquirenti, solleva dubbi, perplessità e interrogativi sul comportamento dell'azione omicidiaria, che fa presumere  la premeditazione. L'uomo avrebbe accoltellato la moglie nella doccia: “L'ho uccisa nella doccia", afferma lui stesso, luogo nel quale l'avrebbe colpita due volte al collo con un coltello che si trovava in bagno. La donna è crollata esanime, priva di sensi. Tutto si svolge in un arco temporale di 45 minuti. In questo lasso di tempo, l'aguzzino avrebbe tentato di occultare le prove, cancellando ogni traccia di sangue. Poi, ha trasportato il corpo di Federica nel baule della sua auto, la fine di seppellirla in una fossa, da lui precedentemente scavata presso un deposito della sua azienda. Questa ricostruzione, tuttavia, non convince gli inquirenti: la narrazione del reo confesso appare lacunosa e poco veritiera. Si sospetta che l'uomo potrebbe non aver compiuto tutto da solo, ma con la complicità di terzi. Sono stati effettuati nuovi sopralluoghi nella villetta e nell'auto dell'uomo. In particolare, la 'scatola nera' potrebbe portare alla luce ulteriori verità. Ma la tragedia non si ferma qui: le conseguenze di questo atto sconsiderato e inaudito si abbattono sull’intera famiglia. I genitori di Carlomagno, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, si tolgono la vita nella loro villetta di Anguillara, per la disperazione e spinti dalle ingiurie dei social e altri mezzi di comunicazione. Una famiglia travolta da eventi più grandi di loro. Prima di compiere il gesto estremo, si erano trasferiti dal figlio Davide, a Roma. Gli hanno lasciato una lettera dove gli comunicano tutto il loro dolore. Poi, il sabato sera successivo, si sono tolti la vita all'esterno della loro villetta. I loro corpi vengono ritrovati esanimi per asfissia da impiccagione. Non hanno sopportato le accuse, l'indignazione di chi li ha giudicati senza tener conto del rispetto loro dovuto, perché incolpevoli di fronte a questa immane tragedia umana. Non hanno retto al dolore della morte di Federica e alla colpa di un figlio dalla mano criminale. E se ne sono andati soffocati dall’incomprensione, con l'unica colpa di essere i genitori di Claudio Carlomagno. E adesso c'è un bambino di 10 anni a cui risulta stravolta la vita. E’ rimasto solo il piccolo ad attraversare la via del dolore. Il Tribunale dei minori di Roma ha disposto, in via provvisoria, l'affidamento ai nonni materni e al sindaco di Anguillara in qualità di tutore. Ma non bastano le parole, per rispondere a un dolore immenso come questo, dettato dall'egoismo e dall'irragionevolezza di chi afferma di provare amore.Genitori_suicidi.jpg


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