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17 Luglio 2019

Scrivere viaggiando: la lezione di Sandro Veronesi

di Gaetano Massimo Macrì
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Scrivere viaggiando: la lezione di Sandro Veronesi

Veronesi è un fanatico del viaggio: "Se ci sono posti citati in libri, io li devo andare a vedere". E ammonisce: "Viaggiare con un taccuino è sempre buona cosa per uno scrittore"


Di consigli, in realtà, ne ha dispensati tanti, durante l'incontro America, estremo Occidente, presso la sala Auditorium del Palazzo delle Esposizioni di Roma, quando ha raccontato al pubblico la sua esperienza di viaggiatore/scrittore. L'occasione di ascoltarlo, all'interno della manifestazione del 'Festival della letteratura di viaggio' (Roma, 26-29 settembre 2013), partiva dalla pubblicazione per Bompiani del suo libro "Viaggi e viaggetti" e così, incalzato dalle domande della giornalista Giovanna Zucconi, lo scrittore si è lasciato andare ai ricordi delle sue esperienze di viaggiatore. Tra un episodio e l'altro, sono emerse delle piccole pillole che qui abbiamo condensato, utili per chi voglia trasformare il proprio viaggio in un reportage.

• Intanto partiamo da una presa d'atto, quella per cui se si è scrittori, cambia la prospettiva, perché "Essendo uno scrittore tu hai una responsabilità. Devi mettere la tua esperienza per dare un'idea di com' è il mondo. Di com'era al tuo tempo".

• È opportuno non attendere troppo per scrivere. "Ho sperimentato che anche solo aspettare di tornare in albergo per scrivere può essere fatale. Hugo non aspettava di arrivare alla stazione di cambio. Lo scrivere del luogo deve coincidere, almeno nel nucleo, col luogo stesso, col viaggio"

• Modalità 'scrittore in viaggio': "C'è una modalità ‘scrittore in viaggio’ che decido io di accendere. In tal caso giro con uno sguardo che è diverso. In modalità scrittore vedo cose che non vedrei se non lo fossi. Quindi non è ciò che vedo che mi fa attivare la modalità scrittore".

• A lezione dai Maestri: "Uno scrittore prende degli esempi. Io tengo presente le lezioni di quelli che sono gli autori importanti. Victor Hugo, che non solo scriveva, ma disegnava quello che vedeva mentre viaggiava. Ogni cosa se la doveva sudare. Non aveva il telefonino. Quello per me è un magistero". E poi non dimentica Chatwin,Moravia e Kapuscinski.

Insomma, scrittori giramondo in erba o fanatici del viaggio,non resta che armarvi di taccuino e partire. Buon viaggio, ma non dimenticatevi anche le 'buone' letture.

 

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DA LEGGERE

Viaggi e viaggetti. Finché il tuo cuore non è contento
Sandro Veronesi
Editore Bompiani (collana Overlook)
2013, 215 p., ill., brossura, € 17,00


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