Il mensile di informazione e approfondimento che
intende riunire culturalmente il nostro Paese nel pieno rispetto di tutte le sue tradizioni, vocazioni e ispirazioni ideologiche e politiche.
diretto da Vittorio Lussana
Area Riservata
26 Ottobre 2020

Scoperta l'ape primordiale

di Pietro Pisano
Condividi
Scoperta l'ape primordiale

Ritrovata in un blocco d’ambra di 100 milioni di anni fa una nuova specie di insetto impollinatore, il più antico della Storia, antenato della nostre api moderne  

Un’ape primitiva rimasta intrappolata nell’ambra, forse la più antica della Storia, è stata ritrovata fossilizzata insieme a del polline. L’insetto viveva in una giungla tropicale di 100 milioni di anni fa, quando le piante da fiore stavano appena iniziando a diversificarsi. L'entomologo George Poinar Jr. della Oregon State University ha studiato questo esemplare, dimostrando che appartiene a una nuova specie e famiglia: la 'Discoscapa apicula', questo il nome che gli è stato dato in seguito alla sorprendente scoperta. I risultati della ricerca del professor Poinar sono stati pubblicati nel numero di ‘BioOne Complete’ del 29 gennaio 2020. Si tratterebbe di un’ape femmina, che circa 100 milioni di anni fa, insieme ad alcune larve di scarabeo, rimase intrappolata in un globo di resina appiccicosa. Quest’ultima, col tempo, si è fossilizzata per diventare ambra, preservando all’interno l'ape e i suoBioOne.jpgi parassiti. L’esemplare presenta tratti delle api moderne, insieme ad altri dei suoi antenati evolutivi: le vespe carnivore apoidi. Attualmente, risulta essere l’unico a esser stato ritrovato come fossile insieme a polline e larve di scarabeo, offrendo uno sguardo affascinante su quella relazione ‘predatore-preda’ che continua ancora oggi. Secondo quanto asserisce Poinar “è certamente possibile che l’elevato numero di parassiti abbia causato la caduta accidentale dell’ape nella resina”. Il fossile dell’ape recentemente studiato, proveniente dal Myanmar, risale alla metà del periodo Cretaceo. Il mondo in cui viveva questo insetto era una foresta tropicale, caratterizzato per lo più da conifere, felci, cicadee, ginkgo ed equiseti. Le angiosperme - piante da fiore - stavano appena iniziando a diversificarsi, insieme alle api primitive, che impollinavano i loro fiori. Grazie a questo importantissimo esemplare saremo in grado di comprendere meglio non solo la storia evolutiva delle vespe (con cui quest’ape condivide parte del Dna), ma anche quella delle api moderne: insetti impollinatori che hanno un ruolo fondamentale nella riproduzione delle piante di tutto il mondo. Conclude, inoltre, lo studioso, affermando che “la documentazione delle api fossili è piuttosto vasta ma la maggior parte proviene dagli ultimi 65 milioni di anni e assomiglia molto alle api moderne. Fossili come quello in questo studio possono parlarci dei cambiamenti subiti da alcune tipologie di insetti quando hanno iniziato a nutrirsi di polline”.

ape_preistorica_ambra_polline.jpg

Salva


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
EDITORE: Compact edizioni divisione di Phoenix associazione culturale