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7 Aprile 2020

Scherzi dell’estate

di Vittorio Lussana
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Scherzi dell’estate

Carissima estate, nemmeno quest’anno riuscirai a convincermi sulle supposte qualità delle infradito: le odio, è inutile che insisti. Così come odio tutti i piedi maschili, che sono veramente brutti a vedersi. Tranne i miei, ovviamente. Anche perché sono perfetti: qui siamo nel campo delle certezze indiscutibili. Comunque, quest’anno evita di rompermi i ‘cosìddetti’ col pulcino Pio: può bastare un ‘tormentone’ qualsiasi, sempre che tu sia ancora in grado di ‘azzeccarne’ uno. D’inverno, non vediamo l’ora che tu arrivi. Quando sei qui, abbiamo tutti paura che tu te ne vada. Eppure, non c’è niente più di te che mi faccia pensare alle bugie: una ‘selva’ di bugie. Ci fu un’estate in cui quella che me la dava, dopo un po’ non me la volle dare più. E un’altra in cui quella che non voleva darmela, a fine agosto quasi me la tirò ‘dietro’ in fretta e furia. Poi fu la volta dell’estate di Gloria. E poi di quella dedicata tutta al mare “per vedere da lontano gli ombrelloni, oni oni oni”: la proposta mi sembrò alquanto ‘ambigua’. Ricordo, inoltre, le estati in cui ci si incontrava tutti a casa di Elia. Una sera, parlando con Elia, venne fuori che lui non lo sapeva neanche che eravamo stati tutti quanti a casa sua. Lui c’era, però dormiva, nonostante le urla della madre di ‘Carrie, lo sguardo di Satana’ squarciassero il silenzio della notte sino a richiamare l’attenzione dei Carabinieri di ‘ronda’. Una sera salirono anche loro a casa di Elia, per vedere ‘l’Esorcista’, di cui avevano “tanto sentito parlare”. Un altro anno arrivai talmente in ritardo a casa di Elia che tutti quanti se n’erano già andati. Neanche Elia era rimasto a casa sua: ecco cosa succede quando una ‘moda’ tramonta all’improvviso. Un anno decisi di rubare una bicicletta, ma appena montai in sella caddi dentro a una piscina. Con tutta la bicicletta. La mia pedalata era divenuta molto ‘fluida’, debbo dire. Un altro anno ancora ho dormito svariate volte in spiaggia. E l’anno successivo persino in un bosco. Durante un’altra estate decisi di farmi tutto a piedi, perché mi era venuta una ‘fissa’. L’anno dopo ancora, mi accorsi che ero stanco e che le Espadrillas non avevano nient’altro da dire. Poi venne la moda delle ‘De Fonseca’, che ci facevano tutti sembrare il protagonista di ‘Karate kid’: passa la cera, togli la cera. Poi giunsero alcune estati in cui non facevo altro che dormire. Mia madre era contenta: “Almeno, ti riposi”. Mi feci due ‘palle’ gigantesche e già al 20 di agosto ero tornato in ufficio. Comunque, dopo tante estati sono ancora qui a chiedermi perché il fritto misto lo digerisco perfettamente, mentre i peperoni proprio no. È un vero mistero. Segnalerò la cosa a Giacobbo: solamente lui può andare a fondo in questa cosa. E Bruno Martino? Perché odiava tanto l’estate? Da tempo sospetto un clamoroso ‘due di picche’, che in estate sono anche antipatici. “Un’estate fa la storia di noi due era un po’ come una favola”, scrisse una volta Franco Califano in uno dei suoi rari momenti di lucidità. Eh, caro Franco, l’estate è come un gioco: è stupenda, ma dura poco.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
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