Serena Maffìa emoziona alla Vallicelliana: non una semplice presentazione letteraria, ma un attraversamento emotivo della poesia, della musica e della parola condivisa
Nella splendida cornice della Biblioteca Vallicelliana di Roma, la poeta Serena Maffìa ha dato vita a un incontro intenso e partecipato, dove i versi hanno smesso di essere soltanto testo per diventare voce, presenza, relazione. A coordinare l’evento: Carmen Golia, frizzante conduttrice televisiva, che ha accompagnato il pubblico dentro un dialogo poetico coinvolgente, dal quale è emerso non solo la scrittura della poetessa, ma anche il suo universo artistico e creativo.
L’apertura della serata è stata affidata alla voce di Stefano Refolo, accompagnato alla chitarra da Giovanni Larosa: un momento musicale capace di creare un’atmosfera sospesa, quasi intima, preparando gli spettatori all’ingresso nel mondo poetico di Serena Maffìa. A dare corpo e respiro ai testi sono state le attrici, Raffaella Azim e Rosa Ferraiolo, che hanno interpretato le poesie trasformandole in esperienza teatrale. Le loro letture hanno restituito tutta la forza evocativa della scrittura della Maffìa: una poesia che parla d’amore, memoria, inquietudine e rinascita, senza mai perdere autenticità.
Nel corso dell’incontro, l’autrice ha letto alcuni dei suoi testi più significativi e ha dialogato poeticamente con altri autori presenti, in una sorta di duetto letterario che ha reso la poesia un atto condiviso, vivo: poesia in carne e ossa. Tra gli interventi più apprezzati, quello di Annalisa Gaudenzi, regista e autrice della Rai, appassionata di filosofia, poesia e natura, che ha tracciato un ritratto profondo dell’autrice. “Di Serena Maffia”, ha sottolineato, “colpisce la capacità di vivere il mondo in amicizia, richiamando il pensiero di Epicuro: una visione umana e poetica fondata sull’ascolto, sull’empatia e sulla ricerca di bellezza nelle relazioni”, ha concluso la Gaudenzi.
Molto intenso anche il contributo di Plinio Perilli, poeta e critico letterario, profondo conoscitore della scrittura e della pittura di Serena Maffìa. Con taglio critico, Perilli ha definito l’autrice “una grande poetessa”, appartenente a quella rara schiera di scrittori “che non cercano l’apparenza, ma incidono realmente sulla sensibilità delle persone, cambiando il mondo attraverso la parola poetica”. A chiudere gli interventi è stato Carlo Parisi, direttore del quotidiano 'Giornalisti Italia', consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti e segretario generale della Figec. Inftti, Parisi ha evidenziato anche l’altra anima della scrittura di Serena Maffìa, quella giornalistica: “Una scrittura”, ha spiegato, “ironica, accurata, brillante, capace di catturare il lettore e trascinarlo dentro ogni argomento con leggerezza e profondità insieme”. La serata alla Vallicelliana ha così confermato quanto la poesia e la scrittura possano ancora essere esperienza viva e necessaria: non esercizio elitario, ma spazio umano dove riconoscersi, ascoltarsi e sentirsi parte del mondo e della natura.
