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7 Aprile 2020

Etica e morale sono fini, non mezzi

di Vittorio Lussana
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Etica e morale sono fini, non mezzi

Il Partito democratico può e deve uscire dalle ‘secche’ in cui si è ritrovato di recente. Saluto perciò con soddisfazione la notizia dell’incarico a formare il nuovo Governo a Enrico Letta, uno dei suoi uomini migliori che, in questi anni, ha sempre dimostrato capacità ed equilibrio. La svolta è, naturalmente, anche di carattere generazionale, poiché si tratta di un 46enne che ha vissuto tutti i passaggi più importanti di questi ultimi decenni di vita politica. È un uomo capace, attento al panorama giovanile e alla modernità. Il Pd possiede un bagaglio di uomini in grado di affrontare il frangente di un Governo in coabitazione col Pdl, purché questo nuovo esecutivo sia di discontinuità rispetto al passato. Fate un Governo giovane, ma forte. Personalmente, non ho alcuna pregiudiziale, se non quella di preferire Alfano a Berlusconi, o Civati a Rosi Bindi. Il sottoscritto aveva più volte sottolineato, in questi anni, che la questione principale per rompere con quella seconda Repubblica nata negli anni ’90 del secolo scorso era proprio quella generazionale. Dunque, avanti i giovani, i ‘quarantenni’, come si diceva una volta. Sono certo che si tratta di una generazione maggiormente libera da acredini e ruggini del passato, in grado di sapersi intendere sulle cose da fare. C’è un programma di riforme da realizzare: non ci si accontenti, dunque, di un semplice Governo di ‘scopo’, che faccia una nuova legge elettorale e buonanotte. L’asse Pd-Pdl può diventare strategico, in questa fase politica, per dare l’avvio a un vero e proprio processo costituente. Quel che mi preme sottolineare è infatti l’aspetto pragmatico che questo nuovo esecutivo dovrà dimostrare, senza perdersi mai più nei meandri ideologici delle questioni. Ciò potrà servire, al contrario di quanto pensa Beppe Grillo, a scaricare l’attuale onda protestataria e a riconciliare lo Stato-Governo con lo Stato-comunità, ragionando sulla base di una legalità giuridica liberaldemocratica declinata con quell’umanitarismo che può dare un gran vigore riformista all’intero esecutivo. Quest’ultima formula, che potrebbe risultare ‘astrusa’ ai più, in realtà rappresenta il vero obiettivo di fondo che i Partiti coninvolti debbono riuscire a raggiungere: ridurre quella ‘forbice’ di differenze e disparità sociali che si sono venute a creare in questi ultimi anni. Avanti al centro contro gli opposti estremismi, si sarebbe detto un tempo. E il centro sono i cittadini, la gente, il popolo, i giovani, le donne, gli italiani tutti. Fate dunque nel concreto ciò che in astratto potrebbe sembrare impossibile: andare d’accordo, dimostrare compattezza, marginalizzare le demagogie protestatarie. Gli italiani vogliono un Governo di cambiamento: dateglielo. Vedrete che, ben presto, saranno essi stessi a essiccare ogni radice teorica a chi crede che la politica sia solo un mondo di nullafacenti o di vecchie ‘cariatidi’. Sgombrate ogni dubbio e liberate gli orizzonti dalle nubi che si sono addensate sul ‘Palazzo’. Fatelo come servizio al Paese e non per rinchiudervi nei consueti recinti dell’immobilismo asfittico o dei privilegi di potere, poiché etica e morale sono le vere finalità della politica, non un mezzo per destabilizzare la democrazia.

 


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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