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25 Giugno 2018

Il pomo della discordia del terzo millennio

di Alessio Spelda
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Il pomo della discordia del terzo millennio

Come lo smartphone ha cambiato le nostre relazioni invadendo la nostra sfera privata, fino al punto da travolgerci e dissociarci dalla realtà

Come nel mito greco, è caduto sulle nostre vite quest’oggetto forgiato dagli dei infernali direttamente dall’Ade: il nostro amatissimo smartphone. Non solo è dannoso per la salute, sia direttamente con le radiazioni emesse, sia indirettamente, come si evince dall’analisi ‘Global Mobile Consumer Survey 2016’: molto spesso, questi demoni in alluminio mettono zizzania nelle nostre relazioni. Ciò è dovuto, innanzitutto, a un aumento di possessori del dispositivo: circa l’85% di italiani, infatti, ne possiede uno. In concomitanza, abbiamo assistito negli anni a un aumento esponenziale del tempo dedicato dagli italiani al cellulare, sottraendo spazio vitale a parenti e amici. L’Italia è il Paese europeo dove si litiga di più a causa del cellulare, circa il 27% dei litigi sono, infatti, causati dal continuo utilizzo dello smartphone. I partner sono quelli con cui si hanno più scontri: emerge, di fatto, che il 27% delle coppie discuta almeno una volta al mese. E il primato è tutto nostro: segue la Polonia con il 21% e la Francia con il 16%. Ma ciò che accomuna tutti quanti sono i motivi: lo smartphone ruba inevitabilmente tempo alle nostre relazioni, ancor di più se strette come nel caso delle coppie. Si litiga per il troppo tempo trascorso al telefono, per i messaggi ricevuti di notte, per aver sbirciato il ‘profilo social’ dell'altro, per un’e-mail di troppo o per l’ennesima notifica Facebook. Chissà di chi poi! Inaspettatamente, non è solo la gelosia che ci regala il primato europeo di questa nevrosi: anche tra figli e genitori ci si rimprovera per il troppo tempo trascorso con il telefono in mano, anche se le ‘ramanzine’ sono in entrambe le direzioni. Spesso e volentieri sono di più i figli a riprendere i genitori (nel 27% dei casi), mentre ‘solo’ il 22% delle mamme e dei papà richiamano la prole a mantenere comportamenti meno evasivi o negligenti. Questa è la spia che effettivamentSelfie.jpge qualcosa sta cambiando nella nostra società, in cui i figli capiscono meglio e, come vediamo, anche più spesso i problemi delle nuove tecnologie. Non mancano, ovviamente, le discussioni anche con amici, coinquilini e altri familiari. Infine, per dare uno sguardo all’Europa, l’Olanda vince il primato di Paese meno irascibile e più tollerante, a prescindere dalle cause: nei Paesi Bassi, infatti, si riescono a limitare persino i diverbi tra partner (13% dei casi), che spesso sono accesissimi. sia come sia, sotto il profilo sociologico, la domanda sorge spontanea: per fare cosa stiamo utilizzando il tempo che abbiamo tolto ai nostri rapporti umani? Quasi una persona su due, almeno una volta al giorno, usa il cellulare per controllare i social (52%) almeno una volta al giorno; oppure per leggere le news (45%). A seguire, il 41% scatta almeno una foto al giorno e il 31% guarda dei brevi video su Youtube. Oltre agli usi ‘classici’, quasi un quarto degli intervistati (21%) usa ogni giorno il telefono per seguire i cosiddetti ‘Vip’ o i protagonisti dello ‘show business’, portando nuovamente l’Italia al primo posto come Paese europeo più interessato al ‘gossip da smartphone’. Agli antipodi abbiamo sempre l’Olanda, dove solo il 7% segue i personaggi famosi, rispetto a una media europea comunque piuttosto bassa: circa il 13%. Lo smartphone, inoltre, non ha rubato tempo solo alle relazioni, ma anche alla vita privata e, addirittura, al sonno. La facilità con cui il cellulare consente di accedere a tutte le attività descritte ha permesso alla vita lavorativa di entrare prepotentemente nella sfera della vita privata: il telefono aziendale ha reso i dipendenti reperibili 24 ore su 24, portandoli a controllare il telefono anche nelle feste o, addirittura, di notte. Le persone in carriera si addormentano molto spesso con il telefono in mano (circa l’80%) e quando si alzano nel cuore della notte leggono (76%) e rispondono alle e-mail di lavoro (83%). La sonnambulìa da telefono non affligge solo le persone in carrierà, bensì il 37% della popolazione italiana senza distinzioni di età, raggiungendo picchi del 52% per gli under 24 e livelli minimi (anche se inspiegabili) da parte degli over 65, con una percentuale del 28%. Lo smartphone è insomma diventato, o meglio si è riconfermato essere, il nostro compagno di vita. Egli sta sempre con noi tutti i giorni e, da quanto abbiamo visto, anche la notte. Per non parlare della categoria, minoritaria ma alquanto particolare, degli ossessionati dai ‘selfies’ fino al punto da 'sovraesporre' ogni giorno la propria immagine in pubblico o sui social, in un processo di vera e propria ‘dissociazione narcisistica’ dalla realtà. Ribadiamo che la tecnologia è un semplice strumento nelle nostre mani: sta a noi utilizzarla bene e, soprattutto, non abusarne. Forse, equilibrio e sobrietà sono elementi che culturalmente non ci appartengono. O, più probabilmente, che non siamo proprio in grado di raggiungere.

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