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21 Aprile 2019

La fantastica storia dei messaggi in bottiglia

di Cinzia Salluzzo Rovituso
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La fantastica storia dei messaggi in bottiglia

Nell'era della comunicazione 3.0, in cui un sms  impiega un "nano secondo" a giungere al destinatario, è singolare sentir ancora parlare del ritrovamento di  messaggi in bottiglia.  Infatti, proprio in questi giorni una bottiglia  è stata ritrovata sulla spiaggia di Skala Cefalonia, in Grecia. Conteneva un messaggio  scritto 23 anni fa (il primo gennaio del 1990) da un turista tedesca che era a bordo di una barca a vela nell'oceano. Il messaggio diceva: "scrivimi una lettera se trovi questo messaggio in bottiglia”. Probabilmente l'autrice ha voluto affidare la bottiglia alle correnti marine per 'giuoco'. Ma la storia dei messaggi in bottiglia, pochi lo sanno, ha origini antichissime. Difatti, il messaggio in bottiglia nasce come strumento scientifico: la prima bottiglia venne lanciata in mare nel 310 a. C  dal  filosofo greco Teofrasto che voleva dimostrare che il Mar Mediterraneo non era altro che un bacino dell'oceano atlantico. Per quanto inusuale, il sistema ha funzionato nel corso dei secoli. Il primo ad utilizzarlo nel XIX secolo fu il capo del Dipartimento di Cartografia e strumentazione della marina degli Stati Uniti Matthew Fontaine Maury (January 14, 1806 – February 1, 1873) che usò le bottiglie per studiare le correnti superficiali e tracciare le correnti oceaniche. È con questo sistema che, nel 1855, venne redatta "la Geografia Fisica dei Mari", il primo testo di oceanografia moderna.
In questo ambito, comunque, non mancano le curiosità: il messaggio che ha impiegato più tempo per raggiungere la terraferma è quello partito dalla città scozzese di Aberdeen nel 25 aprile del 1914. Ha viaggiato attraverso il Mar del nord e si è incagliato tra le maglie della rete di un pescatore inglese il secolo successivo (il 10 dicembre 2006) vicino alle Isole Shetland. La missiva stampata su un foglietto di carta diceva: "Siete pregati di compilare questa nota indicando data e luogo del ritrovamento, e portarla al più vicino ufficio postale. Nella risposta vi sarà comunicato dove e quando è stata messa in mare. Il nostro scopo è di determinare la direzione delle correnti profonde del Mare del Nord". Allora come oggi, infatti, l'Artico è strategico per tali studi perché lo scioglimento dei ghiacciai genera una notevole massa di acqua fredda che è in grado di modificare il percorso delle correnti oceaniche (per conoscere i nuovi percorsi vengono lanciate in mare bottiglie biodegradabili che vengono seguite dai computers). Tali studi si sono rivelati importanti anche dal punto di vista ambientale. come ha dimostrati Eddy Carmack, un climatologo dell'Institute of Ocean Science Canadese, che negli ultimi dieci anni ha intrapreso un progetto (il Drift Bottle Project) che, studiando le correnti attorno all'America Nord settentrionale, ha determinato che le fuoriuscite di petrolio o i rifiuti del Mare del Labrador o della baia di Baffin sono in grado di approdare sulle coste irlandesi, francesi, scozzesi o norvegesi.
La 'serietà' del messaggio in bottiglia ha anche molti riferimenti storici: dal gesto disperato di Cristoforo Colombo che, temendo di affondare con le caravelle, affidò a una bottiglia la documentazione sulle sue scoperte, alla creazione di un vero e proprio sistema di comunicazione 'segreto' nella flotta britannica del XVI secolo (messaggi che potevano essere letti, pena la morte, esclusivamente dagli Uncorker of Ocean Bottles, gli ufficiali della marina nominati da Elisabetta I).
Una vera è propria "posta via mare" che ha superato i confini del tempo e dello spazio dato che anche nell'era contemporanea trova proseliti. Sono molti i messaggi ritrovati in cui è inserito il nome, l'indirizzo ed il numero di telefono del mittente. È così che  Mia Levivelt, olandese, e M. Luisa Casalla, spagnola di barbate, sono diventate amiche. La prima.  che aveva affidato al mare del Brasile i suoi pensieri, dopo due anni ricevette una cartolina dalla Casalla, che aveva ritrovato la bottiglia sulle coste spagnole.  Fra i numerosi aneddoti troviamo il caso di Martin Douglas che, naufragato sulle coste di Miami nel 1956, lasciò in una bottiglia, ritrovata un anno dopo sulle coste del'Australia, le disposizioni ereditarie alla moglie; oppure la straordinaria storia di due amici che da una spiaggia  nelle  marche avevano scritto lo stesso identico messaggio in due bottiglie diverse, per sigillare la loro amicizia,  incredibilmente le bottiglie sono state ritrovate l'una vicina all'altra.  Per gli animi romantici non mancano i racconti su messaggi d'amore che hanno fatto trovare l'anima gemella  (si racconta che nel 1955 una ragazza siciliana accettò "la proposta di matrimonio  in bottiglia" di un marinaio svedese). Se volete anche voi affidare un messaggio alle correnti marine, sappiate che su internet esiste un sevizio dedicato chiamato Message in a Bottle Server (http://www.conwasa.demon.co.uk/miabix.htm). Basta andare su uno dei tanti siti indicati, decidere la spiaggia o il molo di partenza, quindi scrivere un messaggio ed esso verrà stampato, messo in una bottiglia e lanciato in acqua.
La capacità del messaggio in bottiglia di attraversare la storia, lasciando testimonianze di epoche lontane, ha permesso il suo riconoscimento come documento storico e la creazione di apposite strutture. All’interno del Museo Nazionale di Turks & Caicos (http://tcmuseum.org/), il cui nome deriva appunto dalle omonime isole atlantiche a sud della Florida, è possibile trovare collezioni di reperti archeologici che testimoniano la culturae la storia dell'isola, intimamente connessa al mare. Dentro la struttura è stata creata nel 2001 la sezione “Museo del messaggio in bottiglia” (http://tcmuseum.org/collections/message-in-a-bottle/), in cui sono conservate le numerose bottiglie depositate sulle spiagge dell’isola di Gran Turk e raccolte nel corso degli anni dalla fondatrice del museo Grethe Seim.
Se vi dovesse capitare di ritrovare un messaggio in bottiglia potete contattare  Roberto Regnoli, chirurgo ortopedico di Termoli, che usa internet per “raccogliere” le bottiglie ritrovate. Sul suo sito "Messaggi del mare" (http://www.messaggidalmare.com/) pubblica i testi ritrovati all’interno delle bottiglie, catalogandoli per annate.
 "Sulla riva del mare è scritta la storia della vita che si rinnova di continuo, come le onde che cancellano le impronte sulla sabbia oppure vi lasciano nuovi oggetti venuti da chissà dove" (tratto da Notte Infinita di Romano Battaglia).


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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