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28 Ottobre 2020

Capodanno dal mondo: alcuni modi per augurarsi il meglio

di Dario Cecconi
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Capodanno dal mondo: alcuni modi per augurarsi il meglio

In casa, al ristornate o in piazza, tutti, italiani e non, brinderemo con entusiasmo al nuovo anno, sperando che sia migliore di quello che ci lasciamo alle spalle e promettente di belle novità

A capodanno, tantissime sono le tradizioni gastronomiche, ma anche quelle popolari non mancano. In quasi tutte le parti del mondo, pare impossibile non indossare qualcosa di rosso (solitamente gli italiani optano per la biancheria), un fermaglio, un fiocchetto, un nastrino al polso. Altra tradizione diffusa è quella di avere il frigorifero pieno in segno di abbondanza, oppure di non lasciare debiti nel vecchio anno, indossare un capo di abbigliamento nuovo o accendere una candela per tutta la notte.
Tradizione particolare quella della Russia, che festeggia il capodanno due volte: la prima il 31 dicembre, seguendo il calendario Gregoriano; la seconda il 13 gennaio, secondo quello Giuliano. Le tradizioni gastronomiche per i due eventi sono, sostanzialmente, le stesse: tacchino al forno, oppure oca con patate e mele, insalate varie e poi, tra i dolci tipici, le prugne secche, farcite con nocciole e ricoperte di panna. Tra le varie usanze, c’è quella di spalancare la porta di casa per fare entrare il nuovo anno (la porta deve stare aperta solo dopo il dodicesimo rintocco di campane, quindi proprio alla chiusura dell’anno vecchio).
Il capodanno greco, invece, è molto simile al Natale italiano. Infatti, in Grecia si festeggia San Basilio, che per i bambini greci corrisponde al nostro Babbo Natale. Inoltre, è proprio all’ultimo dell’anno che si scartano i regali. Non mancherà, sulle tavole dei greci, la torta del santo, che contiene al suo interno una monetina: chi la trova avrà un anno ricco di fortune. Tra le altre tradizioni gastronomiche ci sono anche dei dolcetti di miele e frutta secca. Inoltre, è tradizione gettare un melograno in terra per romperlo e contare i chicchi che ne sono fuoriusciti. A seconda del loro numero verrà calcolata la fortuna del padrone di casa.
In Danimarca, la tradizione per eccellenza è fare il conto alla rovescia in piedi su una sedia e poi, all’arrivo del nuovo anno, saltare giù come a volersi lanciare a capofitto nel nuovo anno. Molte sono soprattutto le bevande calde, con cui i danesi solitamente brindano al nuovo anno.
In Spagna, così come in molte località dell'Italia settentrionale, allo scoccare dei dodici rintocchi di mezzanotte si è soliti ingoiare, uno alla volta, 12 acini di uva bianca: una sorta di augurio affinché i raccolti, soprattutto quelli vinicoli, incontrino una buona ‘annata’. La consuetudine, in effetti, è di origine contadina e riporta a tradizioni cabalistiche, che riconducono ogni acino d’uva a un mese del nuovo anno, affinché siano tutti dolci e succosi. Ovviamente, parlando di uve, è bene sottolineare come in nessuna parte del mondo mancheranno spumante o champagne, insieme a musiche e fuochi d’artificio. Saranno mille i modi per festeggiare alla grande l’arrivo di un anno migliore del precedente, ricco di positività, belle notizie e fecondo di desideri da realizzare. Auguri a tutti.

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