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18 Agosto 2018

L'amore ai tempi di Romeo e Giulietta

di Liliana Manetti
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Riaperto a Pienza (Si) Palazzo Piccolomini, in occasione dell’anniversario dei 50 anni dall’uscita nelle sale cinematografiche di un film ‘cult’

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Dallo scorso 28 luglio, sino al 6 gennaio 2019, si sta tenendo a Pienza, in provincia di Siena, una mostra promossa dalla ‘Società di Esecutori di pie disposizioni Onlus’ per la valorizzazione di Palazzo Piccolomini e dalla Fondazione Zeffirelli, dedicata all’anniversario dei 50 anni dall’uscita nelle sale cinematografiche del film ‘cult’ di Franco Zeffirelli sulla vicenda ‘shakespeariana’ di 'Romeo e Giulietta'. La pellicola venne girata nel 1968 proprio negli interni di Palazzo Piccolomini, che nella finzione scenica è casa Capuleti, dove i due giovani protagonisti, Giulietta e Romeo, s’incontrano per la prima volta alla fesAbiti_di_scena.jpgta da ballo. Un’opera adattata per il grande schermo da Franco Brusati, Masolino D'Amico e dallo stesso regista, Franco Zeffirelli, nota per essere, oltre che tra le rappresentazioni più fedeli al testo scritto, una delle prime versioni dell'opera di William Shakespeare in cui gli attori principali sono molto vicini all'età dei personaggi originali. Infatti, Leonard Whiting (Romeo) all’epoca aveva diciassette anni, mentre Olivia Hussey (Giulietta) ne aveva sedici. A causa della scena di nudo tra i due e la minore età dei protagonisti, il film provocò qualche polemica. La mostra prende il nome dalla canzone ‘What is a youth?’ che viene proposta nella pellicola durante il ballo in casa Capuleti. Tutta la colonna sonora del film è stata composta e diretta da Nino Rota, originariamente registrata su disco in vinile contenente nove brani, tra cui la famosa "What is a youth" (Love Theme From Romeo and Juliet) con testo di Eugene Walter, interpretata da Glen Weston. Il brano ‘Ai giochi addio’ (versione italiana di: What is a Youth) con testo di Elsa Morante, venne affidato al cantante Bruno Filippini, che nel film interpreta il ruolo del menestrello e che, in quell’anno, aveva vinto il Festival di Castrocaro insieme a Gigliola Cinquetti. Questa versione è stata interpretata anche da Luciano Pavarotti e Natasha Marsh (soprano inglese). L’esposizione vuole destare attenzione sugli usi e i costumi di casa Capuleti nella Verona del Rinascimento: ci sono anche i costumi di scena, grazie ai quali lo scenografo, costumista e scrittore, Danilo Donati, conquistò nel 1969 il primo dei Oscar della sua carriera, oggi proprietà della Fondazione Cerratelli. Il tutto si svolge dal cortile per poi proseguire nel giardino pensile e, quindi, nel piano nobile. La sala d’ingresso, la sala da pranzo, la sala della musica, la camera di Pio II e la biblioteca espongono le foto di scena della Fondazione Zeffirelli di Firenze. Quindi, si tratta di una felice opportunità per rivivere gli aspetti della vita quotidiana dell’epoca rinascimentale e per vedere le fotografie di scena così come vennero scattate, come se i personaggi del film si muovessero negli interni e li animassero di nuovo. Nelle celebrazioni è stato coinvolto il Comune di Pienza, che ha chiamato a raccolta le altre città dove è stato girato il film, Gubbio e Tuscania, dove è stata allestita una mostra con materiale messo a disposizione dall’archivio della Fondazione Zeffirelli.

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