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22 Agosto 2017

Quando la mazurca diventa klandestina

di Cianzia Salluzzo Rovituso
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Quando la mazurca diventa klandestina

Una strada completamente in festa, un mare di musica e gente che balla in allegria: non siamo in America latina o nei quartieri di Cuba, ma in Italia, in una delle tante bellissime piazze che, colorate di ballerini, si animano creando una magica atmosfera. Si balla da mattina a notte inoltrata e pochi sono gli strumenti utilizzati: un piccolo impianto di amplificazione, o musicisti improvvisati, candele per illuminare le ore notturne. A parlarci di questo nuovo fenomeno è Valeria Angela Bianchi, romana, autrice-attrice di teatro e amante delle arti, della manualità (costruisce oggetti e pupazzi per il teatro di figura) e della musica (suona l'organetto diatonico), organizzatrice di eventi neo-trad, nonché insegnante di danza, in particolar modo della mazurca.

Valeria, che cos'é la mazurca klandestina e come si è diffusa in Italia?
"La mazurka è una danza di origini polacche che si è diffusa un po‘ in tutta Europa, modificandosi  a seconda dei luoghi in cui si andava radicando. Il termine mazurka klandestina è nato in Italia alcuni anni fa e con "klandestino" non si vuole indicare nient'altro che la decisione di appropriarsi di spazi pubblici per ballare senza dover chiedere il permesso ufficiale. Non è nulla di nuovo, in verità: da anni lo si faceva già per il tango. La novità sta nel tipo di danze che si ballano durante questi eventi: oltre alla mazurka francese, infatti, si ballano le cosiddette danze neo-trad. Sono danze tradizionali di varie regioni della Francia (come bourrèe, andro, anterdro…) o balli provenienti da diversi Paesi europei, spesso persi nella memoria di pochi e successivamente recuperati o, a volte, profondamente modificati (chapelloise, polke, circoli circassiani, polske e valzer). Queste danze vengono in genere ballate durante i molti festival che vengono organizzati durante tutto il corso dell'anno in vari Paesi europei. Il bello è che le persone appassionate a questi balli stanno aumentando a dismisura: si sta formando, cioè, una specie di comunità folk di danzatori internazionali”.

Perchè ci si da appuntamento e si balla nelle piazze? È una novità tipo il flash mob?
"No, non ha nulla a che fare con in flash mob: non è qualcosa che si organizza per stupire o attirare l'attenzione per manifestare o dimostrare qualcosa. Lo definirei più un "rave" di danze popolari, anche se la parola rave è sempre associata alle droghe e di sostanze stupefacenti nelle mazurke klandestine non ce n'è nemmeno l'ombra. L'unico scopo è ritrovarsi e ballare, l'unica droga è il ballo. Riusciamo a ballare senza interruzione dalla sera fino alle 8 del mattino successivo. È una magia: ci si carica di adrenalina, di musica, di volteggi e di desiderio di ascolto reciproco, di contatto”.

La mazurca che ballate, quindi, ha origini francesi. In Francia, tuttavia, ballarla nei locali è una cosa comune, mentre in Italia i balli folk sono relegati alle feste da sagra. Come mai, allora, questa moda si sta diffondendo anche qui da noi?
"Non è esatto: anche in Francia la mazurca è stata recuperata negli ultimi decenni dal cosiddetto 'popolo folk', quello composto da coloro che, oggi, vanno a ballare in giro per i festival. In qualche modo, in Francia è avvenuto lo stesso processo di recupero delle tradizioni popolari che abbiamo avuto in Italia alla fine degli anni Settanta. Le nostre danze tradizionali sono state recuperate e riscoperte: credo che una differenza importante tra i due fenomeni, detto senza giudizio alcuno, sia nella ricerca filologica dell'autenticità. Da noi, laddove la tradizione non si è mantenuta viva, si è cercato di recuperare filologicamente l'origine della danza e di mantenerla inalterata. In Francia, da quello che ho potuto vedere, la riscoperta delle danze tradizionali è stata più libera, aperta alle contaminazioni, a derive ed evoluzioni. Ci sono meravigliosi gruppi musicali, giovani o giovanissimi, che suonano e compongono musiche originali ballabili sui ritmi delle danze tradizionali. Non importa se la danza viene alterata: tradizione e sperimentazione si fondono. Per questo motivo, il pubblico dei balli folk neo-trad è tra i più eterogeni. Non è folklore, non ci sono persone vestite con abiti antichi o presunti tali: è ballo popolare. In Italia si sta diffondendo forse perché siamo stanchi delle discoteche e, ripeto, abbiamo bisogno di ballare, finalmente, delle danze che permettano ascolto e un contatto gioioso. Inoltre, non è del tutto vero che in Italia le danze sono confinate solo agli spettacoli folkloristici delle sagre: andate a fare un giro durante le feste in onore della Madonna nei comuni intorno a Napoli e troverete una danza meravigliosamente viva (la tammurriata) ballata nelle strade!”.

Sono danze complicate da imparare?
"No, non direi. La mazurca e gli altri balli folk possano essere definiti complessi, ma non come il tango argentino, per esempio. È anche vero che definire un qualcosa complesso o meno è sempre un giudizio molto personale. È complesso suonare il pianoforte? E l'organetto? Dipende sempre da quanto sei portato, o da quanto risuona dentro di te quella specifica cosa”.

Si tratta di una danza di coppia o si può ballare in gruppo?
"La mazurca è una danza di coppia, come il valzer e la polka. Molte altre danze, che si ballano durante gli eventi di mazurka klandestina o i concerti folk, sono danze di cerchio, o di schiera”.

Dove la si può imparare?
"Queste danze possono essere apprese direttamente ballando (meglio se guidati da bravi ballerini) o eventualmente partecipando a seminari, workshop, festival e corsi”.

A quando il prossimo evento?
"Per le mazurche e gli eventi in tutta Italia potete iscrivervi al gruppo Facebook "mazurka klandestina". Per le iniziative romane iscrivetevi al gruppo "Mazurka Klandestina Roma (gruppo romano di danzatori un po‘ francesi dentro). Buone danze”.

 

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Tre momenti di danza in piazza con Valeria Angela Bianchi


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