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23 Novembre 2017

Verso il Congresso: lettera aperta ai socialisti italiani

di Vittorio Lussana
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Verso il Congresso: lettera aperta ai socialisti italiani

Il Congresso del Partito socialista italiano si terrà a Venezia il 26, 27 e 28 ottobre 2013. Il momento è politicamente difficile, ma storicamente è l'occasione per tirare le somme su una seconda Repubblica che ha solamente dimostrato l'arte del cambiare tutto per non mutare nulla

Dall’alto della vostra montagna di dolore, voi socialisti siete coloro che guardano più lontano. Non attardatevi a polemizzare con i tanti ‘pigmei giganti’ della seconda Repubblica: sarete ancora una volta voi - e non altri - ad aggirarvi vittoriosi tra le rovine degli insolenti e degli ‘allocchi’. Oggi siete in pochi, questo è senz’altro vero. Ma ciò è accaduto poiché la vostra vittoria, quella della Storia, premia sempre pochi eletti. Avete dunque il dovere di affermare ciò a chiare note e in faccia a tutti i molteplici ‘cialtroni’ apparentemente al centro dell’attuale fase politica. Nonostante i vostri disperati e ripetuti appelli e avvertimenti, tutti si vedono costretti ad analizzare e comprendere quale sia effettivamente la funzione di un Partito, la profondità della vostra cultura democratica, per poter accogliere gli insegnamenti della tradizione più antica e più saggia. Innanzi al ‘disastro’ che abbiamo di fronte, presto si potrà comprendere la grande forza ‘profanatoria’ del riformismo. A molti questa parola non piace, poiché sporchi delle loro stesse ‘parolacce’, da un modo di comunicare la politica vuoto e ormai stantìo. Siate dunque sereni: culturalmente, sono ancora tutti fermi lì, sulla frontiera dei ‘meriti e bisogni’. Nessuno ha saputo immaginare qualcosa di meglio o di più lungimirante. Avete innanzi a voi solamente degli adoratori dell’analisi ‘statica’, del cambiare tutto per non mutare nulla, della difesa del piccolo privilegio individuale, mentre la vostra felicità è sempre stata immaginata per tutti e in nome di tutti, nel sogno di quel sole che sorge come l’alba naturale di una nuova era, quella di una società più libera e giusta. Sono ancora tutti lì, a interpretare il loro ruolo da ‘pagliacci televisivi’, mentre l’umanità prosegue il suo cammino. Tutta l’umanità, nessuno escluso: persino gli ultimi, persino i morti. Perché per voi la ricchezza, materiale, culturale o spirituale che sia, non è mai tale se non è messa a disposizione di tutti. La vostra capacità di perdonare può diventare una vera forza criminale, rivolta contro tutti. Gli altri, di meglio non han saputo fare, né a destra, né a sinistra: nemmeno un direttore di banca o un buon amministratore delegato sono in grado di individuare. Datemi retta: voi siete ben altro rispetto a tutto questo. È solamente triste che non vi sia modo di spiegarlo, che non esista un linguaggio in grado di farlo comprendere appieno, di comunicare al più alto numero di persone un umanitarismo antico, eppure ben radicato nella Storia della sinistra italiana. I soli e unici nemici che avete di fronte, in fondo, sono il tempo - che nei vostri riguardi non sempre è stato galantuomo - e la sorte, la quale ha spesso messo alla prova, nel corso della Storia, soprattutto la vostra comunità, probabilmente non a caso. Ma voi dovete esser pronti, ancora una volta, ad andare fino in fondo, al fine di dimostrare che non siete affatto dei ‘pesci fuor d’acqua’, bensì gli unici a saper camminare sul ‘mare’ della Storia. Tutti coloro che in passato vi hanno tradito o abbandonato hanno saputo generare solamente dei ‘mostri’. Questa è una vicenda che voi conoscete fin troppo bene e che dovete gridare in faccia a tutti: siete voi quelli che appartengono al mondo reale, che si battono per una libertà non vuota, ipocrita o astratta, che concepiscono i diritti ma anche i doveri, gli onori e gli oneri della vita civile e sociale dei cittadini. Voi siete, ancora una volta, sul binario giusto, anche se sembrate in pochi. Eppure, io vi dico di non perdere la speranza: altri credono in Dio, ma la loro fede è vacillante ogni qual volta viene a misurarsi con la vostra! Voi siete la comunità di cittadini più antica e vigorosa d’Italia: siate dunque orgogliosi della vostra tradizione e di tutta la vostra Storia, poiché nessuno può più dire la stessa cosa di se stesso! Il vostro crimine è possedere un’identità e una coscienza. Ma identità e coscienza sono le cose che vaccinano dalla paura, mentre il socialismo è la giovinezza del mondo: non dimenticatelo mai.


Periodico Italiano Magazine - Direttore responsabile Vittorio Lussana.
Registrata presso il Registro Stampa del Tribunale di Milano, n. 345, il 9.06.2010.
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