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28 Ottobre 2021

Una nuova scoperta in Grecia conferma il racconto di Omero

di Pietro Pisano
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Una nuova scoperta in Grecia conferma il racconto di Omero

Una equipe coordinata da Elisabetta Borgna in occasione della decima campagna di scavi nella necropoli di Eghion ha rinvenuto tre spade di produzione palaziale e un edificio con megaron

Il rinvenimento di tre spade di fogge caratteristiche delle produzioni micenee palaziali, databili intorno al XIV secolo a. C. - il periodo di più grande fulgore dei palazzi micenei di Micene, Tirinto e Pilo - conferma in maniera evidente il racconto dell’Iliade di Omero. I manufatti sono stati scoperti, nel mese di agosto, per opera dagli archeologi dell’Università di Udine coordinati da Elisabetta Borgna, durante la decima campagna annuale di scavo della necropoli della Trapezà di Eghion in Acaia, nel Peloponneso occidentale, dove il gruppo udinese collabora dal 2010 a un più ampio progetto del ministero greco della Cultura. Le spade, molto probabilmente, sono appartenute a guerrieri residenti in una comunità situata sulle propaggini montane dell’Acaia orientale, da cui si controllavano il centro di Eghion, la pianura costiera e il mar di Corinto. Questa scoperta si aggiunge a quella delle scorse campagne, quando l’indagine di un’altra tomba la numero 6 ha riportato alla luce ricchi corredi di ceramica e gioielli, nonché un deposito di oggetti in bronzo il quale comprendeva una monumentale cuspide di lancia da parata, preliminarmente interpretata come dotazione di una figura particolare – un ufficiale, un sovrintendente o un governatore locale – legato all’autorità centrale di Micene.
"Queste armi venivElisabetta_Borgna.jpgano prodotte nelle officine centrali”, spiega Elisabetta Borgna, “ed erano conservate nei magazzini palaziali. Esse erano, per lo più, distribuite all’occorrenza agli uomini chiamati alle armi o erano detenute da guerrieri e ufficiali con ruoli specifici. È raro che venissero deposte delle armi nelle necropoli. Quando avveniva, queste erano certamente incaricate di esprimere indicazioni rilevanti sullo status e sul ruolo dei defunti. Questa presenza”, prosegue l’archeologa, “sembra costituire una conferma di quanto racconta Omero nel secondo libro dell’Iliade, quando nel celebre ‘Catalogo delle Navi’ quantifica la potenza militare degli Achei impegnati nella spedizione a Troia elencando i comandanti e la provenienza dei contingenti. Il poeta greco riferisce che Agamennone in persona, re di Micene, avrebbe guidato da condottiero cento navi di guerrieri reclutati, oltre che nei territori immediatamente circostanti al palazzo di Micene, in Argolide e Corinzia, anche nella periferica Eghialia, ossia la porzione orientale dell’Acaia intorno ad Eghion, sede di vari insediamenti di cui più tardi ci avrebbe parlato Pausania”.
Oltre a questi manufatti è stato anche scoperto un imponente edificio con focolare centrale a megaron, in un antico villaggio distante qualche centinaia di metri più a sud della necropoli. Fondato in età ‘premicenea’, verso l’inizio del II millennio a. C., l’abitato ebbe lunga durata. Il palazzo con impianto a ‘megaron’ della Trapezà di Eghion – risalente agli inizi della civiltà micenea (XVII secolo a. C. circa) - è dunque precedente alla fondazione dei palazzi. "Una complessità”, aggiunge la Borgna, “che sembra la premessa del fiorente sviluppo dei secoli successivi, così ben documentato dalla necropoli. Le dinamiche di crescita, evoluzione ed estensione dell’abitato e il rapporto tra questo e la vicina necropoli sono tra gli affascinanti aspetti ancora da chiarire".
Il_megaron_con_al_centro_il_focolare_2.jpg

NELLA FOTO QUI SOPRA: IL MEGARON CON AL CENTRO IL FOCOLARE DELL'EDIFICIO RITROVATO

AL CENTRO: ELISABETTA BORGNA, ARCHEOLOGA DELL'UNIVERSITA' DI UDINE

IN APERTURA: IL CANTIERE DI SCAVO NEL SITO DEL VILLAGGIO DI EGHION (GRECIA)


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