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20 Novembre 2017

Fatevi vedere da uno ‘bravo’

di Vittorio Lussana
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Fatevi vedere da uno ‘bravo’

In un liceo di Moncalieri, una lezione sull'omosessualità quale malattia curabile; a Motta Visconti, in provincia di Milano, un consigliere comunale del centrodestra suggerisce i forni crematori per i Rom: dobbiamo fare qualcosa per aiutare i politici razzisti e le docenti di religione sull’orlo dell’esaurimento nervoso

L’omosessualità è “un problema psicologico da cui è dimostrato scientificamente che si può guarire”. Questo il magnifico messaggio discriminatorio di un’insegnante di religione di un istituto superiore di Moncalieri, un comune alle porte di Torino. Appare evidente come questa professoressa sia decisamente disinformata. Ma trattandosi di una docente di religione, sorge spontaneo domandarsi dove stia scritto, all’interno del Vangelo e dei sacri testi cristiani, che un determinato genere di persone debbano considerarsi dei malati. Lo stesso Gesù Cristo è vissuto nel pieno della giurisdizione imperiale romana, in cui l’omosessualità non era affatto vissuta né come una patologia, né come uno scandalo di particolare rilievo sociale. Cristo in persona era senz’altro consapevole dell’esistenza dell’omosessualità. E non ha mai sentito il bisogno di esprimersi al riguardo. Più o meno nelle stesse giornate, un consigliere comunale del centrodestra di Motta Visconti, in provincia di Milano, avrebbe scritto su Facebook che, per contrastare il fenomeno dei Rom e del nomadismo, sarebbe disposta a mettere a disposizione la taverna di casa sua per costruire un forno crematorio, tramite il quale risolvere la questione secondo il dettato scientifico di Adolf Hitler e del dottor Joseph Mengele, noti vincitori di premi Nobel per la pace e la medicina. Ora, a parte il fatto che non si capisce quale genere di sostanza stupefacente stia circolando nell'Italia del Nord-Ovest, è sconvolgente come in molti ambienti della società italiana si sia diffusa una demagogia ‘semplicista’, che pretende di risolvere determinate questioni, delicatissime sotto il profilo dei diritti civili e umani, attraverso metodologie criminali. Perché anche considerare un gay come un malato è un pensiero da criminali, dato che persino la psicologia può essere utilizzata in modi e direzioni sbagliate e che un certo tipo di ‘scientismo’ può risultare contrario ai diritti dell’uomo, rivalutando gli aspetti più tolleranti di tutte le religioni. La scienza non sempre propone la risposta corretta. Alfred Nobel in persona, quando scoprì la dinamite, cercava solamente un modo per facilitare la costruzione di tunnel ferroviari che attraversassero le montagne, e non certo per far saltare in aria quelle categorie di persone che gli stavano antipatiche. Dunque, il tema da prendere in considerazione diviene quello di come determinati atteggiamenti finiscano con il diffondere un tasso di violenza e di odio sociale insano e delirante, che rappresenta la vera patologia psicologica in questione, sia nel caso della docente di religione, sia in quello del consigliere comunale, tale Massimilla Conti. Trattandosi di due persone con evidenti problemi, sollecitiamo le direzioni sanitarie delle Regioni Piemonte e Lombardia a prendere in considerazione la possibilità di effettuare una perizia psichiatrica nei riguardi di queste due ‘belle personcine’, al fine di sottoporle a una robusta terapia lenitiva e curativa della loro profonda condizione depressiva di esaurimento nervoso. Dobbiamo fare qualcosa per aiutare queste persone, poiché rischiano di vivere in una condizione assai vicina all’abbrutimento animalesco, che comporta conseguenze nefaste per loro stessi e per chi gli sta accanto. Le persone malate non sono né i milioni di gay che popolano il mondo, né gli altrettanti milioni di Rom che cercano di sopravvivere ai margini della nostra società. I veri malati sono, invece, certe nostre docenti di religione, alcuni consiglieri comunali e tutti quegli imbecilli che pensano che la società sia un posto in cui si possa dire quel che si vuole, senza mai assumersi la responsabilità di ciò che si teorizza o si esprime pubblicamente. Ci sono dei limiti: questa gente deve comprenderlo. Una volta per tutte.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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