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21 Agosto 2019

Emozioni sul palco: il Memorial Claudio Pelissier

di Dario Cecconi
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Emozioni sul palco: il Memorial Claudio Pelissier

E’ stato definito, dalla critica nazionale e non solo, ‘il poeta emozionale’, un artista capace di incantare con le sue fini pennellate: a lui è dedicato un ‘memorial’ speciale che, ormai da anni, si tiene a Livorno, la sua tanto amata città

Nato a Pisa, ma trasferitosi sin da bambino, a Livorno, il Maestro Claudio Pelissier era un uomo umile e riservato. Per più di quarant'anni ha insegnato alla città labronica i segreti della pittura macchiaiola. Vincitore, nel 1968, del ‘Premio città di Parigi’, Claudio Pelissier, classe 1942, scomparso nel gennaio del 2011, per lungo tempo ha partecipato a mostre ed eventi artistici di rilievo in giro per l’Italia, in Francia e in Canada. La sua vittoria più grande resterà, per sempre, il primo posto al ‘Premio Rotonda’, vinto nel 2006 nella sua amata Livorno. A consegnargli il riconoscimento, decretato all'unanimità dalla giuria, fu Sira Borgiotti, figlia del fondatore della manifestazione livornese. In questa nostra intervista, Daniele Pelissero, organizzatore di ‘Emozioni sul palco’ nonché uno dei tre figli del grande artista, ci aiuterà a capire qualcosa in più sulla decima edizione del ‘Memorial Claudio Pelissier’, che si terrà a Livorno, presso il Teatro Salesiani, il prossimo 6 ottobre, alle ore 21.00.

Daniele Pelissero, come e quando nasce l’idea del ‘Memorial Claudio Pelissier’?

“Nel 2009 è nata l’idea di organizzare un concorso canoro intitolato ‘Emozioni sul palco’, per offrire un bel palcoscenico a tutti coloro che amano cantare ed esibirsi davanti al pubblico. Due anni dopo, con la prematura scomparsa di mio padre, il concorso è stato accostato al ‘Memorial Claudio Pelissier’...”.

Quanto questo eClaudio_Pelissier.jpgvento è legato all’arte ‘macchiaiola’?
“Questo evento è intriso di arte ‘macchiaiola’, perché è dedicato a mio padre, che è stato un maestro dell’arte, che la amava tanto e che, per questo, ha ricevuto numerosi riconoscimenti”.

Sarai lei il presentatore di questa bella serata?
“Si: ci sarò io, insieme a mia moglie, Azzurra Lorenzini, che è una bravissima conduttrice, cantante e organizzatrice di eventi”.

Quali saranno gli ingredienti principali dell’edizione di quest’anno?
“Gli ingredienti saranno tanti. Tra questi, potremo trovare un ottimo livello di preparazione dei partecipanti, una giuria composta da professionisti qualificati e tanti ospiti. Tutto sarà curato in ogni minimo dettaglio. Di più non posso dire”.

I concorrenti arriveranno da tutto il territorio nazionale?
“Sì: le adesioni sono state tantissime e sono arrivate non solo dalla Toscana, ma anche da fuori. Purtroppo, non tutti gli artisti potranno essere inseriti, perché per questioni di tempo a disposizione, la serata non potrà prolungarsi a oltranza. Ciò che conta è che daremo spazio alla qualità e valore ai dieci anni di ‘Emozioni sul palco’...”.

Cosa si aspetta da questa decima edizione?
“Da questa edizione mi aspetto forti emozioni, come sempre. Dopo 20 anni che organizzo concorsi, mi sento di dire che mai come questa volta sono così emozionato e coinvolto”.

I macchiaioli
Alla base di questo movimento, che costituisce il maggior sforzo di adeguamento della tradizione italiana al rinnovamento artistico europeo, troviamo la tecnica rivoluzionaria della ‘macchia’, che si basava sui forti contrasti di ombra e luce ottenuti non solo con il disegno e il chiaroscuro, ma anche con l'accostamento di toni diversi di colore. Il movimento si sviluppò prevalentemente in Toscana, tra il 1850 e il 1870, a opera di pittori come Cristiano Banti, il livornese Serafino De Tivoli e l'unico scultore del gruppo, il fiorentino Adriano Cecioni, considerato il teorico del movimento. I macchiaioli propugnavano un antiaccademico rifiuto del disegno e della forma, in favore di una pittura che riproducesse “l'impressione dal vero”, come sosteneva Giovanni Fattori. Alla rivoluzione tecnica si affiancava una nuova tematica che, abbandonando la retorica dei quadri storici e mitologici, si mostrava attenta anche alla realtà sociale.

Riposo_in_maremma_Giovanni_Fattori.jpg

NELLA FOTO QUI SOPRA: 'RIPOSO IN MAREMMA', OPERA 'MACCHIAIOLA' DI GIOVANNI FATTORI

AL CENTRO: L'ARTISTA CLAUDIO PELISSIER


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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