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22 Febbraio 2018

Addio all'ideatore dell'antipoesia

di Michela Zanarella - mzanarella@periodicoitalianomagazine.it
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Addio all'ideatore dell'antipoesia

Ci ha lasciato uno tra i più significativi poeti in lingua spagnola del ventesimo secolo, autore ribelle e geniale candidato per ben 3 volte al premio Nobel per la letteratura

Lo scorso 23 gennaio 2018, si è spento nella sua casa di Las Cruces, in Cile, all’età di 103 anni, Nicanor Parra Sandoval, scrittore, fisico e matematico. Nato nel 1914 nella provincia cilena di Chillán, era cresciuto in una famiglia numerosa, figlio maggiore di un musicista maestro elementare e di una sarta di origine contadina. La sorella, Violeta Parra, morta suicida, è stata una celebre cantautrice. Nel 1932, si trasferisce a Santiago, dove diventa docente universitario. Fa il suo esordio nel mondo letterario nel 1937, con ‘Cancionero sin nombre’: un’opera in cui prevalgono tematiche popolari e un linguaggio molto colloquiale, ponendosi in antitesi alla tradizionale poetica dei conterranei Pablo Neruda e Gabriela Mistral. La popolarità arriva nel 1954, con ‘Poemas y Antipoemas’: vince il prestigioso Premio nazionale di letteratura del Cile nel 1969 e una borsa di studio nel 1972. Mescolando fisica, matematica e poesia, Parra ha dato forma all’antipoesia. Un qualcosa ancora oggi difficile da spiegare: uNicarno_Parra.jpgna sorta di antimateria che accorpa realtà opposte e contrastanti. Lui stesso ironizza sulla definizione di cosa sia un antipoeta: “Un commerciante di urne e bare?/Un sacerdote che non crede in niente?/ Un generale insicuro?”. Parra crea una nuova strada per la poesia, abbattendo quegli schemi classici che, fino ad allora, ne avevano segnato i confini. La poesia non mantiene più un registro alto, ma entra nella quotidianità. L’autore scardina le regole e ci infila il lessico dei mass media, utilizzando l’ironia, proponendo qualcosa di insolito. Parra compie una rivoluzione e ristabilisce la funzione dello scrittore, che non è più di essere considerato un vate, ma di stare tra la gente, annullando ogni distanza tra lettore e autore. Nelle composizioni, usa sia versi liberi, sia endecasillabi. E affronta con sarcasmo il tema della religione e della morte. Eclettico, ribelle, multiforme, si aggiudica i premi letterari più importanti, come il ‘Cervantes’ e il ‘Neruda’ nel 2012. Candidato tre volte al Nobel, però non lo vince. Se la poesia anglosassone di Ezra Pound e Walt Whitman hanno influenzato molto la sua scrittura, lui riesce a influenzare autori come Lawrence Ferlinghetti, anima e faro della ‘Beat Generation’ e Allen Ginsberg, che negli anni ‘60 del secolo scorso hanno tradotto e pubblicato i suoi versi negli Stati Uniti. Roberto Bolaño, scrittore cileno, lo considera il suo poeta preferito. E la stessa Patti Smith ha più volte utilizzato alcuni suoi versi in canzoni diventate universali. Insomma, Parra ha lasciato sicuramente un segno importante nel panorama letterario ispano-americano e nella poesia internazionale.

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NELLA FOTO: NICANOR PARRA SANDOVAL

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