A Spoleto (Pg), fino al 12 luglio, oltre 100 eventi e artisti internazionali per un programma dedicato alle arti performative
Nel salone 'Pietro da Cortona' di Palazzo Barberini in Roma, è stata recentemente presentata la 69esima edizione del Festival dei Due Mondi di Spoleto, manifestazione che ha preso il via lo scorso 26 giugno e che durerà fino al prossimo 12 luglio 2026. Un’edizione che si preannuncia tra le più ambiziose degli ultimi anni, all’insegna del tema 'Radici', tra memoria, identità e innovazione. Alla presentazione hanno partecipato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il presidente della Fondazione e sindaco di Spoleto, Andrea Sisti e il direttore artistico, Daniele Cipriani. Tra gli ospiti anche la consulente per la musica classica, Beatrice Rana e il consulente per opera e prosa, Leo Muscato, con la moderazione del giornalista, Marco Carrara. Ovviamente, questo Festival si conferma essere uno dei più importanti appuntamenti internazionali dedicati alle arti performative. Nello specifico, questa edizione 2026 è composta da 17 giorni di eventi, oltre 100 performance, 7 prime mondiali e 9 produzioni originali, con più di mille artisti provenienti da 27 Paesi. In pratica, opera, musica, danza, teatro e arti visive s'intrecciano in un unico ecosistema culturale, in cui il tema delle 'Radici' diventa una chiave di lettura tra tradizione e trasformazione contemporanea.
Il nuovo direttore artistico, Daniele Cipriani, interpreta infatti il Festival come un 'ponte' tra passato e futuro, nel solco dell’eredità di Gian Carlo Menotti, fondatore della manifestazione. L’obiettivo dichiarato è rendere Spoleto un luogo culturale diffuso e partecipato, in cui il pubblico non assiste soltanto agli eventi, ma ne diventa parte attiva. La manifestazioone si estende, perciò, anche allo spazio urbano, coinvolgendo luoghi simbolici e siti storici della città, tra cui il Teatro Romano, Piazza Duomo, la Rocca Albornoziana e la Basilica di San Salvatore, recentemente riaperta al pubblico.
Ad aprire
la manifestazione è stata l’opera 'Vanessa' di Samuel Barber, in un nuovo allestimento firmato da Leo Muscato e diretto da Sora Elisabeth Lee. Il cartellone musicale vedrà la partecipazione di artisti di fama mondiale come Yannick Nézet-Séguin, Yuja Wang, Gianandrea Noseda, Arcadi Volodos e Mario Brunello. Accanto a loro, giovani interpreti emergenti selezionati attraverso la nuova Festival dei Due Mondi Academy e un programma formativo rivolto agli under 35. La consulente musicale, Beatrice Rana, ha voluto sottolineare il valore dell’evento come “palcoscenico dove nascono le carriere e si incontrano generazioni diverse di musicisti”.
La sezione teatrale spazierà da Čechov a Beckett, fino a nuove drammaturgie europee e sudamericane, con la partecipazione di registi come Peter Stein e interpreti internazionali, memtre la danza sarà rappresentata da compagnie storiche e contemporanee, tra cui la britannica Rambert Dance Company, in occasione del suo centenario e a progetti che intrecciano linguaggi coreografici e musica dal vivo. Infine, sul fronte delle arti visive, il manifesto del Festival è firmato da Giuseppe Penone, con un’installazione monumentale in Piazza Pianciani. Sono previsti anche interventi diffusi e opere digitali che trasformeranno la città in un museo a cielo aperto.
Il progetto 'Spoleto 2026' punta a superare la dimensione del semplice cartellone, trasformando la 'perla' dell'Umbria in un ecosistema culturale, in cui formazione, produzione artistica e partecipazione pubblica s'intrecciano, parlano, dialogano e si ascoltano tra loro. Come sottolineato dal presidente, Andrea Sisti, l’iniziativa rappresenta “un momento di rinnovamento e di slancio per la città”, capace di rafforzarne il ruolo nel panorama culturale internazionale.
